Arte

Religione, misticismo, mito e filosofia: ecco l’arte di Chiara Tubia

Oggi vi propongo un’artista di San Donà di Piave (VE) molto particolare, che mescola all’interno della sua arte linguaggi e tecniche assai diverse, unite ad un approccio puntellato da contenuti mistici, religiosi, filosofici ma anche mitologici, che soggiacciono l’intento primitivo di esplorare l’invisibile.

Lei si chiama Chiara Tubia, ha 34 anni, una grande passione per i viaggi e il cinema e un’altra anche più grande (“demiurgica”, come lei stessa la definisce) che le consente di creare o svelare realtà.

Chiara si pone da sempre il compito di tradurre il linguaggio di tutto quello che ci circonda in immagine, tentando connessioni tra mondi diversi, utilizzando il linguaggio universale dell’arte per catalizzare l’attenzione sull’analisi delle sfumature di realtà e verità nascoste.

Per riuscirci, l’artista veneta utilizza diverse soluzioni formali, dalla fotografia all’installazione, passando per disegno, scultura e video.

Quello che ne esce è un percorso inedito di instabile immobilità, dove il racconto articolato di Chiara non si svela mai completamente, “barcollando” tra le trame di un’ironia molto sottile che soggiace apparenze e interpretazioni.

La Tubia passa dalle opere grafiche di “QI” su carta perforata retroilluminata a quelle in plastilina di “Find Your Own Shape“, dall’installazione site-specificLivetrace” a quella multimediale “Beyond“, fino al progetto fotografico “Io sono l’Universo” e a “Kami” (installazione di origami di carta, filo, chiodi, acrilico).

Ma tra le produzioni di Chiara ci sono anche la splendida “Dies Irae” che mescola stampa digitale, video e musica con accordatura scientifica a 432 Hz; la magnifica serie di “The Mystic Circle” che propone collegamenti trasversali tra eredità storica, percorso spirituale e contemporaneità sociale; le opere in cartapesta di “Anonimi Veneziani“; quelle su tela di “Genesi” e “Tzim Tzum“.

Non ultima, la bellissima e inquietante installazione “Am I Present?” ispirata alla figura di Santa Sinforosa. L’opera si compone di una ciocca di capelli, due fotografie laterali e una proiezione centrale in cui l’artista, richiamando pratiche antiche e rituali ancora presenti in alcune tradizioni, si autoflagella con la stessa ciocca di capelli.

Potete trovare questi e molti altri lavori di Chiara Tubia sulla sua Pagina Facebook Ufficiale, oppure sul sito www.chiaratubia.com.

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