Spettacoli a Roma, recensione: “Scemi di guerra” al Teatro de’ Servi

Al Teatro de’ Servi, dal 4 al 16 febbraio, è andato in scena “Scemi di guerra”.
Una divertente commedia militare scritta e diretta da Edoardo La Rosa.
“Scemo di guerra” nasce come epiteto per definire quei soldati che, al ritorno dal fronte, presentavano comportamenti alterati.
Ma anche disturbi mentali dovuti allo shock subito.
Durante lo spettacolo questo concetto viene trattato in maniera molto ironica e leggera.
Pur mantenendo quell’appena percettibile spunto di seria riflessione.
Spettacoli a Roma: “Scemi di guerra”
All’apertura di sipario ho davanti lo squarcio di quella che è una tenda.
Qui alloggiano gli ultimi 3 superstiti di un reparto, recentemente decimati da un attacco nemico: John, William e Charlie.
I 3 (che poi diventeranno 4) hanno un solo e unico scopo: difendere quella postazione a tutti i costi.
La scena inizia con un monologo rivolto direttamente al pubblico.
La rottura della quarta parete è un elemento ricorrente di questa messa in scena.
Ma contrariamente a quanto solitamente succede, non disturba e non “spezza” la narrazione.
Questo primo breve monologo è necessario a chiarire il contesto.
Chi sono questi 3, quali sono i loro ruoli, cosa stanno facendo, cosa hanno subito, cosa li attende.
Il racconto iniziale ha toni solenni e angoscianti.
Di fatti, tra me e me, mi chiedo: “ma sul comunicato non c’era scritto che si trattava di una commedia?”.
Neanche il tempo di portare a termine il pensiero che subito, inaspettata, parte la prima di una lunga serie di risa generali.
Tutti i soldati hanno dei caratteri alquanto bizzarri che ben si adattano, comicamente, ai traumi che la guerra ha provocato loro.
Un racconto ironico e profondo
È un simpaticissimo racconto che riesce a mantenere il focus su quanto sia sbagliata la guerra.
E sui sentimenti che essa alimenta nell’animo di chi la vive: coraggio, paura, istinto di sopravvivenza.
Ma anche nostalgia, spirito di squadra, sacrificio e molto altro.
Il tutto nonostante le risate che genera continuamente in noi spettatori.
Gli attori in scena
La bravura degli attori sta proprio nella loro capacità comunicativa.
E nel sentimento di empatia che riescono a suscitare in noi che li guardiamo.
Calandosi le maschere di freddi, mostruosi, spietati soldati che il contesto gli impone di essere.
E al contrario mostrandoci il loro lato umano, sensibile e vulnerabile.
In scena al Teatro de’ Servi ci sono:
- Eugenio Banella
- Federico Capponi
- Edoardo La Rosa
- Filippo Maria Macchiusi
I tempi comici perfetti
La rappresentazione è un susseguirsi di trovate esilaranti, buffi balletti, tentativi canori e monologhi strappalacrime.
Che però vengono sempre interrotti.
Gli attori hanno tempi comici perfetti dai quali si percepisce il loro grande affiatamento.
Il testo teatrale è una brillante prova di sapiente comicità.
Il tempo dello spettacolo scorre senza che me ne accorga, mai un’incrinatura, mai un rallentamento di trama.
Mai un banale cliché.
Un esperimento eccellentemente riuscito a dimostrazione del fatto che quello della guerra è un tema che non si affronta mai abbastanza.
E che, anche se raccontato in chiave comica, riesce lo stesso a far timorosamente riflettere.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Myra Verdura)
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