Attualità

I musei italiani non usano i social: ecco i limiti della cultura in Rete

Gattini, ricette, foto della nonna, immagini in vacanza, musica, test. I social riempiono le giornate di tutti noi, quotidianamente. Ma non c’è solo questo. Molti li usano anche per informarsi, in sostituzione dei giornali e delle testate online. E molti altri cercano di comunicare con le istituzioni pubbliche e private.

Una recente indagine di Civita affronta proprio quest’ultimo aspetto, concentrandosi sulla quantità e sui comportamenti del pubblico che fa uso di tali strumenti per entrare in relazione con le istituzioni culturali. Il quadro che ne esce è molto interessante e potrebbe rivelarsi assai utile per i musei stessi, molto spesso non al passo con i tempi.

social-media-musei-comunicazione-civita-indagine-1A fronte di un tasso di digitalizzazione e penetrazione di Internet molto inferiore alla media europea, gli italiani che utilizzano i social media sono circa 36,5 milioni, ovvero il 60% dell’intera popolazione.

L’indagine di Civita rileva che sono circa 9 milioni gli italiani (il 36,6% della base degli intervistati) che impiegano i social per comunicare con le istituzioni culturali, in prevalenza fra i 25 e i 44 anni.

social-media-musei-comunicazione-civita-indagine-2Effettuata una distinzione tra artisti, biblioteche, enti lirici e musicali, spazi espositivi e teatri, emerge che sono soprattutto le giovani donne (18-25 anni) ad utilizzare i social per connettersi con le istituzioni museali. In termini di intensità delle relazioni, i teatri e gli enti lirici e musicali hanno un pubblico online più fedele e affezionato.

A fronte di questo, c’è però un dato non incoraggiante. Analizzando i differenti utilizzi delle piattaforme, si scopre che gli utenti impiegano i social soprattutto per la fruizione virtuale e per scaricare materiali messi a disposizione dalle organizzazioni culturali, mentre l’acquisizione di informazioni per la prenotazione o l’acquisto del biglietto d’ingresso sono nettamente sottoutilizzati.

social-media-musei-comunicazione-civita-indagine-3Rispetto alla semplice acquisizione o diffusione dei contenuti, la funzione “creativa” associata ai social media (la più specifica e caratterizzante) è ancora, in Italia, assolutamente marginale.

Le cause scatenanti di questo ritardo emergono nella seconda indagine svolta da Civita, incentrata sul rapporto fra istituzioni culturali e social media e volta ad indagare in che modo e con quali fini le prime utilizzano i nuovi strumenti offerti dal mondo digitale.

social-media-musei-comunicazione-civita-indagine-4Su 26 istituti culturali presi in esame, l’indagine mostra che l’utilizzo di tali strumenti come mezzo per entrare in relazione con i propri pubblici o per attrarre visitatori non costituisce ancora, per i nostri musei, un obiettivo strategico e rilevante.

Tali difficoltà dipendono dalla scarsa conoscenza delle effettive potenzialità dei social dovuta alla poca esperienza finora accumulata, nonché dalla difficoltà di associare una piattaforma ad obiettivi specifici.

social-media-musei-comunicazione-civita-indagine-5L’unica eccezione riguarda i musei d’arte contemporanea capaci, al contrario, di richiamare non solo i giovani ma anche un pubblico più trasversale e meno assiduo.

Civita, infine, suggerisce alcune linee guida per migliorare il quadro appena descritto. Innanzitutto, i nostri musei devono essere in grado di avviare una progettualità innovativa e accrescere il proprio ruolo identitario.

social-media-musei-comunicazione-civita-indagine-6Ma soprattutto, questi non possono prescindere dal mettere in atto mirati investimenti sulle professionalità addette alla comunicazione museale. A queste ultime, infatti, è richiesta un’adeguata preparazione tanto sulle caratteristiche delle diverse piattaforme, in modo da effettuare scelte coerenti con gli obiettivi che l’organizzazione si pone, quanto sui linguaggi “semplici e informali” da adottare nell’uso di tali canali.

Per far fronte ai costi di investimento e gestione necessari all’acquisizione di personale qualificato, una valida risorsa risiede nell’uso integrato di fondi nazionali comunitari (Agenda Digitale, Horizon 2020, Erasmus+, Industria Creativa ecc.) nonché la realizzazione di partenariati europei orientati al sostegno di progetti di innovazione tecnologica.

social-media-musei-comunicazione-civita-indagine-7In quest’ottica, pertanto, Civita propone di prevedere per i musei più visitati, in genere statali, di destinare le entrate aggiuntive alla formazione di personale qualificato (almeno 3 o 4 unità), al fine di migliorare l’interazione social con il pubblico.

Il diffondersi dei social media si inserisce in una nuova visione del museo, dando vita a quello che è stato definito il “museo relazionale” o, nel contesto statunitense, the participatory museum, enfatizzandone l’aspetto dinamico e interattivo.

social-media-musei-comunicazione-civita-indagine-8La definizione di uno specifico programma nazionale in accordo con le Regioni, lanciato da più Ministeri (Beni culturali, Istruzione e Sviluppo Economico) risulta allora una questione quanto mai prioritaria.

Info:
Nuovi Musei Nuova Comunicazione

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