Concerti a Roma: torna “Il concerto che vorrei” al Monk Club

Un’esperienza musicale inclusiva, senza discriminazioni di genere, che sappia tutelare ogni forma di disabilità e diversità.
Un live accessibile, che possa dare a tutte e tutti allo stesso modo un’identica opportunità di fruizione e condivisione.
Nasce con questi presupposti “Il concerto che vorrei”.
Il percorso che per la prima volta coinvolge insieme pubblico, artisti e addetti ai lavori.
Il fine è quello di progettare e cambiare concretamente l’approccio dentro e fuori dal palco.
“Il concerto che vorrei” sbarcherà al Monk Club il prossimo 17 ottobre.
E sarà uno dei principali concerti a Roma dei prossimi giorni.
Concerti a Roma: “Il concerto che vorrei” 2024 al Monk Roma
Ideato da KeepOn LIVE “Il concerto che vorrei” nasce da un lavoro durato 2 anni.
Un percorso in cui si è analizzato, attraverso questionari e interviste, le diverse esigenze degli attori in campo.
Oggi vuole realizzare un concerto ideale ma non utopico, offrendo soluzioni concrete e basate su 3 pilastri:
- diversity, ovvero una programmazione e una divulgazione comunicativa inclusiva
- gender equality nella programmazione, nei ruoli professionali e nella divulgazione comunicativa
- disabilità, ovvero l’accessibilità degli spazi e l’adozione di un codice comportamentale inclusivo
“Il concerto che vorrei” è partito lo scorso 26 settembre da Palermo e prevede le seguenti tappe:
- Bologna – Dumbo, venerdì 11 e sabato 12 ottobre durante il Robot Festival
- Roma – Monk, giovedì 17 ottobre
- Milano – Santeria, nell’ambito della Milano Music Week, per un appuntamento finale la cui data precisa verrà comunicata nelle prossime settimane
Gli obiettivi de “Il concerto che vorrei”
Per le persone con disabilità, gli elementi da rivedere sono:
- l’area “recintata” lontana dal palco e dai propri amici
- l’obbligo di avere un accompagnatore
- in alcuni casi, la richiesta del 100% di invalidità per poter usufruire di spazi e servizi dedicati
È emersa poi l’importanza della formazione dello staff.
L’esigenza che il personale sia adeguatamente formato tanto nell’accoglienza quanto nell’eventuale gestione di situazioni delicate.
Rilevante anche la questione trasporti.
Ci si sente più al sicuro se esiste una rete di mezzi pubblici per raggiungere la venue, un servizio navette o una stazione taxi.
Mentre nel caso di parcheggi auto, servirebbero ben illuminati e controllati.
“Il concerto che vorrei” vuole scardinare l’assunto che alcuni cambiamenti siano troppo difficili in termini di:
- spesa economica
- tempo
- competenze
- risorse umane
Dimostrando che i concerti possono stimolare un nuovo approccio e generare soddisfazione.
Tanto nel team di chi lavora nella musica quanto nel pubblico.
Mettetelo quindi tra i prossimi concerti a Roma da non lasciarsi sfuggire.
“Il concerto che vorrei” è realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura e il supporto di:
- Equaly (la prima realtà italiana a occuparsi di uguaglianza di genere nell’industria musicale)
- Uildm (associazione di riferimento per le persone con distrofie e altre malattie neuromuscolari)
- CSV Milano (agente di sviluppo del volontariato e della cittadinanza attiva)
- Revelland
- BAM! Strategie Culturali
Informazioni
- Il concerto che vorrei 2024
- Giovedì 17 ottobre
- Monk Roma – Via Giuseppe Mirri 35
- Instagram: https://www.instagram.com/ilconcertochevorrei/
- Web: https://www.ilconcertochevorrei.it/
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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