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Intervista, Benny Green: “Sono fiera delle mie idee”

Intervista a Benny Green, ex pornostar che ha da poco pubblicato il docufilm "Verità nuda" sulla sua vita

Intervista, Benny Green: “Fiera delle mie idee controcorrente”

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Benny Green

Serena Benedetta D’Anna, in arte Benny Green, ha detto basta col porno.

E ha deciso di parlare della sua scelta (e di tanto altro) con “Verità nuda“, il docufilm sulla vita dell’artista pubblicato online da pochi giorni su Prime Video.

Tra dolori, delusioni, traguardi raggiunti e sfide all’orizzonte, Benny si racconta senza filtri.

Dall’ambiente maschilista della banca in cui lavorava in Sicilia all’ingresso nel mondo dell’hard.

Dandosi completamente al suo pubblico, anche a costo di mettere del tutto a nudo le sue fragilità e i lati della sua vita più intimi.

Perché in fondo “anche questo è arte! È essere un prodotto mediatico a 360 gradi“.


Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Benny Green?

Benny Green nasce in modo latente negli anni, forse fin da bambina, quando ero insofferente per il mio lavoro, la mia famiglia, il mio contesto sociale.

Matura poi nel 2020 quando si fa sempre più preponderante la voglia di rivalsa da una vita che non era la mia e la necessità da mamma single di guadagnare di più.

Da lì la proposta di aprire la piattaforma Only Fans e il primo nudo.

È stato tutto un vortice, avevo voglia di ribellarmi ai pregiudizi e a una madre che non mi amava come volevo…

Non sapevo esattamente cosa mi aspettava dopo il licenziamento dalla banca ma mi sono buttata a capofitto e poi tutto è arrivato da sé.

Per quanti anni sei stata una professionista dell’erotismo e del porno? E da allora com’è cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche?

La mia attività nell’hard è durata fino a maggio 2024. Per cui 4 anni in cui ho sgomitato con colleghe poco educate e altre molto professionali.

Nuovi pregiudizi verso una impiegata che era entrata a piè pari nella lobby del porno e che si creava un nome.

Ho scoperto un ambiente altrettanto difficile e spesso marcio al suo interno, ma che mi ha dato la forza di affermare la mia libertà.

Ecco ciò che intendo è che non sia stato tanto cosa ho scelto nel 2020 (se porno o altro) ma che l’abbia fatto per sentirmi libera!

“Verità nuda” è un ritratto sincero della tua vita e del tuo percorso personale e lavorativo. Qual è stata la difficoltà più grande che hai incontrato, nel raccontarti?

Nel mio docufilm mi sono davvero messa a nudo con la volontà di farmi guardare dal pubblico per ciò che sono, con le mie attitudini e le mie fragilità.

Come si guarda a una mamma, una sorella, una figlia…

E alla difficoltà della vita che le si è presentata.

È stato tutto molto complesso emotivamente perché so che così le mie emozioni più personali sono messe in piazza, disponibili per tutti.

La mia privacy violata. Ma anche questo è arte!

È essere un prodotto mediatico a 360 gradi.

Come pensi reagirà il pubblico davanti a una Benny Green diversa dal solito, molto più intimista e “umana”?

Spero reagisca bene, cioè capisca cosa veramente io abbia provato in una scelta così diversa e poco comprensibile.

Ma mi aspetto anche tante critiche, lo metto in conto.

Se ci si dà in pasto al pubblico bisogna anche accettare i commenti spiacevoli e  gli haters.

Poi lo ammetto: le critiche sono stimolanti e le polemiche rendono vive le conversazioni.

Ad ogni modo mi auguro che una parte di pubblico nel suo intimo pensi: “Forse lo avrei fatto anche io…“. 

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Benny Green con Alberto Caccia durante la prima di “Verità Nuda”

Al momento di cosa ti stai occupando?

Mi sto applicando alla Benny Green 2.0, una attrice in formazione e che si mette in gioco sul campo.

Ho interrotto le mie presenze nei lap dance se non in rarissimi casi.

Sto frequentando l’accademia di recitazione.

Sono già alle prese con le registrazioni di una serie in 6 puntate che mi vedrà protagonista e tratterà l’evoluzione dell’eros nel tempo.

Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

Come dicevo per i prossimi mesi oltre a continuare a studiare e dedicarmi alla serie ho intrapreso un progetto musicale.

Lo chiamo esperimento perché non mi definisco per nulla una cantante.

Un’iniziativa che mi ha visto già interprete del brano “Come il lupo delle favole“ (colonna sonora di “Verità Nuda“) edito da Virgin e Redhowlrecords.

E ad altri feat che sentirete nel 2025.

Ovviamente non trascurerò social e nuovi progetti televisivi.

Dimmi un progetto artistico di cui vai particolarmente fiera

Sono fiera di ogni piccolo passo e risultato ottenuto.

Sono fiera di essere una delle pochissime attrici hard che hanno fatto presenza in tv e Rai grazie alla mia formazione culturale.

Sono fiera quando le persone mi fermano con affetto per strada.

Sono fiera di “Verità Nuda“.

Sono fiera delle mie idee sempre controcorrente.

C’è una cosa che una performer come te non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Credo che l’errore principale delle mie ex colleghe e creators sia la volgarità!

Detesto chi si presenta con ignoranza. La seduzione è tutt’altro!

Il saper parlare con diplomazia è importante in ogni luogo.

Sulla stessa scia credo che una artista debba sempre apparire al meglio nel suo modo di presentarsi con grazia e femminilità.

Oltre che studiare.

Mi descriveresti il lavoro artistico di Benny Green con un’immagine e con 3 parole?

Mi associo a 3 cose: alla libertà, alla fierezza e alla particolarità dei film alla Tarantino.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)
(Foto: © The Parallel Vision)


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