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Da Art G.A.P. la mostra di Maffia-Pavoncello fino a luglio

Da Art G.A.P. la bi-personale di Maffia-Pavoncello fino a luglio

Fino al 9 luglio 2021 la Galleria Art G.A.P. accoglie la mostra “Buchi neri e vuoti di memoria” di Vittorio Pavoncello e Serena Maffia, a cura di Federica Fabrizi.

Allestita presso il nuovo spazio espositivo della galleria a 2 passi da Largo Argentina, “Buchi neri e vuoti di memoria” è un progetto nato dalla sinergia tra i disegni a matita di Vittorio Pavoncello e le opere su tela di Serena Maffia.

L’iniziativa è divenuta una mostra bi-personale che mette in connessione arte e verso poetico: un maschile e un femminile che si attraggono e si respingono. 

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La rassegna poetica

Dalla mostra è nato un libro-catalogo, edito da Progetto Cultura Edizioni, che comprende una raccolta di poesie che Vittorio Pavoncello ha selezionato con cura insieme a Luciana Raggi e le opere che i 2 artisti romani espongono a Roma e Madrid.

Durante la rassegna avranno luogo degli incontri pomeridiani (dalle 18 alle 19) in cui i poeti leggeranno le loro poesie raccolte nel libro-catalogo “Buchi neri e vuoti di memoria“. 

Le opere di Serena Maffia

Nelle opere di Serena Maffia sono rappresentati corpi nudi di donne, simbolo del loro essere indifese, che prendono forma dai buchi neri esistenziali in cui sono state fagocitate.

Silenti buchi neri si ingigantiscono generando pistilli attorno ai quali si sviluppano corpi violati e annientati con veemenza per mano maschile.

Linguaggio sintetico, diretto e graffiante. Pittura potente di grande impatto.

Larghe pennellate di un rosso acceso, denso e sfumato per amplificare e svelare le anime delle donne violate da uomini feroci, crudeli e spietati, di un algido blu.

Spatolate e pennellate di tempera calda e opaca che si assottiglia, mediante maestria grafica, in un tratto finissimo, incisivo e minuzioso quasi calligrafico, su vuoti di memora o di libertà che confonde. 

I disegni di Vittorio Pavoncello

I disegni di Vittorio Pavoncello nascono dal punto primordiale, che non è solo punto nello spazio, non è solo falla nella memoria, ma è un punto che racchiude in sé tutto lo sviluppo possibile.

Nelle sue opere tutto ciò che si avvicina al punto/buco nero è sottoposto a cancellature, come se queste volessero inglobare in sé tutto il visibile.

L’opera d’arte diventa quindi il punto di non ritorno, dopo il quale ogni cosa diventa buco nero, dimenticanza, oblio.

L’orizzonte degli eventi non è altro che un vortice che attrae, risucchia, in quanto ogni cosa che cade oltre questo confine viene inghiottito e non potrà mai più essere visto, nemmeno la luce.

Nomi, forme e oggetti: tutto cade all’interno di quel nero cosmico che prima era una stella, un ricordo, una memoria. 

Gli incontri con i poeti

  • 2 luglio ore 18–18.30: Anna Santoliquido
  • 3 luglio ore 18–19: Fabio Strinati e Michela Zanarella
  • 5 luglio ore 18–19: Maurizio Mazzurco e Emanuele Martinuzzi 
  • 6 luglio ore 18–19: Vittorio Pavoncello e Laura De Luca 
  • 7 luglio ore 18–19: Alessandra Carnovale e Ornella Spagnulo
  • 8 luglio ore 18–19: Simone Carunchio e Marina Marchesiello 

INFO MOSTRA

– Titolo:
Buchi neri e vuoti di memoria

– A cura di:
Federica Fabrizi

– Dove:
Galleria Art G.A.P.
Via di Santa Maria in Monticelli 66

– Durata:
Fino al 9 luglio 2021

– Orario visita:
Dal lunedì al sabato in orario 16–19.30. Domenica in orario 17–19.30

– Biglietti:
Ingresso libero

– Info:
art@artgap.it

(© The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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