Intervista: Andrea Sibaldi e il brand di moda romano Win Out

Win Out รจ un brand di moda romano nato grazie alla cooperativa Manser che favorisce lโinserimento lavorativo delle fasce piรน deboli.
Una sartoria sociale che crea capi unici nel rispetto della salute ambientale e del Made in Italy.
Recentemente Win Out ha presentato la sua nuova capsule collection intitolata โAnno del Dragoโ, che sperimenta in chiave pop lo spirito del capodanno cinese.
Siamo andati alla scoperta di questi capi unici con Andrea Sibaldi, direttore creativo e brand strategist di Win Out.
Comโรจ nata la tua passione per la moda?
Fine anni ’90 inizi 2000.
Passando pomeriggi interi in un negozio di quartiere che si chiamava H-Street ad ascoltare i proprietari raccontare il mix tra sottoculture e marchi di abbigliamento.
Oggi riconosciuto in maniera planetaria come streetwear o urban wear.
Da quel periodo la curiositร verso questi racconti e brand annessi ha fatto sรฌ che iniziassi il percorso nella moda nel 2005, aprendo il primo store a Roma.
Iniziando a girare anche in Europa per fiere di settore dedicate o nelle principali capitali per vedere piรน da vicino come si viveva questa cultura cosรฌ affascinante.
Poi la mia carriera lavorativa รจ stata tutta un susseguirsi di eventi legati quasi sempre alla moda.
I capi del brand sono interamente disegnati e realizzati in Italia allโinterno di un atelier sociale dove salute mentale e moda coesistono e camminano insieme. Raccontaci il dietro le quinte della vostra casa di produzione
Quando la cooperativa Manser mi ha chiesto di diventare consulente per la direzione creativa e brand strategy, รจ stata molto stimolante come nuova sfida.
Per la prima volta mi sono trovato a contatto con una realtร operativa nel settore della salute mentale.
Questa si รจ posta l’obiettivo di abbattere lo stigma annesso a chi vive condizioni invalidanti su vari livelli.
La mission รจ stata subito chiarita da parte loro: creare un brand basato sulla qualitร , il design, il Made in Italy e lโappeal giusto per entrare nel mercato moda.
Estromettendo la pietร di acquisto data la matrice sociale.
E andando a ridistribuire nel mercato un prodotto fatto da persone sรฌ con varie problematiche, ma avente perรฒ tutti i crismi dellโindustria moda.
Per la riuscita di questo progetto ho potuto contare sul mio team digital (grafico, foto e video) con il quale porto avanti la maggior parte dei progetti.
E anche sulla loro stilista Emanuela Cagnoni e la designer di accessori Carola Pennacchiotti.
Ovviamente il motore principale non possono che essere le ragazze della sartoria sociale, che creano quotidianamente i capi che trovate sul sito.

Quale รจ la filosofia del brand?
La nostra filosofia รจ spiegata in maniera chiara e netta sia dal nome del brand stesso Win Out (che significa “emergere”) che nel claim scelto โNothingโs perfectโ: niente รจ perfetto.
Lโimperfezione per chi vive condizioni di disagio psichico รจ purtroppo vista dalla societร come motivo di emarginazione.
Nella nostra filosofia invece lโimperfezione รจ la normalitร delle cose su cui si basa la vita e su cui si basano le collezioni fatte di asimmetrie, cuciture volontariamente sbagliate, tasche storte e tante altre scelte stilistiche allโapparenza sbagliate.
Scegliamo di rendere i capi ma soprattutto le persone dietro il lavoro creativo da imperfetti a unici.
La capsule collection โAnno del dragoโ propone capi in cui si fondono il workwear americano, lโupper casual giapponese e la cura della produzione Made in Italy. A chi si rivolge questa collezione?
Da anni le celebrazioni del capodanno cinese coincidono con collezioni dedicate, special edition e limited edition, da parte dei brand di moda.
Era un’occasione che ci stimolava visto anche il significato di salute, armonia e fortuna che il drago rappresenta nella cultura cinese.
Essendo anche a ridosso della nascita del brand stesso, รจ stato perfetto iniziare con questa capsule collection il nostro viaggio.
Onestamente non ci siamo posti un target di vendita per questa uscita.
Ma abbiamo preferito dare sfogo alla creativitร con grafiche che rappresentassero lo spirito del capodanno cinese in chiave pop.
Il target รจ stato molto chiaro invece quando abbiamo deciso di presentare la collezione attraverso un evento dedicato.
Ci piaceva lโidea di farci conoscere, attraverso un evento intimo, da addetti ai lavori della moda.
Ma anche cantanti, artisti e creativi che hanno scelto di restare a Roma come base di sviluppo per i loro progetti.
Essendo la cooperativa Manser e Win Out stessa 2 realtร che nascono nella Capitale, ci sentiamo vicini a questi ragazzi.
Attraverso la serata abbiamo creato un momento conviviale in cui potessimo essere tutti in contatto.
Raccontandoci i reciproci progetti e facendo conoscere meglio la nostra collezione e filosofia.
Il risultato รจ stata una cena lunghissima in un ristorante cinese dove abbiamo allestito le pareti con collezione e info grafiche della cooperativa e del progetto.
Ma soprattutto durante la quale i 50 invitati hanno potuto passare qualche ora in connessione tra loro e noi del team.
La community di Win Out รจ partita da qui.

Kimoni, maglie oversize, stampe underground. Comโรจ nata lโidea di fondere stili diversi?
La cooperativa ha background differenti ma soprattutto i ragazzi che ogni giorno sono ospiti della cooperativa Manser hanno background differenti.
Questo credo sia il motivo per il quale Win Out brand abbraccia diversi stili e cerca di interpretarli con unicitร .
Che poi la combinazione di storie differenti รจ anche lo specchio della moda di oggi.
Se aprite la nostra pagina Instagram troverete come primo o secondo post una grafica abbastanza esemplificativa del concetto di mix.
Un cervello dentro un frullatore.
Questo puรฒ essere interpretato in piรน modi ovviamente, ma un paio sono attribuibili meglio di altri a Win Out, secondo me.
La condizione mentale interna che ognuno vive su vari livelli ogni istante.
E la necessitร che la creativitร ha di essere centrifugata dentro di noi con le idee, per venire alla luce in maniera originale.
Cosa ti sentiresti di consigliare a un creativo in erba?
Se penso a un creativo penso a un artista.
Mi viene in mente una frase della serie televisiva “Boris“: โLโartista fa quello che gli pareโ.
Sembra banale ma non lo รจ per niente.
La capacitร di fare ciรฒ che si vuole soprattutto da ragazzi nei primi step lavorativi รจ determinante per la vita che si vuole intraprendere e come la si vuole impostare.
Per sentirsi liberi di scegliere fuori dal dogma lavorativo che la societร e le economie hanno impostato.
(ยฉ The Parallel Vision โญ _ Beatrice Sampaolo)
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