Allerta caldo Roma, la strategia contro il cambiamento climatico

Con una temperatura media di 19,7 °C e ben 36 notti sopra i 25 °C nel 2024, il fenomeno dell’allerta caldo a Roma è ormai una realtà.
Un trend che incide profondamente sulla vivibilità dei quartieri e sulla salute dei cittadini, soprattutto i più fragili.
Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato a Roma dal 1991.
A confermare questa tendenza è il primo rapporto di monitoraggio della Strategia di adattamento climatico di Roma Capitale.
Il testo è stato presentato durante il recente convegno in Campidoglio “Ridurre l’impatto del caldo nei quartieri di Roma“.
Il tutto in collaborazione con il Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC).
Il rischio è concreto: aumentano le notti tropicali, i giorni di siccità, le alluvioni urbane.
E con essi anche i costi sociali ed economici dell’inazione.
Una risposta concreta al disagio termico nei quartieri
L’Amministrazione ha presentato un piano articolato per affrontare l’allerta caldo a Roma in modo strutturato.
Il primo fronte è quello della prevenzione e dell’assistenza:
- tende mobili per l’accoglienza
- camper giubilari per le unità di strada
- un numero verde attivo per la teleassistenza
- l’accesso gratuito alle piscine comunali per gli over 70
I Municipi sono stati coinvolti anche nell’organizzazione di centri estivi e gite per i più giovani.
Con un’attenzione particolare alle fasce più vulnerabili.
Altro elemento centrale della strategia è l’estensione dei servizi pubblici.
Il comune ha installato nuove pensiline per i bus e potenziato le fontanelle pubbliche, con oltre 3.200 “nasoni” attivi.
Inoltre ha realizzato 64 Case dell’Acqua, 11 delle quali grazie ai fondi del Giubileo.
A supporto, è nata anche ACQUEA, un’app in 3 lingue che aiuta a trovare punti di distribuzione d’acqua potabile gratuita in città.
Allerta caldo Roma: più verde, più ombra, più benessere
Il terzo asse dell’intervento riguarda il verde urbano.
A Roma, le differenze di temperatura tra quartieri periferici e aree alberate possono superare anche i 5 gradi durante le ondate di calore.
È per questo che la strategia contro l’allerta caldo a Roma prevede un’intensa attività di forestazione urbana.
Oltre 30mila alberi adulti e 115mila piante sono già stati messi a dimora.
Si aggiungono i progetti di 21 nuovi parchi, parte di un piano più ampio da 100 nuovi spazi verdi.
E il completamento del quinto parco d’affaccio sul Tevere per restituire ai cittadini zone fresche, accessibili e vivibili anche nelle sere più torride.
In parallelo, sono in corso interventi nei nidi e negli asili comunali per installare impianti di raffrescamento.
Ama ha poi potenziato il lavaggio strade, arrivando a igienizzare oltre il 40% delle postazioni stradali.
Una rete integrata per affrontare le emergenze climatiche
Il convegno ha segnato un momento importante di confronto tra amministratori, tecnici, accademici e rappresentanti delle istituzioni.
Tra gli obiettivi a breve termine:
- la redazione del primo Piano Caldo della Capitale
- la mappatura dei luoghi pubblici con impianti di raffrescamento
- la creazione di una rete di rifugi climatici diffusi nei quartieri
L’Amministrazione intende inoltre rafforzare il dialogo con altre città italiane ed europee.
Condividendo così buone pratiche e coinvolgendo in modo strutturale anche attori del mondo economico e sociale.
Per Roma, la sfida dell’adattamento climatico non è più rinviabile.
È una questione che riguarda la giustizia sociale, la salute pubblica e la qualità della vita urbana nei prossimi decenni.
Informazioni
Maggiori dettagli sono disponibili sul sito www.comune.roma.it.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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