
Nata nel 1967 a Merzifon, nell’Anatolia settentrionale, Canan Berber si innamora della pittura e dell’arte quando è ancora bambina. Nel 1977, a soli dieci anni, riceve dall’Unicef un premio speciale dedicato ai piccoli artisti di tutto il mondo. Oggi, le sue opere sono famosissime in tutta Europa, simbolo di una femminilità sospesa fra oriente e occidente.
Le fanciulle di Canan Berber, infatti, sintetizzano perfettamente la convivenza, nel popolo turco, fra tradizione orientale e modernità europea. Le loro vesti ricordano l’opulenza di antichi sciamani o di principesse arabe, dalle forme abbondanti e la vita stretta, coperte di perle e ricami preziosi, esaltate da colori vivi e brillanti, dall’orientale sensualità. Il collo lungo e sinuoso, le lunghe ciglia spesso rivolte all’ingiù, le bocche da bambola e il candore della pelle ricordano invece il fascino delicato e innocente delle ninfe preraffaellite, ritrose e dalla bellezza diafana.
Dopo aver viaggiato e vissuto all’estero, oggi Canan Berber vive a Istanbul ed è una delle artiste contemporanee più influenti del suo Paese. Le sue opere sono state accolte con successo anche fuori dai confini nazionali, con numerose esposizioni in Inghilterra, in Svizzera e in Italia. (LL)
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