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Prosegue “L’elefante e il colle perduto” ai Mercati di Traiano

“L’elefante e il colle perduto” fino a maggio ai Mercati di Traiano

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O. Ferretti, Giardino di Villa Rivaldi. Muro di sostegno rinascimentale con nicchie poggiante su una struttura antica, acquerello su cartoncino (1932) – Museo di Roma, Gabinetto delle Stampe, MR 886 (© Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – Museo di Roma)

Andrà avanti fino al 24 maggio “1932, l’elefante e il colle perduto“, la mostra allestita presso i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali.

A 90 anni dalla scoperta, sono stati restaurati i resti fossili di elefante (Elephas antiquus) trovati alla base della collina Velia.

L’intervento ha costituito l’occasione per proporre un insieme di opere che gettano luce su un settore dell’area archeologica centrale interessato negli anni ’30 del ‘900 da distruzioni e trasformazioni urbanistiche profonde. 

“1932, l’elefante e il colle perduto”: la mostra

Un centinaio di queste opere compongono la mostra.

Tra queste ci sono:

  • reperti archeologici
  • progetti grafici
  • opere d’arte interamente provenienti dalle collezioni capitoline, alcune dei quali identificati in occasione di recenti ricerche ed esposti al pubblico per la prima volta

Tra le mostre a Roma di più ampio interesse attualmente visitabili nella Capitale, “L’elefante e il colle perduto” è un’esperienza di assoluto valore che non vi pentirete di fare.

Il Colle scomparso: la Velia

In soli 2 anni, tra 1931 e 1932, fu sbancato nel cuore di Roma un colle, la Velia, che si estendeva tra le pendici dell’Oppio e le propaggini del Palatino, separando l’area dei Fori Imperiali dal Colosseo.

L’intervento da un lato risolveva la necessità di collegare Piazza Venezia, Via Cavour e i nuovi rioni del Celio e dell’Esquilino.

Dall’altro consentiva la realizzazione di una strada monumentale e scenografica da Piazza Venezia al Colosseo.

Si trattava di una passeggiata unica al mondo fiancheggiata dai monumenti della città antica che si andavano recuperando con le demolizioni del Quartiere Alessandrino, in atto dal 1924. 

La nuova arteria cittadina, che prese il nome di Via dell’Impero (l’attuale Via dei Fori Imperiali), fu inaugurata il 28 ottobre 1932 in occasione della celebrazione del decennale della Marcia su Roma.

L scoperta più sorprendente fu fatta il 20 maggio 1932, quando vennero alla luce numerosi resti di fauna fossile, tra i quali il cranio e la zanna di elefante Elephas (Palaeoloxodon) antiquus costituiscono il reperto più famoso. 

Le 4 sezioni della mostra

La mostra si compone di 4 sezioni nelle quali, in un viaggio a ritroso nel tempo, sono illustrate alcune importanti tappe di questa storia:

  • l’intervento di sbancamento con i progetti di sistemazione architettonica e le modalità di raccolta dei materiali archeologici rinvenuti
  • il complesso monumentale di Villa Rivaldi, fortemente manomesso dai lavori
  • le testimonianze di una ricca domus rimasta in uso per lungo tempo in epoca imperiale
  • la scoperta dei resti dell’Elephas antiquus

In questo racconto vengono proposti al pubblico anche filmati d’epoca conservati negli archivi dell’Istituto Luce.

E un video con immagini degli archivi della Sovrintendenza Capitolina, utili ad approfondire i temi trattati in mostra.

L’esposizione è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con la collaborazione dell’Archivio Luce. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura.


INFO MOSTRA

– Titolo:
1932, l’elefante e il colle perduto

– A cura di:
Claudio Parisi Presicce, Nicoletta Bernacchio, Isabella Damiani, Stefania Fogagnolo, Massimiliano Munzi

– Dove:
Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali
Via Quattro Novembre 94

-Durata:
Fino al 24 maggio 2022

– Orario visita:
Tutti i giorni in orario 9.30-19.30

– Biglietti:
Potete consultare i siti http://www.zetema.it, http://www.mercatiditraiano.it oppure http://www.museiincomune.it

– Info:
Tel 060608 (tutti i giorni ore 9.30 – 19.30)

(© The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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