C’erano un ragazzo, una chitarra acustica, Bologna, la noia, l’estate e il caldo. Poi, tutto intorno, l’universo. Raccontato con riverberi ed echi, testi struggenti, una voce lacerante su semplici arpeggi gonfi di colori tenui, eppure luccicanti.
Così nasce Ohio Kid. Così prende forma “Everyone was sleeping as if the Universe were a mistake“. Così io non riesco a smettere di ascoltare questo Ep folgorante nella sua estrema essenzialità, pieno zeppo di atmosfere sospese e strazianti, che al primo ascolto rimandano al mondo di Bon Iver e che poi maturano e si tengono a una quota tutta personale, resa possibile dal lavoro importante di Edwin Aldin in cabina di regia.

Disco rigorosamente autoprodotto, successore di “The day when we discovered the light” del 2012, “Everyone was sleeping as if the Universe were a mistake” è una vera e propria gemma di fine anno, un dono di Natale messo da uno sconosciuto sotto l’albero che alla fine resta in testa come il più bello dei regali.
6 racconti preziosi, 6 canzoni fatte di anima e cuore, 6 piccoli dolori che hanno voce e occhi. Tracce sporche e lucentissime, lente, ipnotiche. Il cantato di Giulio Bonazzi, artista bolognese di stanza in Lussemburgo, è un trip straniante che si alza su territori psych-folk di prim’ordine dove tutto è pieno di lancinante emotività, riflessi opachi di un sentire troppo profondo e in costante espansione.
“È un disco durissimo nei testi“, racconta lo stesso Giulio. “Parla di un amore finito e del senso di smarrimento che ne viene dopo. Parla di rigettare i ricordi perché troppo dolorosi e allo stesso tempo abbracciarli perché hanno composto anni della tua vita. Parla di come le persone attorno a me vivano costantemente segnate da un’infelicità latente“.
Innamoratevi di Ohio Kid, ragazzi. È uno che non delude.

Ohio Kid – Everyone was sleeping as if the Universe were a mistake
Etichetta: Autoprodotto
Anno: 2016
Genere: anti folk
Tracklist:
1) The universe is a mistake
2) Cattle
3) Atoms
4) Interlude (I will knock at every door to surprise you)
5) Your drugs
6) Wires (So silent only Death can hear)
Info:
Pagina Facebook Ufficiale
Profilo BandCamp
Scopri di più da The Parallel Vision
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
