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Live Report: Il duo As Madalenas dal vivo alla Casa del Jazz

Live Report: Il duo As Madalenas in concerto alla Casa del Jazz

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(Foto: © Alberto Marchetti)

Il 19 maggio è un venerdì sera umido a Roma.

Il pavimento che porta alla Casa del Jazz era allisciato dalla pioggia che stava avvolgendo l’Italia e devastando l’Emilia Romagna.

Da quel territorio sommerso e mortificato dal fango arriva il duo As Madalenas che, nel gonfalone ormeggiato in Viale di Porta Ardeatina, presenta il terzo omonimo disco e festeggia i 10 anni di attività.

Concerti a Roma: As Madalenas alla Casa del Jazz

Il concerto poggia la sua narrazione proprio sui luoghi. 

Cristina Renzetti e Tatiana Valle si trattengono per la scaletta intera.

Ma quando è il momento di parlare e di cantare del luogo abitato il pensiero alla terra che le ospita – la Renzetti è nata a Terni da famiglia abruzzese, Tati Valle è di origini brasiliane – viene fuori in tutta la sua dolcezza.

A 5 anni di distanza dal lavoro precedente le 2 presentano un album elegante, costruito a 4 mani e suonato da musicisti di grande esperienza, una parte dei quali è al loro fianco sul palco:

  • Roberto Taufic – originario dell’Honduras – alle chitarre
  • Bruno Marcozzi alla batteria e alle percussioni
  • Ferruccio Spinetti al contrabbasso e al basso elettrico ma non solo. L’arco maestro di “Musica Nuda” è anche produttore artistico del nuovo album di As Madalenas

La scaletta è un equilibrato passaggio tra i pioli emotivi delle sfumature musicali che il duo propone nel proprio repertorio, dalla lentezza della saudade a ritmi più pimpanti.

Il concerto mescola il jazz, il bolero e il samba e porta sul palco le varie anime del Brasile sud orientale.

Si passa dal Rio Grande do Sul di Lupicinio Rodrigues, di cui il duo ha adattato “Nunca”, al Paranà di Tati Valle fino a Madureira, sobborgo popolare di Rio de Janeiro da cui proviene Guinga.

Già presente nel lavoro precedente, il chitarrista brasiliano torna anche in questo album con “Baião de Lacan”, recuperata da “Delirio Carioca” del 1993. 

As Madalenas attraversa il ponte tra l’Emilia Romagna e il Brasile in entrambi i sensi di marcia.

La costante evoluzione di questo tracciato porta all’adattamento in portoghese di “Pigro” di Pino Daniele e di “Coccodrilli” di Samuele Bersani, presentata come ultimo bis.

2 riletture non solo linguistiche ma anche musicali, accolte con curiosità e sorpresa dal pubblico romano. 

Un impasto di suoni

Con l’incedere del concerto crescono la misura e il gusto degli arrangiamenti in sottrazione.

Si percepisce il costante lavorio emotivo di melodie e armonizzazioni.

Un impasto di suoni riempito dai piccoli elementi percussivi e ritmici maneggiati dalle 2 cantautrici che creano una performance dinamica e muovono il complesso in un’unica, sinuosa direzione. 

Al centro della scaletta si piazza uno dei brani firmati da entrambe le cantautrici, “Materia prima”.

È l’occasione per raccontare al pubblico qual è il mood espositivo e comunicativo del duo: música e coração.

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(Foto: © Alberto Marchetti)

La musica come materia emotiva

Cristina Renzetti lancia una riflessione sull’importanza della musica come materia emotiva.

Scherza anche sul fatto che di solito le digressioni tra un brano e l’altro hanno un’architettura più strutturata, ma per questo concerto il duo cerca proprio l’essenza.

Guidando con confidenza gli spettatori nel proprio mondo emiliano-carioca.

La presentazione dei brani è accompagnata da alcuni aneddoti sul processo creativo che ha portato alla luce il disco.

Gli appuntamenti programmati tra le 2 cantautrici ma anche quelli più estemporanei con Ferruccio Spinetti.

Da uno di questi, racconta Tati Valle, è nata “Parto”, frutto di un collage di frammenti musicali che il duo aveva nel cassetto e che sono diventati canzone grazie allo sprone del produttore artistico.

Sul palco la coda del brano si allunga coinvolgendo il pubblico a schiocco di dita, in un’ondulazione collettiva. 

Un pubblico in cui non mancano volti importanti della musica.

A fine concerto Renzetti e Valle salutano Joe Barbieri, Maria Pia De VitoTosca, fautrice più o meno indiretta dell’incontro tra As Madalenas e Spinetti.

L’occasione fu una puntata dedicata al Brasile di “D’Altro Canto”, format condotto da Tosca e Giorgio Cappozzo a Officina Pasolini

Ospiti in quell’appuntamento Chiara Civello, As Madalenas e Musica Nuda. Il resto, come si dice in questi casi, è storia.

Il disco, come l’intero progetto, è frutto dell’incontro tra culture, lingue e luoghi altri, esotici e lontani che spesso fanno semplicemente da sfondo creativo.

È il caso della Tailandia, in cui Tati Valle ha scritto “Noite de lua”.

Ci sono i luoghi che fanno da habitat come l’Emilia Romagna, protagonista di “Vecchio amore”.

“Ven pro roda”

Il concerto cresce d’intensità e dà modo al duo di innalzare il racconto in termini macroscopici, come l’importanza dell’umanità:

È sui sentimenti e sull’umanità che si basano le priorità della vita”, racconta Renzetti

Prima dei bis c’è spazio anche per una preghiera che è al tempo stesso un inno alla forza d’animo.

Quella degli schiavi contro i padroni, racconta Valle.

Quella della capoeira, che è una lotta ma anche una danza ma anche una metafora di vita: “Ven pro roda”, vieni in cerchio. 

Il pensiero e i ricordi tornano ai luoghi.

Da quella spiaggia di Pescara da cui è nato tutto, il duo affida il cuore dei bis a un brano di repertorio per celebrare il suo decennale: “Marcianito”, dal primo disco “Madeleine”.

Nel frattempo sono cresciute famiglie e sono nati figli, che la Renzetti abbraccia a fine concerto scendendo dal palco.

Nel frattempo i luoghi sono cambiati, ma le materie di As Madalenas prime no.

Música e coração

The Parallel Vision ⚭ _ Daniele Sidonio)
(Foto: © Alberto Marchetti)


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