La storia tormentata del Casino di Anzio

Siamo abituati a pensare che i casinò in Italia siano solo 4: Venezia, Campione, Sanremo e Saint Vincent, tuttavia ne esiste, o meglio ne è esistito per un breve periodo, anche un altro: quello di Anzio.
Certo, è una storia che comincia a perdersi tra le pieghe del tempo e tra le scartoffie dell’italica burocrazia, ma l’edificio che ospitava il Casinò di Anzio è ancora lì. Abbandonato e in perenne attesa di un serio intervento di riqualificazione e di un progetto credibile di utilizzo. Certo oggi una buona parte del gioco si svolge online con molti siti dedicati al tema dei casino online che offrono analisi, come le Betovo recensioni, e molte altre notizie. Tuttavia sarebbe bello che ci fosse finalmente un casino anche nell’area di Roma.
La storia dell’edificio
Una pregevole costruzione in pieno stile liberty, edificata in uno dei punti più belli e prestigiosi del litorale laziale: Lungomare Zanardelli, Anzio. Qui si trova, al momento sarebbe meglio dire giace, l’edificio progettato nel 1919 e terminato nel 1924. Il suo nome è Paradiso sul Mare, ma nacque come Casinò di Polli. Il nome originario proviene dall’allora sindaco della cittadina sul litorale, Giuseppe Polli.
Nato in un periodo di grande fervore architettonico e in piena Belle Époque, l’idea era quella di dotare il litorale laziale di un punto di riferimento del lusso e dello sfarzo. Un’immagine che viene ancora evocata guardando l’edificio, grazie alle colonne, alle vetrate e alla posizione fantastica fronte mare. Inizialmente nato come casinò, il Paradiso sul Mare è stato un po’ di tutto nel corso degli anni, facendo sbiadire la sua vocazione originaria di casa da gioco. Da comando militare degli Alleati, sbarcati proprio ad Anzio, a convitto e istituto scolastico alberghiero, fino a un parziale uso, ancora in atto, come magazzino museale. Insomma, una storia decisamente travagliata e una burocrazia che non ha certo aiutato il recupero della struttura. Diversi sono stati anche i passaggi di mano tra i vari enti amministrativi.
Al momento è tornato in uso al Comune di Anzio, che aveva annunciato, nel 2022, la ristrutturazione dell’edificio grazie a uno stanziamento di 8 milioni di euro, anche se non fu dichiarato il successivo uso della struttura. Al momento non si trovano altre notizie.
Il dilemma di un altro casinò in Italia
Come accennato, i casinò tradizionali in Italia sono tutti dislocati nel nord del Paese e, se parliamo di Campione d’Italia, allora siamo già praticamente in territorio svizzero. Molto probabilmente il Paradiso sul Mare non tornerà più alla sua funzione per la quale era stato originariamente pensato. L’occasione, però, dovrebbe far riflettere: Roma, capitale di una delle nazioni più note a livello turistico, e la sua provincia, sono prive di una casa da gioco. Sappiamo bene quanto oggi il gioco d’azzardo si sia spostato online, ma i casinò tradizionali continuano a essere operativi in tutto il mondo, generando, se ben gestiti, utili e indotto oltre che posti di lavoro.
Come mai Roma non è dotata di una casa da gioco? Eppure, a ben vedere, il gioco d’azzardo in Italia è oramai ovunque. Le famigerate “macchinette” sono presenti nella maggior parte dei bar, le sale scommesse abbondano e spesso integrano al loro interno un apposito spazio dedicato solo alle slot machine, per non dimenticare le sale bingo, un passatempo che oramai fa parte della cultura nazional-popolare. Inoltre, lotto e lotterie sono ovunque; in Italia ci sono estrazioni ogni giorno, se non ogni 5 minuti, come quelle di 10eLotto, una sorta di lotteria istantanea e attiva 24 ore al giorno.
L’occasione che potrebbe esserci
Il nostro Paese ha una precisa regolamentazione del gioco d’azzardo, ma negli ultimi anni questo è andato sempre di più nella direzione di giochi molto semplici, lasciando di fatto esclusi coloro che legano a questo divertimento anche il mondo del lusso e del prestigio. Lasciare fuori questo tipo di giocatori vuol dire perdere un’occasione importante. Il Casinò di Anzio potrebbe essere finalmente un sogno che si trasforma in realtà. Il recupero architettonico di un edificio storico, un richiamo turistico che potrebbe farsi largo sulla scena internazionale, oltre all’occasione per stimolare l’economia locale del litorale laziale. Sarebbe quindi opportuno farsi questo tipo di domande e cercare delle risposte in maniera seria per capire se questa potrebbe essere davvero un’occasione da cogliere.
Nel frattempo, da parte del Comune di Anzio non si sono ancora ricevute notizie su cosa fare del Paradiso sul Mare, e i proclami di 2 anni fa riguardo ai fondi stanziati sono rimasti solo parole perse nel vento. Speriamo di non assistere all’ennesima occasione sprecata, oltre che al degrado del tempo su un patrimonio architettonico di indubbio prestigio.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
Scopri di più da The Parallel Vision
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

ciao dopo aver letto questo articolo sarei felici di conoscere la persona che ne è dietro o comunque farci due chiacchiere per capire la sua mentalità