Festival

Gli Afterhours incantano il pubblico di Villa Ada

È stata la serata dei sospiri, ieri sera, a Villa Ada. Di pianoforte, tromba, violino. Di pezzi acustici a dir poco commoventi. Ma soprattutto, è stata la serata degli Afterhours, in un’inedita formazione in trio che ha donato al numeroso pubblico presente una notte da brividi.IMG_8522Lo spettacolo offerto da Manuel Agnelli (chitarra, pianoforte e voce) assieme a Rodrigo D’Erasmo (violino, pianoforte e voce) e Xabier Irondo (chitarra, tromba, Mahai Metak e taisho koto) è stato intenso e toccante, non c’è stato nulla di banale nelle quasi due ore di concerto che il trio ha tenuto sul palco romano. Atmosfere tenui e intime, il gruppo raccolto assieme alla sua gente in un rispetto religioso totale. “Sorprendente“, come lo stesso Agnelli ammette durante lo spettacolo.

IMG_8518Un’esibizione che ha incastrato assieme tante piccole gemme preziose, dalle improvvisazioni deliranti e dissonanti tra piano, chitarra elettrica e violino elettrico alla lettura di splendide poesie, in italiano e in inglese, fino agli innesti elettronici ai limiti dell’Industrial che Xabier Irondo ha offerto tra una canzone e l’altra.

Già. Le canzoni. Non una semplice scaletta, ma un vero rituale in chiave acustica che Agnelli ha deciso di stillare goccia dopo goccia sui tanti ragazzi accorsi a Villa Ada. C’è “Male di miele“, allora. “Bianca“. “Quello che non c’è“. Una “Strategie” che strappa via il cuore dal petto. “Padania“. Tutto meravigliosamente acustico, pulito, con innesti di violino e chitarra elettrica. E in cima, la voce di Agnelli che dopo quasi 30 anni di carriera risuona granitica e lacerante, ancora densa dei toni scuri e delle lucenti inquietudini che l’hanno resa unica.
C’è tempo anche per ascoltare un “Notturno” di Chopin suonato al pianoforte dal cantante e ammutolirsi durante la lettura di uno scritto di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, per ricordare la strage di Via D’Amelio del 19 luglio 1992.

IMG_8532La chiusura di questa notte meravigliosa è affidata a “Voglio una pelle splendida“. Poi Agnelli, D’Erasmo e Irondo si abbracciano, si inchinano assieme e salutano un pubblico gonfio di emozioni, commosso, che vorrebbe piantarsi lì sul prato del parco e non mollare più questa sorta di Afterhours in miniatura, ma capaci di regalare a Villa Ada uno dei concerti più toccanti e intensi di tutta l’Estate Romana.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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