Cultura

Intervista, Sorrentino: “Ancora troppo sessismo sul lavoro”

Chiarastella Sorrentino sarà sul palco dello Spazio Diamante con "Island Town" dal 28 novembre al 3 dicembre

Intervista, Chiarastella Sorrentino: “Ancora troppo sessismo sul lavoro”

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Chiarastella Sorrentino

Chiarastella Sorrentino è una giovane attrice napoletana di stanza a Roma recentemente protagonista di “Fucked” al Teatro Belli.

Un testo che mette in scena la necessità di parlare di temi come la violenza e la manipolazione nelle relazioni e la dipendenza affettiva.

E in cui Chiarastella tiene da sola il palco per circa un’ora.

Cercando di far immaginare al pubblico cose e persone che non esistono.

Ho scambiato 4 chiacchiere con lei a pochi giorni dal debutto di “Island Town“.

Il nuovo spettacolo in cui l’attrice sarà una delle protagoniste andrà avanti dal 28 novembre al 3 dicembre presso lo Spazio Diamante di Via Prenestina.


Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Chiarastella? 

Ho cominciato con la danza, a 8 anni.

Il primo palcoscenico su cui sono salita è stato quello del San Carlo a Napoli.

Non dimenticherò mai quel momento in cui ho alzato gli occhi e ho visto le luci lontanissime sopra di me.

Mi ricordo che avevo pensato: “il soffitto del teatro è il cielo“!

Da quanti anni fai questo lavoro? E da allora com’è cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche?

Il primo spettacolo che ho fatto da professionista è stato nel 2018, forse oggi sono più cauta, meno genericamente entusiasta. 

“Fucked” ti ha vista recentemente protagonista al Teatro Belli. Chi è F e che rapporto hai avuto con il testo?

F è una giovane donna che racconta a ritroso alcuni episodi particolari della sua vita.

Inizialmente non ero convintissima del testo, forse proprio per l’ambientazione inizio 2000 mi sembrava che fosse un po’ datato.

Eppure, quando le storie che F racconta sono entrate nel mio corpo, ho capito tantissime cose.

Mi sono resa conto di quanto invece fosse vicino ad alcune esperienze che avevo vissuto in prima persona o vissute da amiche care.

Ho realizzato la necessità, l’urgenza di parlare ancora di alcuni temi come la violenza e la manipolazione nelle relazioni e la dipendenza affettiva.

Come hai lavorato sul personaggio? 

Ho cercato quanto più possibile di arricchire il mio immaginario.

Fucked” è uno spettacolo in cui si evocano tante situazioni e personaggi.

Sono sola in scena e per un’ora e ho il compito di far immaginare al pubblico cose e persone che non esistono.

Per  riuscire a fare questo, credo che la prima regola sia allenarsi a immaginare in maniera molto specifica e dettagliata.

Se una cosa la vedo io (forse) potrà vederla anche il pubblico. 

Sei da poco stata al cinema con Carlo Buccirosso nel film “La scommessa”. Mi racconti com’è andata?  

Il film è stato un bellissimo momento creativo.

Il personaggio che interpreto è quello di una giovane dottoressa che affianca 2 esperti infermieri.

E coincideva perfettamente con l’attrice più giovane che affianca 2 talenti incredibili e navigati come Lino Musella e Carlo Buccirosso.

Sono veramente grata a Giovanni Dota per avermi dato quest’opportunità.

Insieme agli sceneggiatori e alla fotografia ha realizzato un film unico.

Una commedia scorretta e amara che racconta in un modo molto speciale il mondo complesso della sanità pubblica.

E che soprattutto indaga l’animo umano, il suo individualismo a volte spietato a discapito del bene collettivo.

C’è una cosa che un’attrice non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Mi vengono in mente risposte semplici a queste 2 domande.

La prima è non fare troppe domande ai registi e alle registe come se avessero sempre la risposta a ogni cosa.

Godersi piuttosto il piacere di scoprire tutto insieme con calma. 

Alla seconda ti dico: fare bene memoria, sempre.

Secondo te c’è un problema di genere nel mondo culturale italiano? 

Purtroppo devo risponderti sì. Su tanti aspetti.

Per quanto riguarda i dati nel mondo teatrale, i numeri di registi, drammaturghi e interpreti maschili sono nettamente maggiori rispetto a quelli femminili.

Purtroppo anche nell’audiovisivo le cose non sono differenti.

I ruoli femminili sono palesemente di meno.

Una volta un’agente ha detto ironizzando sulla situazione drammatica: “Alle ragazze dico: per lavorare? diventate maschi! In una castlist ho 10 ruoli maschili e 1 femminile!”.

E non è solo questo.

Per me siamo ancora in un momento in cui la femminilità viene raccontata spesso maldestramente.

C’è davvero tanto sessismo inconscio nel mondo del lavoro e nel mondo in generale.

Mi descriveresti il lavoro artistico di Chiarastella Sorrentino con un’immagine e con 3 parole?

L’altalena: accettare il suo perpetuo e giocoso movimento tra entusiasmi e insicurezze, tra vuoto, cadute e risalite.

Proprio come questo pazzo, difficile, stupendo e imprevedibile lavoro. 

Le 3 parole sono:

  •  resistenza
  • intuizione
  • leggerezza

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)


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