Cultura

Giubileo, a Piazza Pia emergono altri reperti archeologici

A Piazza Pia ritrovate strutture di età Giulio-Claudia e il portico di Caligola

Giubileo, a Piazza Pia emergono altri reperti archeologici dagli scavi

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A Piazza Pia emergono strutture di età Giulio-Claudia e il portico di Caligola.

Nel corso dei lavori di scavo sono stati infatti rinvenuti i resti di un’interessante opera di sistemazione a giardino.

Affacciata direttamente sulla riva destra del Tevere.

Si tratta di una struttura costituita da un muro in opera quadrata di travertino, di terrazzamento della riva del fiume.

Dietro al quale fu realizzato un portico colonnato di cui restano le sole fondazioni e un’ampia superficie aperta sistemata a giardino.

Piazza Pia, lo scavo e i reperti ritrovati

Lo scavo ha permesso di documentare come la sistemazione sia stata interessata da 3 fasi edilizie, susseguitesi tra l’età di Augusto e quella di Nerone.

Su un tubo idrico in piombo (fistula plumbea) è presente l’iscrizione “C(ai) Cæsaris Aug (usti) Germanici“.

Si tratta dunque di Caligola, figlio di Germanico e Agrippina maggiore e imperatore dal 37 al 41 dopo Cristo.

Inoltre, secondo Alessio De Cristofaro, archeologo della Soprintendenza Speciale, l’iscrizione sulla fistula è di notevole importanza storica per più motivi.

In primo luogo conferma come lo scavo di Piazza Pia rientri nell’area degli Horti di Agrippina maggiore, madre appunto di Caligola.

Sempre da Piazza Pia, ma da scavi degli inizi del secolo scorso, provengono altri tubi in piombo iscritti, con il nome di Iulia Augusta, presumibilmente Livia Drusilla.

Ovvero la seconda moglie di Augusto e nonna di Germanico.

È probabile, dunque, che questa lussuosa residenza fosse passata dapprima in eredità a Germanico.

Poi, alla morte di questi, a sua moglie Agrippina maggiore e quindi al figlio imperatore.

Lo scavo, inoltre, ha restituito una serie importante di Lastre Campana, terrecotte figurate usate per la decorazione dei tetti con scene mitologiche inusuali.

Riutilizzate poi come coperture delle fogne della fullonica.

Anche se in origine probabilmente realizzate per la copertura di una qualche struttura del giardino, forse dello stesso portico.

Lo scavo è stato condotto dalla Soprintendenza Speciale di Roma diretta da Daniela Porro.

Coordinato sul campo dall’archeologa Dora Cirone con la direzione scientifica di Alessio De Cristofaro.

(© The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)


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