Ambiente: fotovoltaico grande chance ancora tutta da giocare

Per il raggiungimento degli obiettivi del Pniec basterebbe l’1% dei terreni agricoli non produttivi
Il fotovoltaico sottrae veramente terreni all’agricoltura?
Il settore fotovoltaico è in forte espansione.
A dimostrarlo sono i recenti dati diffusi da Terna.
Nei primi 6 mesi del 2024, per la prima volta, la produzione di elettricità in Italia da fonti rinnovabili avrebbe superato quella da fonti fossili.
Con un +27,3% rispetto al primo semestre 2023.
Produzione rinnovabile che vede al secondo posto settori che hanno registrato complessivamente un +14,6%.
Questi alle spalle dell’idroelettrico (+64,8%) e del fotovoltaico ed eolico.
Fotovoltaico: i terreni agricoli diventano un fattore chiave
Nonostante queste performance eccezionali, le fake news continuano a diffondersi, creando dubbi e disinformazione, specie nel settore agricolo.
A provare a dare risposta alle problematiche del comparto sono oggi gli ingegneri Ugo e Alessandro Rocca.
Rispettivamente Amministratore delegato e Responsabile Tecnico di Resit Srl.
Una società di progettazione e installazione di impianti a fonti rinnovabili con sede a Roma e più di 200 impianti fotovoltaici realizzati in 25 anni in tutta Italia.
“Su 25.000 ettari di terreni agricoli sono stati costruiti in 40 anni impianti pari a 15.000 MW di potenza” spiega Ugo Vittorio Rocca.
“Un appezzamento piccolissimo, se guardiamo la cartina del Paese“.
“Al contrario, ogni anno vengono ricoperti di asfalto e calcestruzzo ben 60.000 ettari di superficie“.
“Potranno mai essere un problema questi 25.000 ettari in 40 anni?”.
Aggiunge Alessandro Rocca: “Secondo i più recenti dati Istat la superficie agricola totale in Italia (SAT) è pari a 17,5 milioni di ettari“.
“Mentre la superficie agricola utilizzata (SAU) misura 12,8 milioni di ettari“.
“Ciò significa che la differenza, e cioè 5 milioni di ettari, rappresenta un’enormità di terreni definiti agricoli catastalmente“.
“Ma che di fatto non lo sono o non sono comunque utilizzabili in agricoltura“.
Dei terreni in questione basterebbe solo l’1%.
Questo per raggiungere gli obiettivi assegnati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) e dai piani della Comunità Europea.
Il tutto nell’arco dei prossimi 10 anni.
“In pratica si possono costruire 100 GW (Gigawatt) fotovoltaici senza sacrificare terreni agricoli produttivi di qualità” conclude Alessandro Rocca.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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