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Intervista: Sira De Vanna e la nuova casa editrice Kulturjam

Intervista: Sira De Vanna e un sogno chiamato Kulturjam Edizioni

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Sira De Vanna

Aprire una casa editrice oggi è un atto di #culturaresistente“. Così Sira De Vanna, caporedattrice di Kulturjam.it, spiega la nascita di Kulturjam Edizioni.

Una nuova realtà editoriale di Roma che ambisce a diventare nei prossimi anni una piccola fucina produttiva fondata sul rispetto del lavoro, dell’arte e della cultura.

Sira mi ha raccontato cosa c’è dietro l’idea visionaria e coraggiosa di un progetto che si occuperà di saggistica e narrativa ma anche di politica e sociale.

Sempre con il marchio artigiano di fare editing a mano assieme all’autore e di leggere tutto quello che arriva in redazione.


Mi racconti da dove nasce l’idea di fondare una casa editrice?

Più che un’idea è stata una naturale evoluzione del progetto originario.

Kulturjam nasce come quotidiano online nel 2020 e dopo 3 anni di attività abbiamo raccolto un buon seguito.

Il fatto è che questo seguito rispecchia un target di età medio-alta che non ama i supporti elettronici ma preferisce di gran lunga la carta stampata.

Questo è un primo motivo.

Il secondo è legato alla natura del progetto: Kulturjam.it è una realtà autofinanziata, pertanto i nostri autori sono tutti volontari.

La casa editrice ci permette di ricambiare il loro sostegno e il loro entusiasmo, pubblicandoli in via preferenziale.

E poi diciamola tutta, amiamo essere in controtendenza. E aprire una casa editrice oggi è un atto di #culturaresistente.

Kulturjam che genere di libri ama pubblicare? 

Siamo aperti alla saggistica come alla narrativa, con una tendenza fisiologica verso le tematiche politiche e sociali.

Ma, per noi, il primo elemento di valutazione è sicuramente la qualità dei contenuti.

Ad oggi, con l’autopublishing e i vari metodi di Print On Demand, non c’è più nessun criterio di valutazione dell’opera, si stampa di tutto.

Questo svilisce l’intera editoria.

Noi vogliamo mantenere la vecchia maniera, leggiamo tutto ciò che ci viene proposto, facciamo l’editing a mano direttamente con l’autore, con tanta pazienza e dedizione.

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Qual è stato il momento più bello e quello più difficile di questa nuova avventura? 

Quando il nostro tipografo ci ha messo in mano il primo libro è stato un momento meraviglioso.

L’avevamo creato noi, un libro… Sì, lo ammetto, c’è anche una componente di feticismo librario hahaha!

Quello più brutto è stato arrivare alle vie legali con la grande distribuzione.

Avevamo firmato un contratto con una delle pochissime aziende che monopolizzano la distribuzione editoriale italiana.

Ci avrebbe fornito anche il servizio di stampa su richiesta della singola copia, questo per abbattere i costi iniziali.

Ti dico solo che hanno messo in commercio una versione del primo libro non autorizzata, creata da loro totalmente sballata dai numeri di pagina all’indice. Una vergogna!

A loro interessava solo vendere, del contenuto nulla!

In più non volevano nemmeno chiudere il contratto e per farlo ci hanno anche chiesto soldi.

Comunque è acqua passata. Da che, con orgoglio, abbiamo scelto di fare distribuzione indipendente.

Quale può essere secondo te il pubblico-tipo di Kulturjam Edizioni?

Stiamo lavorando per coinvolgere sempre di più, anche in maniera attiva, i giovani.

Da un punto di vista culturale si è creata una frattura fra i novecenteschi come me e l’ultima generazione.

Nostro obiettivo è riuscire a riavvicinarci a loro e colmare questo enorme gap.

C’è una cosa che un’editrice non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Per quanto mi riguarda non chiederò mai a un autore di pagare per pubblicare. Purtroppo oggi sembra diventata una consuetudine ma io non lo farò mai.

Come editore, a parte la lettura delle proposte editoriali che riceviamo, farò sempre almeno un giro di editing su ogni opera.

Secondo te c’è un problema di genere all’interno della letteratura italiana? 

Ma diciamo che trovo più che altro fastidioso quando sento parlare di letteratura “femminile” come fosse un genere a sé stante.

Non mi piace nessuna distinzione basata sul sesso, figuriamoci quando si vogliono infilare le scrittrici in una sotto-categoria.

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Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

Già riuscire a rispettare il piano editoriale che abbiamo previsto sarebbe grandioso.

Essendo una realtà autofinanziata è un progetto davvero ambizioso.

Ma ho buone aspettative. Ce la faremo, ce la faremo.

Tu hai mai pensato di scrivere un libro?

Sì, ma non ho il tempo materiale. Poi non penso di avere una grande scrittura, sono molto accademica nella stesura di un elaborato. Deformazione da troppi anni di studi.

Mi dici un’autrice che per te è da sempre una musa ispiratrice e un’altra invece che reputi un talento emergente?

Come stile narrativo ho sempre adorato Tracy Chavalier, i suoi romanzi storici sono davvero piacevoli e rilassanti.

Le pagine scorrono fra le dita con una rapidità sorprendente.

Talento emergente, sì, ma non posso dire il nome perché non ha ancora firmato il contratto.

La nostra prossima autrice. A breve svelerò il suo nome.

Parlami dei libri che ti hanno fatta crescere: cosa ti piace leggere, soprattutto?

Sono sempre stata una studiosa, c’è poco da dire.

Ho studiato tutta la vita, quindi i libri che mi hanno fatta crescere sono testi universitari. Ti posso dire però quelli che ho più amato.

Le monografie sulle Wunderkammer tedesche, sulle collezioni di mirabilia dei primi del ‘600 o sulle case museo: dallo studiolo di Isabella d’Este alla casa museo di Mario Praz.

Tuttora mi emoziono all’idea di entrare nell’intimità domestica di grandi pensatori e di grandi artisti.

Mi piace capire le dinamiche che li hanno portati a scegliere certi oggetti.

Descrivimi Kulturjam Edizioni con un’immagine e con 3 parole

Un cuneo spaccaghiaccio.

Dobbiamo riprenderci lo spazio della cultura e dell’arte che solo state relegate ai margini della società, totalmente deputate al volontariato.

Kulturjam ambisce a diventare nei prossimi anni una piccola realtà produttiva fondata sul rispetto del lavoro, dell’arte e della cultura.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)


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