Cultura

#Intervista: Malaterra, le borse comode e bellissime al D Mrkt & Vintage M.

Pochi giorni al nuovo appuntamento col D Mrkt & Vintage M., l’evento che si terrà domenica 11 dicembre al Quirinetta Caffè Concerto di Roma. Sul palco/showroom di Via Marco Minghetti 5 ci sarà Gina Malaterra, giovane artista di Cosenza creatrice del marchio Malaterra Borse che da diversi anni produce a mano oggetti in pelle stile vintage che si rifanno alle borse del primo ‘700, con in più il tocco stravagante e personalissimo di questa artigiana con un preciso chiodo fisso nella mente: realizzare borse il più possibile comode e ovviamente “belle oltre ogni limite”.
Domenica prossima avrete modo di rendervi conto di cosa sto parlando. Nel frattempo, ho scambiato 4 chiacchiere con Gina per saperne qualcosa in più del suo percorso artistico e artigianale, iniziato tanto tempo fa e in un contesto del tutto diverso dal vintage.
Ascoltiamola.

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© Malaterra Borse

Gina, partiamo dall’inizio. Tu hai sempre fatto questo, di lavoro?
No, ovviamente ci sono arrivata con il tempo e l’esperienza, imparando ad ascoltare me stessa: i miei bisogni reali, le mie capacità e le mie inclinazioni. Ho studiato scenografia e costume, perciò per molto tempo ho lavorato soprattutto in teatro e poi anche nel cinema. Adoro il teatro, anche adesso, ma era un lavoro che mi ha assorbito e io mi sono fatta assorbire, perche mi ha dato forma come persona e come personalità. Mi ha insegnato a progettare, a mettermi in gioco sempre e a superare i miei limiti costantemente. Ciò che ho fatto, tutto, nella mia vita è stato coerente con il percorso che sto intraprendendo adesso, non credo al caso. Malaterra è la mia leggenda personale.

Dove e quando nasce Il marchio “Malaterra Borse”?
Nasce da dove era sempre stato: dall’esigenza di creare. Sento questo bisogno al pari di respirare, nutrirmi, bere… Ho iniziato a realizzare i primi prototipi 10 anni fa, poi il turbine degli eventi mi ha portato altrove, non era il momento. Anni fa ho fatto un lungo viaggio in Australia per resettare tutto e, al mio ritorno, ricominciare. Così è successo. Il processo non è stato né facile e neppure breve, ma il risultato è andato oltre le mie aspettative: l’essenza. Io e la materia, punto. Quando al mattino apro la porta del mio laboratorio e sento l’odore della pelle, vedo la mia macchina lì che mi aspetta, accendo le lampade e Radio3 e so perfettamente che ciò che accadrà nelle prossime ore sarà frutto delle mie mani, nel mio ingegno e della mia volontà, e di nessun altro… Mi sento libera e tante altre cose che non sono capace di spiegare.

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© Malaterra Borse

Raccontami quale tipo di prodotto produci.
Realizzo borse in pelle stile vintage con chiusura metallica. Le mie clienti hanno la possibilità di personalizzare le borse che propongo, secondo le loro esigenze o ispirazioni, è stimolante per loro, ma anche per me: uno dei miei modelli più pazzi e gettonati è nato proprio dalle richieste di una cliente, da allora non ho più smesso di accogliere ogni stravagante personalizzazione!

Qual è la tua clientela, di solito?
Le mie clienti si innamorano perdutamente, ed io so bene perché: non vogliono un oggetto qualunque, sentono che le mie borse hanno una storia da raccontare. Come una donna che non è perfetta, ma ha una personalità tale da renderla irresistibile, allo stesso modo le mie borse.

E quali sono i materiali che preferisci utilizzare?
Neppure a dirlo, il mio materiale preferito è la pelle. Amo la sua morbidezza al tatto, le sfumature naturali dei colori e il suo odore, per me ormai familiare e rassicurante. Ho vissuto in Toscana, nella zona dove la pelle migliore del mondo viene conciata, è lì che prendo personalmente le pelli per le mie borse, mi fa piacere tornarci ogni volta ed entrare in quei depositi enormi e coloratissimi, dove se non sai quello che vuoi, facilmente potresti non uscirne mai!

A cosa ti ispiri per le tue linee?
Questo tipo di borsa nasce nei primi del ‘700, reinterpretarle è poi un gioco divertente e stimolante, soprattutto quando avevi in mente di costruire un certo tipo di modello e alla fine del processo, non si sa come, te ne ritrovi con un altro, bellissimo e straordinario proprio perché riesce a sorprendere perfino me!

Quando disegni una delle tue borse, cerchi di proiettarla nel quotidiano oppure pensi a prodotti esclusivi per serate particolari?
Credo di conoscere il momento preciso in cui ho iniziato seriamente a fare borse, ovvero quando ho pensato: “Ma forse così la borsa è scomoda da portare, non può essere solo bella, devo fare qualcosa!”. Da allora è questo il mio tarlo: pretendo che le mie borse siano comode quanto più possibile e belle oltre ogni limite! Le mie borse possono essere usate nel quotidiano perché comode e portabili, ma anche per un’occasione speciale perché particolari ed eclettiche.

Secondo te il pubblico e il mercato del vintage come sono cambiati, in questi anni?
Non ho gli strumenti per rispondere a questa domanda.

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© Malaterra Borse

A quanti Vintage M. sei arrivata?
Questa data dell’11 sarà la mia quarta volta, mi trovo molto a mio agio con le organizzatrici e sono felice di avere l’occasione di presentare la mia nuova collezione sul palco del Vintage, sono delle giovani donne come me, che con grinta e passione sono capaci di organizzare degli eventi pazzeschi. Girls power!

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