Arte

“Rock Motel” è lo splendido art book pubblicato da Squame, l’Associazione Culturale di Francesca Protopapa. L’intervista alla giovane fondatrice

Benvenuti nel Rock Motel, dove 67 leggende della musica si sono date appuntamento per accompagnarvi in un viaggio colorato, psichedelico, visionario e assolutamente unico, reso possibile dalle brillanti menti e dalle ferme mani di altrettanti illustratori, fumettisti e artisti della street art. “Rock Motel” infatti non è un luogo, bensì la nuova pubblicazione di Squame, l’associazione culturale attiva dal 2012 che, nelle intenzioni della sua giovane fondatrice Francesca Protopapa, vuole gettare un ponte ideale di raccordo tra artisti italiani e francesi che si occupano di fumetto e illustrazione. In “Rock Motel“, dunque, è possibile ammirare le personalissime interpretazioni di Rita Petruccioli su Jarvis Cocker, di Marino Neri sui Beatles, di Drangiag su James Brown, di Aka B su Marilyn Manson. E ancora Courtney Love, Kills, Thom Yorke, Queens of the Stone Age, Jimi Hendrix, Black Keys e moltissimi altri ancora. Tutti disegni originali, unici, splendidi.

Abbiamo incontrato Francesca in occasione della nuova edizione del Crack Festival e abbiamo parlato di “Rock Motel“, di Squame, degli art book passati e di quelli da mettere in cantiere. Capendo come anche nel mondo degli illustratori gli italiani sono tra i più bravi al mondo, ma spesso non gli viene resa giustizia. Una vecchia storia, insomma. Francesca ci spiega come lei ha deciso non solo di non lasciarsi deprimere dalla tendenza, ma di rilanciare forte, puntando proprio sulla caratteristica che distingue tantissimi giovani italiani: il puro e semplice talento. Ascoltiamola.

Francesca, quando e come è nato il progetto di Rock Motel?
Parte tutto all’inizio del 2015, quando decido che voglio produrre un libro di ritratti e mi è venuta quasi subito l’idea di associarli a delle icone della storia del rock. Volevo inoltre realizzarlo come avevo fatto con “64 Kamasutra“, il lavoro precedente, chiamando a raccolta tutta una serie di illustratori con stili molto diversi da coinvolgere nel progetto. Ad ognuno, poi, ho affidato un cantante e ho anche chiamato un tecnico del settore del rock, perché le mie conoscenze erano un po’ limitate! Quindi io ho curato la direzione artistica mentre questa persona, che si chiama Luc Frelon ed è un programmatore di Radio France ormai da molti anni, ha compilato una lista di una settantina di artisti che secondo lui meritavano davvero di stare in questo Motel. L’idea era di avere non solo delle grandi icone ma di rispettare anche altri paramenti, come ad esempio la presenza di donne! E quindi lui ha tirato fuori gruppi come L7 e Warpaint. Musicisti che insomma non sarei riuscita a scovare da sola. L’importante era trovare personaggi che avessero carisma e appeal estetico che dessero spunto agli artisti per lavorarci sopra.

E gli illustratori hanno avuto piena libertà artistica? 

Da un punto di vista creativo, sì. Io ho consegnato loro la lista intera, chiedendo di esprimere quattro preferenze tra le rockstar presenti. Poi ho cercato di far contenti tutti e di dare a ognuno il personaggio in cima alla loro lista. Questo ha fatto sì che chi ha lavorato sugli artisti conoscesse bene, o comunque avesse voglia di conoscere, l’universo del musicista. Quindi ogni illustrazione è ricca di dettagli che fanno riferimento a videoclip, album, vicende personali.

La fondatrice di Squame, Francesca Protopapa

La fondatrice di Squame, Francesca Protopapa


Hai scelto da subito di fare un libro a colori?

Sì, volevo creare un seguito alla produzione precedente anche a livello di impaginazione. Sono due volumi molto coerenti tra di loro. Tra l’altro, l’elemento colore è stato molto importante perché sull’impaginato risulta determinante. E lo è stato anche nella scelta della sequenza degli artisti inseriti nel libro! Spesso mi chiedono infatti in che ordine ho deciso di mettere le illustrazioni: alfabetico, cronologico… No. In realtà ho cercato di far sì che ci fosse un’armonia cromatica tra le pagine, per cui l’ordine si è un po’ fatto da solo in questo modo. Inoltre avevo comunicato due date come deadline, perché pensavo di produrre il libro attraverso un crowdfunding. La prima era stata pensata per i primi di aprile, quando appunto partiva la raccolta fondi. Poi via via mi sono arrivate tutte le altre immagini, con le ultime spedite i primissimi giorni di maggio.

Gli artisti coinvolti sono tutti italiani? 

L’Associazione Squame nasce in Francia proprio per fare da ponte tra il mondo dell’illustrazione francese e quello italiano. Io stessa vivo in Francia da un po’. Quindi vengono coinvolti principalmente gli artisti di questi due paesi.

Il libro dov’è distribuito? 
La mia distribuzione va per collegamenti diretti con negozi, librerie e gallerie. Oltre a Italia e Francia, ho dei contatti anche in Spagna e in Inghilterra. Anche se poi, in realtà, i prodotti li vendo attraverso il sito Internet! Questa settimana, ad esempio, ho avuto due persone dal Canada che hanno acquistato il libro e un altro dalla Turchia. Ogni tanto, poi, c’è qualche blog estero che si interessa al progetto e fa esplodere l’attenzione verso il nostro volume. Mi ricordo che quando uscì il libro sul Kamasutra ne parlò un blog brasiliano e a un certo punto mi sono ritrovata con un ordine di 12 pezzi da un giorno a un altro, il tutto mentre ero in vacanza!

Quanto tempo è passato tra l’uscita di “64 Kamasutra” e “Rock Motel”? 

Circa un anno e mezzo.

Ed è previsto un terzo capitolo di questa sorta di trilogia? 

In realtà non era pensata come trilogia, però adesso gli autori mi impongono di fare un libro sulle droghe, dopo quelli sul sesso e sul rock and roll! (Ride) Diciamo che ci sto lavorando!

Ti sei fatta un’idea sullo stato di salute del fumetto italiano? 
In generale sono molto più attenta a quello che si muove nell’illustrazione, più che nel fumetto. Vedo comunque delle produzioni di fumetto che sono super interessanti e delle case editrici che in pochi anni si sono imposte e hanno una direzione artistica che si è nettamente separata da altre. Stando in Francia, vedo anche tantissimi italiani che vanno a pubblicare lì proprio perché certe volte hanno progetti che non riescono a vedere la luce in Italia, perché qui da un punto di vista editoriale sono un po’ meno coraggiosi. La mia impressione è che sia per l’illustrazione che per il fumetto ci siano artisti di altissima qualità, ma che faticano a imporsi e anche quando ci riescono non hanno un gran riscontro dal mercato. Questo perché in Italia il fumetto è ancora relegato a una nicchia, mentre in Francia l’avvocato o il banchiere si comprano i fumetti perché gli piace e non si fanno troppi problemi.

Per concludere, dicci qualcosa in più su Squame.

È un’avventura cominciata nel 2012 con il primo numero che era più che altro una fanzine e da subito è stata impostata sui due binari della lingua francese e italiana. Era nata dopo l’esperienza del Crack Festival, tra l’altro, grazie al quale ho incrociato tantissimi artisti che mi interessavano. Da lì ho avuto l’idea di fare qualcosa che fosse cartaceo e che fosse una promozione di questi illustratori, che magari all’epoca non avevano facile accesso a delle edizioni più tradizionali. Nasce quindi come una scommessa! Dal primo al sesto numero ho sempre fatto una promozione sia in Italia che in Francia attraverso delle serate di presentazione. Il settimo, invece, è particolare perché è stato una sorta di catalogo per una mostra di Mail Art realizzata con una galleria di Parigi, al quale hanno collaborato più di 90 artisti internazionali.

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Autori Vari, “Rock Motel
Edizioni: Squame
Pagine: 144
Euro: 18 (spese di spedizione incluse)

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Categorie:Arte, libri

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