Cultura

Il corpo straziato per denunciare le oppressioni: Carlos Martiel a Roma

L’arte contemporanea è presuntuosa. E la presunzione, umana. Il sillogismo va da sé, a questo punto. Almeno fino a quando non si ha a che fare con uno come Carlos Martiel, giovanissimo artista cubano classe 1989 che rende la presunzione l’unico veicolo per dar forma e voce ai lati peggiori di quell’umano che le sue performance dipingono di terribile bellezza.

Ieri sera, presso la Galleria Rossmut di Roma, è stata inaugurata “Vivere nel tuo corpo“, la mostra fotografica che rimarrà aperta fino al 17 aprile 2017 in Via dei Reti 29/b e durante la quale Carlos era presente, ma a modo suo: completamente nudo, disteso per terra e rinchiuso in una teca di plexiglass riempita di mosche (vive), dove per una quarantina di minuti è rimasto immobile.

Tutte intorno, le fotografie dell’esposizione curata da Diego Sileo nelle quali Martiel striscia per terra leccando il pavimento, si fa schiacciare la testa da uno scarpone militare, resta sdraiato in una delle strade di Willes Point (New York) ricoperto di sporcizia e rifiuti, lascia che due cateteri lo dissanguino in mare, è trafitto da una freccia sul fianco.

Mortificazione del corpo e sublimazione della carne attraverso la sua distruzione: Carlos si muove all’interno di bisettrici che disgustano o semplicemente spaventano chi guarda perché il messaggio che le sue ferite veicolano va più a fondo delle 12 stelle della bandiera Europea cucite sul suo corpo, una ad una.

Il giovane performer dell’Havana racconta idee come integrazione, povertà, diritti umani, segregazione, oppressione. Di più: è lui stesso, quelle idee. O la loro assenza. E allora non ci sono parole, per descrivere un vuoto. Serve vederlo, sentirlo sulla pelle. Come ami attaccati alla carne. O sostenendo sulle spalle una roccia in mezzo al mare, per un’ora.

Vivere nel tuo corpo” riflette su una miopia diffusa, su quello che non “conviene” vedere. Ma Carlos affonda proprio lì e mette letteralmente tutto a nudo, frantumando l’ipocrisia che si nasconde sotto forme più accettabili di verità. Mentre quella di questo ragazzo è presuntuosa e svela l’umano o la sua totale assenza in tutte le sue parti. E questo dà fastidio.

Non perdetevelo.

Info:
Carlos Martiel – Pagina Facebook Ufficiale
Rossmut Gallery – Pagina Facebook Ufficiale

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