
Non solo pittore ma incisore, illustratore, drammaturgo e autore di tre romanzi, nonché soldato della Grande Guerra: la vita di Félix Vallotton è stata un coacervo di esperienze artistiche e umane che lo hanno reso “singolarissimo”, come lo ha definito Thadée Natanson.
Svizzero di Losanna ma naturalizzato francese, ha lasciato entrare nei suoi quadri i primi accenni a un’emancipazione femminile appena nata, da giudicare con sospetto. L’effetto è quello di una donna seducente ma non più voluttuosa e disponibile, né compiacente di fronte al voyeur maschile.
Sensualissima nell’armonia del corpo nudo, nella lunga chioma e nel malizioso contatto con l’acqua, la posa e lo sguardo la rendono tuttavia distaccata, padrona di sé, ammaliante e gelida come un serpente. L’erotismo prorompente dell’arancio ben dimostra la padronanza del colore di Vallotton, amante dei toni squillanti e della pennellata piatta.
Ancora oggi, quest’illustratore di peccati borghesi, come l’adulterio o l’accumulo di denaro, viene celebrato per questa sofisticata, personalissima combinazione di discrezione e passionalità. (LL)
Félix Vallotton, “Femme au Bain”, 1895, olio su tela, 98 x 130 cm, collezione privata
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