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#Recensione: “La casa sull’albero”, un esperimento di teatro ecologico

Recensione: “La casa sull’albero”, un esperimento di teatro ecologico

Le sentite anche voi le voci degli alberi?”: inizia così il percorso teatrale immersivo “La casa sull’albero” ambientato nel bosco di Ariccia, ispirato alla vera storia di Julia Butterfly Hill, curato dalla regia di Linda Di Pietro (aiuto regia Valentina Daneo) al quale ho partecipato, con comode scarpe da ginnastica e passo sostenuto.

Una passeggiata che mi ha permesso di godere di un luogo che altrimenti mai avrei esplorato (del quale vi parlerò in seguito) e che mi ha mostrato il sentiero verso la vera storia di Julia.

Ma anche i percorsi paralleli per esplorare la filosofia alla base del gruppo ambientalista Earth First!, movimento ecologista radicale nato nel 1979 negli Stati Uniti d’America.

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Lo spettacolo

Il pubblico presente ha assistito alla visita teatralizzata diviso in 2 gruppi, seguendo percorsi paralleli e che permettono di immergersi nella storia narrata in tempi diversi, per poi ricongiungersi ai piedi di una grande sequoia, palcoscenico naturale dello spettacolo stesso.

Mi sono avvicinata a questa esperienza con uno zainetto da esploratrice carico di curiosità e anche un po’ di sano scetticismo.

Non capita spesso di tuffarsi nelle emozioni e nelle riflessioni dei gruppi di ambientalisti importanti.

Non è immediato e nemmeno semplice sposare le scelte estreme che essi compiono per rispettare la missione che scelgono come ragione di vita.

A piccoli passi, in un crescendo di spiegazioni ed emozioni, incontriamo i vari protagonisti della storia narrata.

Ciascuno ci consegna a suo modo un pezzetto di verità.

Gli alberi comunicano con il nostro sistema immunitario“, ci racconta ad esempio la prima protagonista.

E poi ancora possiamo notare come la normalità sia solo un concetto statistico.

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Letizia Letza

Le voci della storia

Tante le voci per raccontare il suono degli alberi e la storia di Julia Butterfly Hill:

  • Letizia Letza
  • Cristiano Leopardi
  • Valentina Daneo
  • Lucia Rizzo
  • Sabina Mancusi
  • Roberto Perricone
  • Eddy Francioni
  • Clara Cursi

Sono stati loro i nostro mentori del bosco per l’intera durata della performance.

Non sono forse moltissimi gli alberi dei quali siamo invitati ad ascoltare la voce?

La realtà è che le persone, per la maggior parte delle volte, non vogliono cambiare le cose: si accodano e semplicemente ascoltano.

Come abbiamo fatto noi, in coda, esplorando il Parco di Ariccia e la storia de “La casa sull’albero”. 

“Spesso la storia la fanno poche piccole persone e speranza e determinazione possano tutto”

Cosa significa essere un ambientalista? Forse vuol dire anche essere un equilibrista esattamente come l’uomo che sceglie di essere libero ma di certo non come tutti coloro che si disconnettono da ciò che li sostiene.

La disconnessione è ciò che ci rende infelici perché non ci permette di immergerci nella realtà e approfitto di questa riflessione per menzionare le coreografie acrobatiche di Materiaviva Performance.

E così fra riflessioni e consapevolezze ci avviciniamo al palco naturale centrale del bosco di Ariccia.

La storia di Julia, alla quale presta la sua voce e la sua performance Letizia Letza, prende forma per voce della stessa protagonista.

Accorato canto per una storia che, a vederla da fuori, ha dell’incredibile.

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Julia Butterfly Hill

La vicenda di Julia

Era il 10 dicembre 1997 quando Julia salì su una sequoia millenaria in una foresta della California dichiarando che non ne sarebbe scesa fino a quando la compagnia che aveva deciso il suo abbattimento non avesse cambiato idea.

Julia Hill, meglio conosciuta come Julia Butterfly Hill, classe 1974, è un’ambientalista e scrittrice statunitense.

È diventata nota per essere rimasta 738 giorni su una sequoia nella foresta di Headwaters a circa 55 metri di altezza per impedirne l’abbattimento da parte della Pacific Lumber Company, situata nella contea di Humboldt (California), dal dicembre del 1997 al dicembre del 1999.

Ha raccontato la sua permanenza sull’albero nel libro “The legacy of Luna” (Luna è il nome dato alla sequoia), tradotto in italiano con il titolo “La ragazza sull’albero“. 

Luna e Julia erano quindi con noi a raccontare la storia vista dal loro personale punto di vista.

Una prospettiva alta quanto la distanza fra “La casa sull’albero” e le radici di Luna intorno alle quali in molti hanno cercato di contrastare l’azione ambientalista della ragazza.

Lo spettacolo permette delle suggestioni interessanti.

Ha bisogno di trovare un sentiero che lo renda meno scollato dall’esperienza immersiva che propone, ma le potenzialità per farlo ci sono tutte.

Ci vuole lo stesso coraggio che Julia ha dimostrato rimanendo insieme a Luna per 2 anni.

E io tifo per gli alberi e la loro voce.

Una curiosità a margine

Per volere dell’ultimo Chigi, nel Parco di Ariccia è vietato tagliare gli alberi e quello davanti al quale si è svolto il cuore dello spettacolo “La casa sull’albero” è, appunto, una sequoia.

Si ringrazia Alessandro De Blasi, Dottore in Lettere Antiche, per la gentile ricerca.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Raffaella Ceres)

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