Cultura Musica

Legge sulla musica dal vivo, la proposta di Rampi mette tutti d’accordo

Non so se questa sia la volta buona, ma almeno si può dire che c’è una volontà condivisa, un progetto, un’idea comune, una vicinanza di intenti. Perché la proposta di legge delega sulla “disciplina delle attività musicali contemporanee popolari dal vivo” che l’On. Roberto Rampi ha presentato ieri pomeriggio presso la Camera dei Deputati ha l’inedita fisionomia di una proposta apprezzata in maniera trasversale da tutta la filiera della musica nazionale.

Dagli artisti, in primis, rappresentati ieri da Amedeo Minghi, Massimo Di Cataldo, Noemi e dai giovani Shade e Joan Thiele. E poi dagli industriali, le associazioni nazionali e le etichette indipendenti. Tutti d’accordo, insomma, nell’appoggiare la proposta di legge n. 3842 che si “prefigge di dare agli artisti, agli operatori e alle associazioni tutti gli strumenti normativi per generare creatività e ricchezza“.

Nello specifico, la copertura finanziaria richiesta a decorrere dal 2017 è di 50 milioni di Euro annui. “Una legge molto importante che riguarda i diritti dei lavoratori“, afferma Di Cataldo, “perché il musicista è un lavoratore come tutti gli altri“. “Sono cose che chiediamo da decenni a tutti i governi possibili“, gli fa eco Minghi. “Il mondo discografico si è polverizzato, nonostante la musica metta in moto un meccanismo economico enorme“.

Concordi anche i rappresentanti delle varie istituzioni musicali italiane, a cominciare dal Presidente di Assomusica, Vincenzo Spera: “Ricordo innanzitutto come Francesco De Gregori sia stato il primo firmatario dell’appello. Sottolineo, inoltre, come nella programmazione radiofonica di oggi ci sia la mancanza di artisti giovani. Dobbiamo fare un grosso sforzo, perché ci sono tanti musicisti che possono portare avanti la tradizione della musica italiana“.


Sulla stessa linea anche Mario Limongelli, presidente PMI, il vicepresidente di Audiocoop Luca Fornari, Federico Amico, vicepresidente ARCI, Enzo Mazza, Ceo di FIMI e Sergio Cerruti, vicepresidente Associazione Fonografici Italiani. “Il mondo della musica è trattato da sempre come una cenerentola, quando invece è una delle industrie chiave del Paese“, ricorda Fornari. “Questa proposta di legge è importante sia per la filiera produttiva che per quella esecutiva“, suggerisce Amico. “Ma è importante anche per gli spazi delle periferie, spesso abbandonate, dove i centri di cultura fanno fatica e quindi ci si auto-organizza per promuovere gli eventi“.

La musica dal vivo è un pezzo di democrazia del Paese“, conclude Rampi. “Questa legge non è pensata solo per i musicisti, ma anche per tutti i tecnici che lavorano nel mondo della musica, dai produttori ai tecnici del suono. Il momento sembra quello buono: forse per la prima volta questo settore è davvero unito. Inoltre, la proposta di legge rafforzerà la capacità della musica italiana di andare anche fuori dai confini nazionali e supporterà quei comuni che si sforzeranno di trovare spazi adeguati per i concerti“.

A QUESTO LINK potete scaricare e prendere visione della proposta di legge n. 3842 presentata alla Camera lo scorso 18 maggio 2016.


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