“Ed è stata subito sera” di Antonella Antonelli in scena al Teatro Tordinona

Con “Ed è stata subito sera“, in scena il 13 e 14 dicembre al Teatro Tordinona, Antonelli firma e interpreta il secondo capitolo della trilogia “Storie di vita, storie di donne”.
Attrice, regista, dramaturg e coach attoriale, Antonella Antonelli è una delle voci più originali della scena romana contemporanea.
Un’artista capace di intrecciare ricerca poetica e precisione tecnica in un percorso artistico che negli ultimi anni ha conquistato pubblico e critica.
Con questo lavoro Antonella consolida così un testo che unisce drammaturgia intimista, sguardo sociale e un metodo attoriale che lei stessa definisce “archeologico”.
Perché scava nella verità emotiva dei personaggi fino a riportarne alla luce le zone più fragili e sincere.
“Ed è stata subito sera”: il secondo capitolo della trilogia sulle donne
Al centro di questo luminoso monologo c’è Sophia, figura caparbia e ferita, che dalla Roma della sua adolescenza approderà alle zone di guerra dello Yemen.
Un’esperienza unica, allora. Che la “spoglierà” del superfluo, lasciando cadere quella “maschera” che ognuno di noi, a volte, deve indossare.
Sophia, un personaggio tra Roma e lo Yemen
La città che fa da sfondo è una Roma viva e nostalgica, “fatta di luci che rimbalzano da una piazza all’altra”, racconta l’autrice.
“Di bar con tavoli di marmo, buffetti affettuosi e cioccolata con panna a Piazza Navona”.
È da questo paesaggio affettivo che emerge Sophia, bambina coraggiosa, poi giovane donna segnata da una madre problematica, un padre adorato e distante.
E un amore che si defila prima ancora di fiorire.
“Era una bambina che cercava di proteggere sua madre da sé stessa”, spiega Antonelli, “senza essere vista, forse senza neppure essere desiderata”.
“Ed è stata subito sera”: La Roma dell’infanzia e della memoria
“Ed è stata subito sera” è un viaggio fatto di incontri che illuminano e smarrimenti che insegnano.
Di domande che tornano ostinate e intuizioni che arrivano all’improvviso, come un raggio di sole in una giornata di pioggia.
Tutto accade con una delicatezza che non nasconde il dolore, ma lo trasforma in raffinato racconto.
Lasciando affiorare quella forza silenziosa che solo i personaggi più veri sanno incarnare.
La regia di Massimiliano Milesi
In scena, lo spazio di Milesi è essenziale: le musiche scelte dal regista sono un ulteriore elemento espressivo che concorre ad aumentare il valore emozionale delle parole.
“È una responsabilità che amo profondamente” prosegue Antonelli, “e che condivido da anni con Massimiliano Milesi“.
“So già come vuole che sia la messinscena, come deve essere interpretato il testo, e quale ritmo interno deve corrispondere all’intero arco scenico“.
“Abbiamo una bellissima armonia, lo stesso intuito e la stessa percezione“.
“Ovviamente il suo occhio esterno mi consente di sbagliare e aggiustare il tiro. E questo significa lavorare in sicurezza e con fiducia“.

Una scrittura che cambia nel tempo
Il monologo, che Antonelli definisce “cresciuto in embrione per anni”, ha trovato una forma nuova proprio nel lavoro con Milesi:
“Il palcoscenico e la vita ci cambiano. Con il tempo è diventato qualcosa di diverso, di vero, con sempre una punta di riscatto nel finale”.
La scrittura è vibrante, sincera e attraversata da quell’ironia lieve che Antonelli sa innestare anche nei momenti più drammatici.
“L’anno scorso qualcuno mi disse: quando si racconta una donna c’è sempre da piangere. Io credo invece che quando si racconta una vita ci sia sempre da piangere, ma anche da ridere…”.
Il significato poetico del titolo di Quasimodo
Prosegue Antonelli:
“Il titolo ‘Ed è stata subito sera‘ è nato dal mio grande amore per Salvatore Quasimodo“.
“Volevo sentire fino in fondo il passaggio del raggio di sole che ci colpisce e della sera che ci stupisce. Credo che Sophia ci sia riuscita“.
E in questo angolo poetico, un’immagine rimane: Hiba, protagonista del primo monologo, chiudeva invitando a “piantare un albero”.
Sophia, invece, lo abbraccia un albero, un tronco superstite: “Perché gli alberi non muoiono di vecchiaia” ricorda Antonelli.
“Siamo noi ad ucciderli. Dobbiamo smetterla“.
Il metodo DGC e la coach-archeologa dell’anima
La sua riflessione sul mestiere di attore è altrettanto intensa.
“Sono una coach-archeologa”, dice con un sorriso.
“Scavo nei miei attori con il metodo DGC (Dinamica Gesto Carattere), nato da una splendida idea di Milesi, che continuiamo ad arricchire e approfondire“.
“Per quanto mi concerne soprattutto dal punto di vista psicologico: cerco la verità dei gesti, anche inconsci“.
“Poi, provando e riprovando, le emozioni – che talvolta mi travolgono – finiscono con l’appartenere al personaggio, e diventa più facile gestirle“.
Il percorso umano e artistico di Antonella Antonelli
Il percorso artistico della drammaturga è, in sé, già una piccola grande opera:
“Sono stata una studentessa, una moglie, una madre, una poetessa, una scrittrice”.
“E poi nella maturità è arrivato il teatro e sono diventata finalmente quella che sono“.
E aggiunge una frase che è manifesto di libertà:
“Sono molto contenta di essere diventata tanto grande da poter scegliere — non sempre purtroppo — di fare per lo più quello che mi piace fare“.
“Ed è stata subito sera”: uno spettacolo che lascia un’eco lunga negli spettatori
“Ed è stata subito sera” promette di lasciare un’eco lunga negli spettatori.
Un racconto che appartiene a tutte le donne capaci di avanzare anche quando la vita arretra.
Una storia che parla di resistenza, di cura e di un’ostinata speranza portata in scena con forza e grazia da una delle voci più sensibili del teatro contemporaneo.
Informazioni
- Ed è stata subito sera
- Sabato 13 dicembre ore 20, domenica 14 dicembre ore 18
- Teatro Tordinona – Via degli Acquasparta 16
- Web: https://www.tordinonateatro.it/
- Prenotazioni: messaggio WhatsApp al 329 865 8537
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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