Cultura

#Intervista: Joe Victor, la musica piomba dal cielo. E il tour continua

Joe Victor è il nome di una band ma al contempo non è nessuno di loro. Abbiamo incontrato il loro cantante Gabriele Mencacci Amalfitano per una birra presso la libreria Altroquando di Roma prima dell’ultimo concerto del tour promozionale del loro primo album “Blue Call Pink Riot“, che si terrà al Piper giovedì 27 ottobre.

joe-victor-intervista-tour-2016-6
Gabriele, hai 27 anni. Alcuni brani di “Blue Call Pink Riot” li hai scritti al liceo. Quanta musica hai ascoltato alle medie?
Tanta, facevo le notti in bianco! Pensa che i miei genitori non ascoltavano musica. È un amore che m’è piombato dal cielo. Anzi dalla tv. Avevo 11 anni, passavano sempre una pubblicità della Mulino Bianco con un brano di Freddie Mercury di sottofondo. Ho implorato mia madre di comprarmi un suo disco. E da lì… Chiusura totale. Il mondo intorno a me era di gran lunga più noioso della musica che c’era da ascoltare. A un certo punto mi hanno pure sequestrato il walkman! È stata una passione sempre vissuta in maniera molto solitaria. Al mio liceo non c’era molta cultura musicale. Per dirti, una volta feci vedere una foto di Jim Morrison a un mio compagno  di classe. Mi chiese chi era, lo scambiò per John Lennon… Intanto io facevo le giustificazioni finte per tornare a casa ad ascoltare un disco appena comprato.

Poi sei uscito allo scoperto con la tua prima band… la Superarancia!
Sì, fondata con l’unico altro ragazzo che suonava la chitarra nella mia scuola e un amico conosciuto al bar, Valerio Roscioni (tra l’altro l’unico della band attuale che ha studiato ufficialmente musica e si è diplomato in composizione al Conservatorio). Da lì fondammo una band country punk. La Superarancia. Abbiamo fatto una quindicina di date, delle quali ben dieci a Pomezia. Non so bene neanche perchè tutte lì.

joe-victor-intervista-tour-2016-5
Poi nonostante i successi di Pomezia la band si è sciolta…
Sì. La band è un po’ come una fidanzata. Quando ti lasci stai male, soffri, la odi… Non vuoi rincontrarla, ti prende la nostalgia, non dormi la notte. Non volevo più rivedere nessuno. Non volevo più suonare.

E Joe Victor com’è nato?
Io mi ero ripromesso di non suonare mai più, volevo fare altre cose. Invece… Sono nati i Joe Victor! Non so bene neanche come. Un pomeriggio, passati mesi dallo scioglimento, ero con Mattia Bocchi, il batterista. Abbiamo risentito le canzoni… E da lì è ripartito tutto. Erano una manciata di brani, tra i quali “Love me“, che avevo scritto a 19 anni.

joe-victor-intervista-tour-2016-4
Lo sai che Love me” ormai è un inno.
So che a Tele Radio Stereo la mettono quando fa goal la Roma! Pensa che quando l’ho scritta era country,  poi la cantante Tamara Selim mi ha detto “no, questa la devi fare reggae”. E così è stato. In effetti suonava meglio.

Invece “Days” com’è nata? All’interno del disco “Blue Call Pink Riot” la vedo come l’altra faccia della medaglia di “Love me“.
Days“… è una canzone strana, o la ami o la odi. È una canzone difficile… Forse perché è lenta. È nata che mi ero lasciato con la ragazza, vivevo da un amico, per una settimana intera non sono uscito di casa. Scrivevo canzoni tristi… tra le quali “Days“.

joe-victor-intervista-tour-2016-1
Ormai a casa non ci passi più: quest’anno sei passato dall’Auditorium – Parco della Musica di Roma a Londra, allo Sziget Festival… Alla luce del tour cosa ne pensate della Capitale, del suo pubblico?
Roma in questi anni è esplosa musicalmente. L’altro giorno ero con Giancane a un certo punto ci siamo detti “la gente ci ascolta!”. Pure prima c’erano le band, magari anche più brave, ma secondo me c’era meno attenzione. Ora alle persone va di più di andare ai concerti, forse si sono rotti della discoteca! Agli ascoltatori romani interessa sempre più sapere come canta uno, cosa dice nelle canzoni, come suona live, andando oltre agli artifici tecnici e approfondendo… Sabato scorso c’era Cosmo all’Outodoor Festival, Giancane al Lanificio, i Giuda al Monk: tutti hanno fatto sold out. Roma va ogni sera a sentire i concerti. E il pubblico non è uno solo. Sta succedendo qualcosa di bello, non dobbiamo darlo per scontato.

Invece qual è il tuo locale preferito in assoluto, nel mondo?
Il Cañara di Verona. Avevamo due giorni liberi durante il tour, la prima sera abbiamo fatto pub crawling chiedendo se ci facevano suonare il giorno dopo. Nessuno ci ha dato retta. Al Cañara uno seduto al bancone ci ha riconosciuto: “ma non te si mia in quel grupo de roma, quo che canta in foresto, so tropo forti quei! I doveria far sona anca qua”. Il giorno dopo ci hanno fatto trovare pure la batteria. Abbiamo iniziato alle 23 e abbiamo finito alle 4. È un posto minuscolo. Ci torneremo.

joe-victor-intervista-tour-2016-2
A proposito di piccoli club… Parliamo di etichette indipenenti. In questi giorni i Jarvis  hanno rinunciato a X Factor per non firmare con la Sony un contratto per 5 dischi. Cosa ne pensi?
Sono d’accordo con la loro scelta. Se hai firmato per 5 album e va male finisce che ti metttono in panchina, tanto hanno un grande roster fatto di altri personaggi con un loro pubblico, magari usciti dall’edizione più recente del programma. E poi che ne sai se riesci a scrivere 5 album, se dopo il terzo non vuoi metterti a fare un altro genere musicale… Con un indipendente magari hai meno successo immediato, meno spinta. Ma hai più libertà. Una volta che scrivi, hai i tuoi arrangiamenti, la tua band, che poi sono i tuoi amici, compagni di vita e di viaggio, ognuno dei quali mette la propria arte nel progetto, fai le serate, i tour… Allora è inutile cedere tutto quanto a qualcun altro per avere tanto successo e subito. Non hai bisogno di una macchina così grande. Poi di etichette indipendenti ce ne sono tante e di vario tipo: se prendi la 4AD di Londra che produce Bon Iver, i Pixies… Sono indipendenti ma sono dei giganti. E comunque hanno contratti flessibili.

Ti do la lampada del genio: puoi condividere il palco con un grande (anche del passato). Chi scegli?
James Brown. Però me ne vado.

Ancor prima di sentire la storia della Mulino Bianco avrei scommesso che avresti risposto Freddie Mercury!
Guarda, venendo qua stavo ascoltando “Bohemian Rhapsody” e piangevo! Freddie Mercury è Dio, ha un magnetismo incredibile. Ma secondo me se stai vicino a James Brown durante un concerto è come avere davanti qualcosa di pericoloso. Del plutonio. Un’energia così non esiste. È fuori dal mondo.

Dylan, che tra l’altro non sappiamo ancora se si presenterà o meno al Nobel, una volta ha detto “I consider myself a poet first and a musician second”. Per te cos’ha il primato: poesia o musica?
Per me i testi sono importanti ma… Le parole sono al servizio della musica. Posso dire anche le cose più stupide del mondo, poi è la musica a renderle potenti. Ci sono dei testi di brani (persino alcuni di Mogol) che se li leggi… È la musica a dar loro la “botta di vita”, ad approfondirli. Dylan, De André, invece sono l’opposto. Io sono più dell’altra scuola. Testi semplici, onesti, e poi tanta musica.

joe-victor-intervista-tour-2016-3
29 ottobre 2015 avete presentato “Blue Call Pink Riot” al Quirinetta, il 27 ottobre 2016 farete il vostro ultimo grande live romano del tour al Piper. E ora?
Vogliamo smettere di fare concerti grandi a Roma fino all’uscita del secondo disco. Comunque continueremo il nostro tour per l’Italia. A proposito, è appena uscito dal gruppo Mattia Bocchi. Al Piper presentermo il nuovo batterista: Guglielmo Senatore, metà napoletano metà brasiliano. Sarà lui a seguirci nel seguito della tournée. A novembre invece inizieremo a incidere. Abbiamo tanto materiale e nel 2017, spero, ci sarà il nuovo disco. Poi… Que sera, sera, whatever will be, will be, the future’s not ours to see.

Queste le prossime date del tour Blue Call Pink Riot 2016, in esclusiva per The Parallel Vision:

27/10 Piper –  Roma

04/11 – Soul Kitchen – Sulmona
11/11 – Lavanderie ramone – Torino
25/11 – Home Rock Bar – Treviso
26/11 – Arci Tambourine – Seregno

03/12 – Arci Cañara – Verona
09/12 – Docks101 – locorotondo
10/12 – Le Officine Culturali – Gravina (BA)
17/12 – Capanno Black Out – Prato (PO)

(MACHER)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...