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La vita e le opere di Sabina Spielrein e il suo amore per Jung in scena al Teatro Le Sedie con lo spettacolo “Sabina”

Paziente prima, psicanalista dopo. Amante di Jung nel frattempo. La vita di Sabina Spielrein non ha mai conosciuto banalità o ridondanza, comparendo in diversi progetti artistici soprattutto negli ultimi anni, come “A Dangerous Method” di David Cronenberg del 2012, in cui la russa naturalizzata tedesca è al centro di un triangolo morboso con Carl Gustav Jung e Sigmund Freud.
Da venerdì 12 a domenica 14 giugno, il Teatro Le Sedie di Roma mette in scena “Sabina” di Andrea Pergolari, con Gioia Montanari e Chiara Della Rossa, in cui si raccontano la vita e le opere della psicanalista passata dall’isteria psicotica all’amore per Jung, il suo analista. Donna inquietante, incompresa e a lungo dimenticata, la Spielrein visse tra la fine dell’800 e la metà del secolo successivo, diventando una delle prime donne ad introdurre la psicanalisi in Unione Sovietica. Dopo aver risieduto a Zurigo, Vienna, Losanna e Ginevra, la psicanalista trovò la morte nel massacro di Rostov nell’agosto del 1942, quando i nazisti sterminarono più di 27.000 persone tra ebrei e prigionieri di guerra.
Figura pioneristica nel campo della psicanalisi, Sabina è uno dei personaggi più affascinanti, controversi e misconosciuti del ‘900 e il Teatro di Vicolo del Labaro 7 le dedica dunque questo spettacolo che si preannuncia spigoloso e ambiguo.
L’ingresso è di 10 Euro, ridotto 8 Euro. Ulteriori dettagli sono disponibili contattando il 320-1949821 oppure scrivendo a info@teatrolesedie.it.

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