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Oblivion 2026, il mondo del fantastico torna a Roma

Oblivion 2026 torna a Roma con libri, fumetti e fantastico. 2 giorni gratuiti tra editori, panel e mondi irrazionali

Oblivion 2026, la fiera dell’immaginario torna a Roma

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Immaginare è decolonizzare. Con questa dichiarazione d’intenti arriva Oblivion 2026, la Fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale di Roma, giunta alla sua seconda edizione.

Il 21 e 22 febbraio 2026 la Città dell’Altra Economia di Testaccio ospiterà allora 2 giorni a ingresso gratuito dedicati alla fantascienza, all’horror, al fantasy, al weird.

Oltre a tutte le forme del fantastico che abitano i confini del possibile.

Uno dei principali eventi a Roma dei prossimi giorni.

Oblivion 2026 e il tema “decolonizzare territori”

Per la sua nuova edizione, Oblivion 2026 sceglie allora di dotarsi di un tema forte e dichiaratamente politico.

Decolonizzare territori” significa infatti usare il fantastico come strumento critico, capace di opporsi agli orrori del presente.

Oltre che alla normalizzazione che restringe immaginari, desideri e prospettive.

Attraverso il what if, l’irrazionale e l’eccesso creativo, il fantastico diventa quindi una lente per raccontare il controllo dei corpi, la violenza dei sistemi.

Ma allo stesso tempo per immaginare alleanze inattese, mondi post-egemonici e possibilità di trasformazione.

In Oblivion 2026 immaginare non è evasione, ma un atto di resistenza.

Gli editori presenti a Oblivion 2026

Si è conclusa anche la selezione delle realtà editoriali che parteciperanno a Oblivion 2026.

Saranno 47 gli editori presenti tra conferme e nuove adesioni, pronti ad abitare gli spazi della fiera per 2 giornate dense di incontri e scoperte.

Tra le case editrici selezionate figurano quindi:

  • Acheron
  • Agenzia Alcatraz
  • Astro Edizioni
  • Bakemono Lab
  • Effequ
  • Eterea Edizioni
  • Moscabianca Edizioni
  • NPE
  • Safarà

Le aree tematiche della fiera

Per valorizzare le molteplici anime del fantastico, Oblivion 2026 sarà inoltre articolata in diverse aree tematiche.

L’Area Editori rappresenta quindi il cuore espositivo della manifestazione, dedicato alle case editrici partecipanti.

La Newborn è pensata come spazio per debutti, autoproduzioni, giovani realtà editoriali e progetti emergenti, un vero incubatore di voci in formazione.

L’Area Gaming accoglierà poi giochi da tavolo, demo e sessioni di gioco, permettendo ai visitatori di sperimentare universi alternativi in modo attivo.

Infine, quella dedicata ai Panel ospiterà tavole rotonde e dibattiti critici sul tema della decolonizzazione dell’immaginario.

Mettendo così in discussione canoni, confini e narrazioni dominanti.

Il programma completo dei panel e degli eventi sarà annunciato nelle prossime settimane.

Una fiera tra immaginazione e conflitto creativo

Oblivion 2026 si conferma insomma come uno spazio che sceglie di stare dalla parte dell’ibridazione, dell’eccesso e del conflitto creativo.

Una fiera che rivendica il potere dell’immaginazione come pratica politica e collettiva, capace di generare nuovi futuri a partire dalle crepe del presente.

L’evento è patrocinato dal Comune di Roma, dall’Assessorato alla Cultura e dal Municipio I.

Informazioni

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)


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