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Cos’è l’ecologia integrale di Papa Francesco?

Cos’è l’ecologia integrale di Papa Francesco?

Direttamente dall’Enciclica “Laudato Sì”, un profondo concetto da sapere

6 anni e 3 mesi da non sprecare assolutamente: questo il tempo che ci resta per vincere la difficile battaglia contro il riscaldamento globale.

Una battaglia che vede schierati in prima linea quasi tutti gli Stati del mondo, dopo anni di loro totale disinteresse verso ambiente, ecologia e sostenibilità.

Le tragedie climatiche di ieri e soprattutto quelle di oggi li hanno finalmente convinti a lavorare insieme per provare a salvare il nostro amato pianeta ormai sempre più in pericolo di vita.

Una vera e propria emergenza, non certo puro allarmismo in salsa green come qualcuno vorrebbe provare a farci credere; esistono infatti numerosi e comprovati studi di scienziati che ci dicono che siamo quasi giunti a un punto di non ritorno.

O tutti noi iniziamo a rispettare l’ambiente, chi attraverso grandi gesti chi attraverso piccoli gesti, o le future generazioni vivranno su un pianeta Terra (sempre se esisterà ancora) estremamente inquinato, caldo e suscettibile di violenti e improvvisi eventi climatici.

Se per qualche strano motivo qualcuno non crede in ciò che la scienza ci sta dicendo, almeno creda alle parole di Papa Francesco, che nell’Enciclica “Laudato Sì” affronta il problema del riscaldamento globale definendolo serio.

Non solo: all’interno di questa lettera circolare, il Papa va oltre parlando di “ecologia integrale”. Ma di che cosa si tratterebbe?

Una definizione, tante tematiche

Parlando del nuovo tipo di rapporto più paritario che dovrà per forza di cose instaurarsi tra società, ambiente, cultura ed economia, sempre se vorremo abitare la Terra nei prossimi anni a venire, il Pontefice ci spiega che l’ecologia integrale può essere intesa come una rete all’interno della quale tutti gli esseri viventi sono legati tra loro come fossero un’unica famiglia.

Non una famiglia qualunque, ma una che condivide parte delle stesse informazioni genetiche e che se vuole sopravvivere deve imparare a convivere pacificamente non alterando gli equilibri naturali, cosa che l’uomo fa ormai da millenni.

L’uomo deve rendersi conto che su questa Terra non è il padrone incontrastato della natura che lo circonda quanto un semplice amministratore!

Fatta questa dovuta premessa, l’Enciclica tocca tantissime tematiche che superano l’idea di “solidarietà intergenerazionale”, che oggi deve necessariamente trasformarsi in “bene comune”, perché le enormi sfide ecologiche che dobbiamo affrontare presuppongono un livello educativo, spirituale, politico e teologico senza precedenti.

Il Papa si focalizza dapprima sulla fondamentale questione dell’acqua, il cui accesso deve divenire un diritto umano fondamentale ed essenziale e in seguito sulla tutela della biodiversità, sottolineando come la scomparsa quasi giornaliera di molte specie animali e vegetali è parte del nostro debito ecologico che ogni giorno tende ad aumentare a dismisura.

E tende ad aumentare a dismisura soprattutto in quei Paesi che più di tutti gli altri sono responsabili dei mutamenti climatici.

Come avrete ormai capito, l’Enciclica “Laudato Sì” non è una semplice lettera apostolica quanto una fotografia ottimamente scattata che mette in evidenza ogni particolare del nostro mondo, che per non estinguersi definitivamente deve sforzarsi di andare al di là di belle e importanti iniziative come la Giornata della Terra.

Quelle vanno bene, ma bisogna fare molto più, dobbiamo fare molto di più, perché solo grazie ad azioni più incisive verremo fuori da quella che il Papa chiama crisi ecologica.

La crisi ecologica

Francesco ci spiega che la crisi ecologica che stiamo vivendo è dovuta al dominio della tecnica e della tecnologia, che insieme al potere economico si sono sbarazzate della solidarietà propria dell’uomo.

Questo essere vivente sostituendosi a Dio sta via via instaurando un regime di tipo tecnocratico, attraverso il quale distrugge sistematicamente la natura e sfrutta i suoi simili.

Non solo, la logica del profitto oggi è imperante, e porta con sé conseguenze catastrofiche come i cambiamenti climatici e la disumanizzazione dell’altro.

Scegliendo di non avere più un posto preciso in questo universo, visto che vuole occuparlo tutto lui, l’uomo decide che è giunto il momento di non dare più conto delle sue azioni a nessuno, nemmeno a Dio che è il faro unico che con la sua Misericordia è in grado di illuminarle.

Ecco in breve cos’è questa crisi ecologica su cui il Papa insiste molto, come insiste molto sul fatto che per uscirne c’è bisogno di una Chiesa più forte, più inclusiva e che sappia educare al rispetto della natura, che passa dalla riscoperta dell’uomo per sé stesso, per gli altri e per tutti quegli esseri viventi che abitano la nostra meravigliosa Terra in pericolo.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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