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#Libri: Mimoza Hysa, “Le figlie del generale”

#Libri, recensione: Mimoza Hysa, “Le figlie del generale”

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Ancora oggi mi fanno paura le persone che sanno cosa stanno facendo e che hanno un’eccessiva fiducia nei loro ideali“.

Mi fanno paura le persone che costruiscono solidi sistemi, dai quali non si muovono le virgole“.

Mi intimoriscono le persone con una grammatica pulita e una sintassi complessa, in ci tutte le frasi si legano meravigliosamente con congiunzioni coordinate e subordinate“.

Frasi che hanno un perché causale e quindi conclusivo“.

Mi fanno paura le persone che sanno darti una risposta a ogni domanda“.

Io sono stata in grado solamente di sollevare domande nella mia vita, Martina, e se la vita mi ha dato ogni tanto qualche risposta, anche se in ritardo, mi sono sentita matura e cresciuta“.

Per me è importante saper fare delle domande, e non saper dare delle risposte“.

Tu hai dato risposte, Martina, anche quando non era davvero necessario“.

“Le figlie del generale”: il libro

Martina e Marsina sono le figlie gemelle di un militare in carriera durante la dittatura in Albania.

Distinte da una sola lettera nel nome, dalla malattia che debilita il corpo di una e rende elettivamente l’altra una controparte forte e votata alla sopravvivenza.

Recise dalla loro unione magica per mano del padre e delle sue scelte improntate al decoro e alla rigida conservazione dell’ordine.

La gabbia del sistema nel corso di una giovinezza intera corrisponderà a Martina, la sorella preferita, che sa ribadire il sentiero già battuto e orientare le proprie idee sul calco dell’amore filiale.

A differenza della gemella, Marsina, libera e indomita.

L’una negativo e luce dell’altra, entrambe vittime e ribelli di una famiglia che è una patria intera.

Lo stesso nido colmo di serpi, che fin dal principio non ha potuto proteggerle.

2 luci sull’abisso della storia albanese

Le 2 sorelle si rincorrono allora in cerca della risposta, perché sanno di poterla intuire nel segreto delle loro sembianze identiche e allo stesso tempo così distanti nel temperamento.

Prestano corpo e mente a un dialogo involontario, imperfetto e reale che attraversa gli anni e la distanza fisica: proprio come non ha mai potuto aver luogo.

Non sarà infatti sufficiente una vita intera (né la memoria presa in prestito che pesa più di quanto è concretamente accaduto) per ricomporre un quadro coerente.

O anche solo per trovare scampo alle lunghe mani del proprio passato.

Martina e Marsina sono le luci sull’abisso di decenni oscuri e sofferti della storia albanese.

2 simboli di fiaba e memoria complessa che continuano a interrogarsi per individuare le radici di un male che ha disposto il confine del libero arbitrio senza fornire margine di contrattazione.

Tali quesiti non trovano soluzione pratica che non corrisponda alla distanza e per certi versi alla potenza dell’immaginazione.

Che con le sue mani di fantasma può sanare le ferite.

Sono molte le storie perdute che attraversano il destino delle due sorelle e reagiscono alchemicamente con le loro essenze opposte.

Eco di voci dal fondo che non offrono scampo.

L’autrice

Mimoza Hysa, traduttrice, scrittrice e ricercatrice, è nata a Tirana nel 1967.

Ha tradotto in lingua albanese oltre 30 opere di importanti autori della letteratura italiana come Leopardi, Buzzati, Montale, Tabucchi, Magris.

Ha pubblicato i romanzi “Il tempo di Era” (2004), “La decisione” (2007), “Storia senza nomi” (2008) e la monografia “L’essenza e l’esistenza di Isuf Luzaj“.

Ha vinto molti premi nazionali e internazionali per la sua attività di traduttrice, come:

Il Premio della Traduzione” nel 2014, assegnato dal Ministero italiano per i Beni e le Attività culturali
il Premio “Traduttrice dell’anno 2018” per la traduzione delle opere di Montale, assegnato dall’Accademia CULT.

Scheda del libro

  • Mimoza Hysa, “Le figlie del generale
  • Edizioni: Besa Muci
  • Pagine: 192
  • Euro: 15,00
  • Codice ISBN: 978-88-3629-213-4

(© The Parallel Vision ⚭ ­_ Flavia Cidonio)

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