“La Tempesta” di Shakespeare arriva sul palco del Teatro Anfitrione

Sul palcoscenico del Teatro Anfitrione va in scena “La Tempesta di Shakespeare“, con la regia di Domenico Rolando Astone e Daniele Scattina nei panni di Prospero.
Dal 3 al 6 giugno 2026, una delle opere piรน enigmatiche del Bardo torna quindi a vivere in una versione che non concede nulla al lieto fine consolatorio.
Astone e Scattina sono un sodalizio artistico di lunga data.
Con il loro Clan Macbeth hanno giร conquistato il Venice Theatre in Florida.
Portando cosรฌ Shakespeare in giro per il mondo rigorosamente in italiano.
“La Tempesta” di Shakespeare secondo Domenico Rolando Astone
La lettura di Astone รจ scomoda, deliberatamente.
Il Prospero di Scattina non รจ infatti il saggio mago del lieto fine.
Ma un uomo che attraversa l’inferno della propria ambiguitร morale per riconquistare il potere.
Come dice lo stesso regista: “Le strade che portano al successo sono lastricate dall’inferno“.
La vittoria finale ha il sapore amaro della restaurazione, ottenuta attraverso manipolazioni e percorsi non sempre onesti.
La cattiveria umana non scompare nel finale ma si traveste da trionfo.
In questa produzione i ruoli si invertono rispetto al passato.
Astone firma quindi la regia e scende in scena come il marinaio Stefano.
Mentre Scattina si appropria del palcoscenico come protagonista assoluto.
Il cast e la drammaturgia dello spettacolo
Il cast รจ composto da 8 attori, ognuno con una funzione precisa all’interno della drammaturgia:
- Daniele Scattina nel ruolo di Prospero
- Federica Gugliandolo nel ruolo di Miranda
- Noa Persiani nel ruolo di Ferdinando
- Rita Gianini nel ruolo del narratore
- Marco di Campli San Vito nel ruolo di Calibano
- Claudio Piano nel ruolo di Trinculo
- Domenico Rolando Astone nel ruolo del marinaio Stefano
- Francesca Di Meglio nel ruolo di Ariel
La scelta di affidare Ferdinando a un’attrice non รจ poi un esercizio di stile.
ร un omaggio alla modernitร intrinseca delle figure shakespeariane, dotate di una forza straordinaria in un mondo che non riconosceva loro alcuno spazio.
Il trio comico formato da Stefano, Trinculo e Calibano non รจ relegato a funzione secondaria.
In questa versione diventa co-protagonista degli eventi, con sfumature che richiamano la Commedia dell’Arte.
La scenografia: il nero come drammaturgia della luce
La riduzione testuale, curata da Scattina, porta “La Tempesta” di Shakespeare a una durata di circa 80 minuti.
Tagliare il Bardo non รจ un’eresia ma รจ distillarne l’essenza.
Come spiega Astone: “Si tratta di una riflessione profonda sulla contemporaneitร “.
“Shakespeare, autore modernissimo e attento ai tempi, oggi scriverebbe drammi serrati, privi di ridondanze“.
La scenografia รจ il nero assoluto.
Nessun apparato decorativo, nessuna distrazione visiva.
“La scenografia รจ il nero. Dal nero facciamo spuntare la vita, facciamo spuntare le storie, facciamo l’anima, facciamo spuntare le emozioni“.
“Devono prendere la luce uscendo dal nero“.
Un minimalismo viscerale che richiama quindi il chiaroscuro di Caravaggio.
La colonna sonora attraversa generi senza scegliere: dal classico al rock, dall’elettronico al pop, alla ricerca di risonanza emotiva pura.
Informazioni
- La Tempesta, dall’opera di William Shakespeare
- Teatro Anfitrione – Via di San Saba 24
- Da mercoledรฌ 3 a sabato 6 giugno 2026. Mercoledรฌ, giovedรฌ e venerdรฌ ore 20.30 – sabato ore 17.30
- Mail: teatroanfitrione.it
- Tel: 06-5750827 / 328-8745880
- Web: www.teatroanfitrione.it
(ยฉ The Parallel Visionย โญ ยญ_ Virginia Rifilato)
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