Da 49 a 999 Euro. Una filosofia che è diventata progetto e poi attività imprenditoriale legata al mondo dell’arte e che vuole demolire l’idea che per diventare collezionisti c’è bisogno di essere milionari. Antonietta Campilongo inventa OpenArtMarket nel 2011 e da allora sono stati solo successi e una crescita esponenziale in termini di visibilità e risultati tanto da arrivare, per l’edizione 2015 dell’evento, ad esporre nello splendido museo dello stadio di Domiziano, dietro Piazza Navona a Roma. Il nuovo capitolo della creatura dell’architetto romano si svolgerà dal 9 luglio al 2 agosto e metterà come al solito “l’arte tra promozione culturale e mercato”, come recita lo slogan. Ma come funziona OpenArtMarket? Verranno proposte opere d’arte (pittura, scultura, installazione, fotografia, arte digitale, design) in una fascia di prezzo che va da 49 a 999 euro, non di più. Proprio per permettere all’opera e all’artista, rispettivamente prodotto e produttore d’arte, di uscire dalla logica dell’eccezionalità e del collezionismo d’élite per diventare un mezzo di comunicazione sociale ed estetico a costi accessibili a tutti. Con meno di mille euro, insomma, sarà possibile acquistare manufatti di grande qualità artistica senza il timore di sorprese legate al prezzo, in quanto ogni opera è esposta con un cartellino e il prezzo scritto sopra. Niente di più semplice.
OpenArtMarket si avvale della collaborazione di ezebee.com, l’innovativo sito gratuito di e-commerce che permette a chiunque di creare il proprio shop online.
Gli artisti che partecipano alla nuova edizione di OpenArtMarket sono 25 e tra questi ci sono Antonella Catini, Loredana Raciti, Eugenio Rattà, Maria Botticelli, Marco Cavalieri, Piero Petracci. Abbiamo incontrato la curatrice dell’evento durante la giornata di inaugurazione della mostra, parlando di OpenArtMarket, della sua filosofia e delle sfide che lo attendono in futuro.
Antonietta, qual è l’idea alla base del tuo progetto?
L’idea di OpenArtMarket è quella di dare la possibilità a chiunque di poter acquistare delle opere d’arte a un prezzo accessibile perché l’artista che collabora con noi si impegna a non vendere oltre i mille euro le sue creazioni. Inoltre OAM è uno di quei pochi casi in cui i quadri si vendono “dichiaratamente”, senza cioè quell’aspetto di distacco o di timore nei confronti del prezzo. C’è sempre un cartellino esposto accanto alle opere che riporta il suo costo, per cui è tutto molto chiaro.
Quando avete cominciato?
Nel novembre del 2011. Da allora il progetto è cresciuto molto, arrivando oggi in un museo. Siamo comunque partiti in una location altrettanto bella dietro Largo Argentina, per poi trasferirci in un posto polifunzionale come la Fonderia delle Arti. E adesso siamo nel cuore di Roma. Direi che non è male!
Parliamo degli artisti. Come hai selezionato quelli esposti qui?
Appartengono più o meno tutti all’entourage di New World, l’associazione di cui OpenArtMarket rappresenta il marchio. Ricevo le opere e poi io scelgo gli artisti. Naturalmente, sapendo che non devono superare il prezzo di mille euro, magari portano pezzi un po’ più piccoli oppure di qualche vecchia collezione. Non dimentichiamo che in New World ci sono anche artisti già affermati come Antonella Catini, la Raciti o Rattà, quindi persone di prima categoria. Poi ovviamente ci sono anche gli emergenti a cui si dà la possibilità di interagire con un pubblico che vuole anche acquistare, oltre a godersi la mostra. Tutti, insomma, possono diventare dei collezionisti!
E quanti artisti sono presenti oggi al museo?
Sono 25, le cui opere resteranno esposte fino al 2 agosto. Sebbene alcune volte abbiamo superato anche i 40. Dipende dallo spazio che ci ospita.
Tu sei un architetto. La tua passione per l’arte quando nasce?
Ce l’ho sempre avuta. Mio padre era un creativo e amava esprimersi attraverso molte forme d’arte, pur non essendo un artista di professione. Sicuramente da lui ho ereditato questo, perché anche io dipingo. Ma insomma, mi è sempre piaciuto disegnare e non ricordo nemmeno quando ho iniziato! Anche gli studi che ho fatto sono stati sempre indirizzati verso l’arte vissuta attraverso un approccio meno tecnico.
I prossimi progetti di OpenArtMarket quali saranno?
Finito qui allo stadio di Diocleziano ripartiremo a ottobre. Se non alla Fonderia, magari ancora qui! Al momento non è ancora deciso. È un format che si ripete, per adesso non è ancora esaurito e quindi continuerà.
Ulteriori dettagli su OpenArtMarket sono disponibili collegandosi al sito www.openartmarket.it.
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L’ha ribloggato su Tuscan Kitchene ha commentato:
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Grazie mille Riccardo! Sei un critico enogastronomico? Molto interessante, il tuo blog. Buon lavoro e a presto!