Cultura

Short Theatre 11: Mantenere vivo il villaggio e ognuno faccia la sua parte

È iniziato il 7 settembre Short Theatre 11 con il contributo di AREA06, sotto la consolidata direzione artistica di Fabrizio Arcuri, con la collaborazione di Francesca Corona e di uno staff gremito.

Il festival, concluso il 18 settembre con la straordinaria performance di Mariangela Gualtieri – Teatro Valdoca, all’interno della Sala Borrominiana della Biblioteca Vallicelliana, si conferma uno degli appuntamenti più interessanti del panorama teatrale romano.

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Keep the Village Alive” è il titolo di questa edizione appena terminata, dove il villaggio è il singolo, invitato ad aprirsi all’esperienza collettiva, a mantenersi in vita, mettersi in gioco e fare comunità, costituirsi villaggio, per riempire i vuoti e le emergenze di un’epoca che ci richiama a un’attenzione sempre più vigile e ci richiede una riflessione più profonda, di cui il teatro può farsi portavoce.

Sono stati tantissimi gli spettacoli e gli artisti coinvolti, chiamati in causa per “mantenere vivo il villaggio” e in ognuno di loro qualcosa di veramente necessario e di vitale importanza per provvedere a questa sopravvivenza c’è stato.

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Christiane Jatahy

Mantenendo un respiro internazionale, il festival ha dato spazio anche a progetti venuti da lontano, come quello di Christiane Jatahy, reduce dalla Biennale di Venezia, che con gli allievi dell’École des Maîtres 2016 ci ha regalato un’esperienza teatrale intessuta intorno al tema delle relazioni umane, giocata sull’improvvisazione, muovendosi all’interno di un circuito predefinito e, in parte, guidato dalla regista stessa. O Tiago Rodrigues, che ha condotto magistralmente lo spettatore attraverso un viaggio nella letteratura e nella memoria, invitandolo all’esercizio della stessa.

Sono molti gli appuntamenti che hanno animato gli spazi della Pelanda a Testaccio, alcuni disseminati anche in altre location particolarmente affascinanti della città. Oltre alla già citata Biblioteca Vallicelliana, l’apertura, quest’anno affidata al sempre sorprendente Teatro delle Albe con Ermanna Montanari, si è svolta presso il Giardino Ritrovato, all’interno di Palazzo Venezia.

Alex Cecchetti ha proposto al pubblico di esplorare provocatoriamente, insieme a lui, il sentimento della morte, al Teatro India. Mentre “MK“, lo scorso 15 settembre, ha fatto vibrare di bellezza i magnifici giardini di Villa Medici.

Tantissime le proposte, anche musicali, di questa edizione e la presenza delle installazioni che hanno richiesto una partecipazione attiva e molto intima da parte del pubblico, una su tutte “Come Together” a cura di Teatro e Critica.

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Vale la pena ricordare i percorsi paralleli e i progetti europei che si muovono intorno al festival e che speriamo possano sopravvivere nel tempo: Source, il progetto IYMA – International Young Makers In Action e Fabulamundi per promuovere e sostenere la drammaturgia contemporanea in Europa.

Segnaliamo inoltre, Transeuropaexpress, quest’anno sul tema della sostenibilità e Fondo Speculativo di provvidenza, che invitiamo ad approfondire sul sito www.thespeculativefund.org. Ulteriori dettagli su Short Theatre 11 sono disponibili collegandosi a www.shorttheatre.org oppure cliccando sulla sua Pagina Facebook Ufficiale.

(La Redazione)

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