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Intervista: Alessandro Guida e il film “Maschile Plurale”

Seguito di "Maschile Singolare", il film racconta la storia d'amore tra Antonio e Luca e la realtà delle case famiglia LGBTQ+

Intervista: Alessandro Guida, regista del film “Maschile Plurale”

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Domenica 18 febbraio siamo stati alla presentazione del nuovo film di Alessandro GuidaMaschile Plurale” che si è svolta sul palco di Malo Glitter Bar.

Il film ora in sala, sequel di “Maschile Singolare”, racconta la storia d’amore tra Antonio (Giancarlo Commare) e Luca (Gianmarco Saulino).

Le vite dei 2 ragazzi si intrecciano di nuovo ma ora c’è anche Tancredi (Andrea Fuorto), operatore di una casa famiglia per giovani LGBTQ+ che altererà i loro rapporti.

Un film sincero e romantico che ha trasmesso sul grande schermo tematiche e realtà importanti da far conoscere al grande pubblico.

Alessandro Guida ci ha raccontato molto riguardo il suo percorso professionale e le sue influenze che lo hanno portato poi a dare corpo al film “Maschile Plurale”.


Com’è nata l’idea di fare il sequel di “Maschile Singolare”?

Amazon Prime Video, che ha finanziato il primo film, ci ha proposto di continuare poiché sui social sono stati numerosi i commenti dei fan che volevano il ritorno sul grande schermo di Antonio, il protagonista.

 Abbiamo allora deciso di recuperare molto il personaggio di Luca perché effettivamente ci sembrava la strada più giusta per poter tornare a raccontare le loro vite.  

 “Maschile Singolare” raccontava l’importanza di ritrovare sé stessi dopo la fine di una relazione.

 Ci è sembrato naturale quindi scrivere “Maschile Plurale” per raccontare come Antonio, che ha vissuto diversi anni da single, ora sente invece che gli manca qualcosa. 

Vuole tornare a vivere in coppia ma la persona che reputa giusta per poter affrontare questo tipo di relazione è appunto Luca, la sua fiamma del passato.

Con cui c’era stata molta passione ma alla fine non si era sviluppata in una relazione. 

Come dice nel film Michela Giraud, ovvero Cristina, la migliore amica del protagonista: “In amore non sempre la seconda occasione è quella buona, anzi le minestre riscaldate non funzionano”. 

Quest’ultima è una metafora del cinema dove noi scherzando abbiamo voluto sfatare il mito che i sequel sono sempre peggio del primo film.

Anzi a volte sono anche più belli rispetto a quelli di origine perchè ti permettono di approfondire i rapporti dei personaggi.

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Quali film e opere letterarie hanno maggiormente ispirato la stesura della sceneggiatura e la realizzazione dei 2 film?

Io sono eclettico in quanto cresciuto nel mondo dei cortometraggi indipendenti.

Ma contemporaneamente ho fatto anche video musicali come per Blanco, Fedez e i Maneskin.

Nell’ultimo periodo invece ho realizzato documentari.

 Ho preso quindi ispirazione da tantissimi registi, autori e opere letterarie.

 Poi al cinema mi sono ritrovato a tornare sui miei stessi passi.

Ciò che forse ha più ispirato “Maschile Singolare” e “Maschile Plurale” sono le commedie romantiche americane e inglesi come:

  • Il Diario di Bridget Jones
  • Il matrimonio del mio migliore amico” con Julia Roberts

Inoltre in questo secondo film ho voluto inserire tantissimo anche degli aspetti drammatici perché volevo affrontare temi poco esplorati. 

Tra questi l’aver raccontato una realtà mai vista al cinema in Italia: le case famiglia per persone LGBTQ+.

Strutture che ospitano tutti quei ragazzi che sono stati cacciati di casa dalle famiglie perché hanno scoperto il loro orientamento sessuale.

In questo sono stato supportato dalla bravura degli interpreti a cui oltre a Commare, Saulino e Giraud si aggiungono attori bravissimi come:

  • Andrea Fuorto
  • Francesco Gheghi
  • Claudio Colica
  • Marta Filippi
  • Lidia Vitale

E che cosa ha significato per te affrontare questa tematica? 

Una cosa che mi è sempre piaciuta fare è mettere a disposizione il talento per le associazioni di volontariato.

Contemporaneamente mi è sempre piaciuto realizzare delle campagne di sensibilizzazione come per la Gay Help Line, numero verde contro l’omofobia. 

Realizzando questi video ho conosciuto la realtà della casa famiglia LGBTQ+ e ciò mi ha permesso di raccontare qualcosa che è poco esplorato nel cinema.

 Un’occasione per mostrare al vasto pubblico questo mondo ma anche qualcosa di complesso. 

Sono felice di aver mostrato l’impegno che ci mettono gli attivisti e allo stesso tempo anche quello degli ospiti che vengono da situazioni molto difficili. 

Il tema del film è: “il passato può tornare?”.

Io spero che per gli ospiti di queste case famiglia il passato non torni ma invece che possano avere un futuro che possa permettere loro di raggiungere i propri obiettivi.

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Alessandro Guida (al centro, in piedi). Foto: Facebook

“Maschile Plurale” è formato da un cast tutto molto giovane. Che atmosfera si respirava sul set durante le riprese? 

 Il fatto che fossero tutti giovani ha permesso che si unissero di più e facessero squadra.

Devo essere sincero, sono diventati un gruppo di amici. 

La risorsa più grande del film è stata proprio il cuore e il talento degli interpreti. 

Secondo me la cosa più bella è che vengono tutti da realtà molto diverse tra loro.

Michela Giraud veniva dalla stand up comedy ma ha interpretato scene drammatiche in maniera eccellente.

Commare e Saulino vengono dalle serie televisive. Qui invece entrambi riportano dei personaggi con una credibilità fortissima e con strumenti diversi. 

The Parallel Vision ⚭ _ Beatrice Sampaolo)


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