Cultura

In Giappone c’è un treno che si ferma per far salire una sola passeggera

Non riusciamo a pensare a nessun altro posto al mondo in cui una cosa del genere potrebbe accadere. Parliamo del Giappone, dell’isola di Hokkaido, di una ferrovia vecchia e dei suoi pochi passeggeri che ogni giorno la percorrono. Una, in particolare. La studentessa Kana Harada, che frequenta il liceo Enguru e sta per completare il suo ciclo di studi.

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Il treno della Japan Railways Hokkaido che ferma a Kyu-Shirataki

Come riporta il quotidiano giapponese Asahi Shimbun e riprende poi il sito de La Stampa, succede che ogni mattina, alle 7.15, il treno si ferma alla stazione di Kyu-shirataki soltanto per prendere a bordo questa ragazza e consentirle di andare a scuola. Nessun altro sale, oltre a lei. Nel pomeriggio, poi, lo stesso treno si ferma di nuovo nella stessa stazione, soltanto per lei, e la riporta a casa. 40 secondi di fermata al giorno, 20 all’andata e altrettanti al ritorno.

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La studentessa Kana Harada in viaggio verso il liceo Engaru

La scorsa estate, la Japan Railways Hokkaido aveva deciso di chiudere diverse stazioni di quella linea evidentemente poco frequentata e diventata obsoleta. E anche la fermata di Kyu-shirataki era in quella lista. Ma non prima del prossimo 26 marzo, quando cioè Kana terminerà i suoi studi.

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La bacheca in stazione che riporta l’articolo con la storia di Kana

Insomma, un treno nazionale che effettua una fermata per un solo passeggero è una storia (o una favola) che soltanto il Paese del Sol Levante poteva raccontarci e che, anche in tempi in cui i nipponici non se la passano bene (enorme calo delle nascite, età media molto alta, un debito pubblico alle stelle), non fa altro che sottolineare il loro enorme senso della comunità e del dovere.

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La minuscola stazione di Kyu-Shirataki

La notizia, uscita lo scorso 7 gennaio, è da poco diventata virale e ripresa adesso dai media di tutto il mondo.


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2 commenti

  1. Al posto di quella studentessa mi sentirei fiera di far parte di una comunità dove si rispettano le necessità del singolo individuo finalizzate allo studio o lavoro.Certo non sarebbe succeso in Italia o in altri paesi dove conta di più l’immediato vantaggio economico,e dove per un caso del genere avrebbero soppresso la corsa anche in periodi di bilanci in positivo.

    1. E’ un’occasione per riflettere, infatti. Se ci pensi basta davvero poco, un grammo di attenzione in più. Le cose sarebbero decisamente migliori per tutti. Poi uno non pretende mica la luna. Ma questo gesto è un esempio universale che basta un po’ di volontà e un po’ di grazia e leggerezza in più.

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