Mercato immobiliare italiano, in crescita gli investimenti nel primo semestre: ripresa per il comparto residenziale

Il mercato immobiliare italiano si è da poco lasciato alle spalle un semestre caratterizzato da una crescita dei numeri degli investimenti rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Parliamo del raggiungimento di un giro d’affari di 5,2 miliardi di euro, il 50% in più rispetto ai primi sei mesi del 2024. Grazie a questi dati, elaborati dal team della società Dils e pubblicati per la prima volta su Il Sole 24 Ore, sono segnale del sentiment mediamente molto positivo tra gli operatori del settore.
La prima posizione del settore hospitality
A fare la parte del leone tra i settori del mercato immobiliare che più hanno attirato investimenti ci pensa il comparto hospitality. Per rendersi conto di quanto quest’anno la situazione abbia tutte le carte in regola per essere definita rosea ricordiamo che, rispetto ai primi sei mesi del 2024, l’incremento degli investimenti è stato pari all’88%.
In questa globalità si distinguono in particolare gli investimenti hospitality nel comparto del lusso e in città come Roma e l’inossidabile Venezia. Alto è l’interesse verso il Lago di Como, un’area che, da oltre 20 anni, rappresenta un punto di riferimento senza pari in Italia quando si parla di turismo di lusso.
Degni di nota sono anche i numeri degli investimenti immobiliari nel comparto retail. Ancora una volta il confronto con il passato ci aiuta. Nel caso del primo semestre del 2025, non si può non menzionare il suo essere il migliore, fino ad ora, dal 2019.
Segnali di ripartenza per il residenziale
Guardando ai numeri degli investimenti nel mercato immobiliare nel primo semestre 2025, è essenziale sottolineare i segnali di ripartenza del comparto residenziale.
Altro ambito che sta cambiando grazie all’intelligenza artificiale – YesCasa è un portale immobiliario che contiene annunci di case in vendita e affitto in tutta Italia e i cui sistemi di ricerca fanno proprio riferimento all’AI – ha visto, nel corso dei primi sei mesi dell’anno in corso, un incremento delle compravendite pari all’11,2%.
Accanto a questo dato, è importante citarne un altro, ossia il fatto che, su scala nazionale, da dicembre 2024 a febbraio 2025 il valore degli immobili è stato interessato da un generale calo. A guidare le fila di questa perdita di quota troviamo il Veneto, dove il valore degli immobili è diminuito, in media, dell’8,5%.
Il quadro di questa riduzione è tutto tranne che uniforme in Italia. A cosa è dovuto in generale? A diversi fattori. In primo luogo è possibile chiamare in causa l’inflazione, che ha un impatto negativo sul potere d’acquisto delle famiglie. A influire ci ha pensato anche il generale clima di incertezza economica che, ormai da diversi anni e con svariate intensità, è più che vivo.
Da citare è pure il ruolo delle nuove tendenze abitative che si stanno affacciando sulla scena. Una su tutte è la scelta, sempre più frequente, di cercare casa nell’hinterland e in zone rurali, preferendo queste aree alle grandi metropoli.
Cosa succederà nel prossimo futuro? Gli esperti del settore real estate stanno adottando un approccio all’insegna della cautela, guardando innanzitutto all’andamento dell’economia mondiale e alle scelte che verranno operate nelle stanze della Banca Centrale Europea (BCE). A detta degli analisti, la stabilità dei tassi d’interesse o, addirittura, una loro riduzione potrebbe causare, nel corso della seconda metà dell’anno, una ripresa dei valori degli immobili in Italia.
Molto utile sarà anche monitorare, nel corso dei prossimi mesi, la domanda di immobili nelle Regioni dove il calo è stato più consistente (dopo il Veneto, troviamo la Valle d’Aosta e le Marche, oltre a zone in cui il mercato immobiliare è storicamente molto solido, ossia il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna).
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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