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#Libri: Leni Zumas, “Orologi rossi”

#Libri: Leni Zumas, “Orologi rossi”

Orologi rossi” di Leni Zumas racconta le storie di 4 donne che vivono in una cittadina dell’Oregon, Newville, in un futuro distopico non troppo lontano. 

Nel mondo che Zumas immagina, le donne americane non hanno più diritto di scelta sul proprio corpo: la fecondazione in vitro e l’aborto sono illegali.

Per questo Ro, insegnante alle superiori e biografa, è disperata: vicina alla menopausa e senza un compagno che giustifichi la sua maternità, rischia di non avere bambini.

Mattie, una delle allieve più brillanti di Ro, dispera per il motivo opposto: non sa a chi chiedere aiuto quando scopre di essere incinta. 

Susan, conforme alle norme della società, è una madre frustrata e una moglie infelice che non sa come confessare a suo marito la fine del loro amore.

Gin, l’erborista che vive nella foresta, viene giudicata come strega in quanto outsider.

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Riflessioni sulla maternità

Leni Zumas riflette su quanto i diritti riproduttivi della donna siano (e potrebbero essere) calpestati, partendo da una propria esperienza personale.

Nell’intervista che ha rilasciato a Il Libraio, l’autrice ammette di essersi ispirata alle proprie paure per descrivere quelle di Ro, che non riesce a rimanere incinta.

Ro inizia a porsi anche altre domande: voglio essere madre perché è un mio desiderio o perché la società mi ha insegnato che in quanto donna acquisto valore solo se divento madre?

Ro si trova a invidiare una 15enne rimasta incinta, a biasimarla per il fatto di voler abortire.

L’orrore martella nel petto della biografa. L’ha costretta a scusarsi per qualcosa che non necessita di alcuna scusa. Mattie è una bambina con le ossa delicate e le guance morbide. […] Quattro mesi e mezzo. a ingrossarsi e soffrire e avvampare e sforzarsi e preoccuparsi e aspettare e sentire il suo corpo rompere gli argini. […] La biografa le chiederebbe qualcosa che non crede si debba chiedere a nessuno”.

D’altro canto, Mattie stessa si interroga su ciò che gli altri penserebbero di lei se sapessero: 

Non vuole saltare l’Accademia di matematica. O sfornarlo. Non vuole porsi domande, e lo farebbe. […] Non vuole preoccuparsi di essere trovata. Egoista. Ma ha un ego. Perché non usarlo?”.

Perché tutti sentono di dover metter bocca su una cosa tanto importante e rivoluzionaria per una donna come la maternità?

Il potere di creare la vita è talmente destabilizzante da dover essere controllato e imbrigliato da chi non lo detiene?

Le streghe son tornate

Da sempre le donne che scelgono di essere sole vengono stigmatizzate, emarginate, punite dalla società per la loro scelta.

Venivano definite streghe, infatti, tutte le donne sole, intelligenti, acculturate.

Oggi si potrebbe pensare che queste cose siano superate, ma non è così: quante volte alle donne vengono fatti discorsi sul “sistemarsi” che implicano essere mogli e madri e non, ad esempio, essere manager d’azienda?

Quante volte una donna sola viene emarginata o sbeffeggiata, come se la scelta di essere single dipendesse dagli altri e non da lei, come se avesse un handicap

Leni Zumas sceglie di rappresentare l’altra faccia della solitudine: la libertà, il permesso di essere straordinarie anche se ostracizzate dal resto del mondo.

Un modo di vivere che non ha nulla di patetico. 

Una comunità disgregata

Spesso i costrutti del patriarcato sono talmente tanto interiorizzati nelle donne che queste non si rendono conto del male che si fanno l’un l’altra, in un circolo vizioso di invidie e risentimenti che non fa che inasprire una situazione già difficile. 

Gin è considerata una strega dalle stesse donne che le chiedono rimedi per i propri problemi.

Susan prova rancore nei confronti di Gin per la sua libertà.

Combattuta tra l’amore smisurato per i suoi figli e la frustrazione di essere semplicemente una mamma casalinga, Susan è vittima di un’altra condanna: essendosi conformata nel ruolo di moglie e di madre, sembra non avere diritto a lamentarsi del maschilismo, nonostante ne sia vittima.

“La moglie ha fatto delle persone. Non ha nessun bisogno di giustificare in altro modo ciò che fa sul pianeta”.

Tra Susan e Ro c’è una competizione continua: la prima è gelosa dell’indipendenza dell’altra.

Ro si sente costantemente giudicata da Susan, che ai suoi occhi ha una vita perfetta: una casa ereditata, un marito, dei figli fantastici.

Ro prova sentimenti contrastanti anche nei confronti di Mattie: sapere che la ragazza vuole disfarsi di qualcosa che invece Ro sta inseguendo con tutta sé stessa, la porta a pensieri che lei stessa giudica mostruosi.

Leni Zumas porta in scena il dissidio che attanaglia tutte le donne: seguire l’istinto di essere madre o emanciparsi al punto da doversi vergognare dei propri desideri?

Come se l’avere dei bambini e l’essere femministe fossero 2 cose incompatibili.

In ogni caso, si tratta di repressione, operata dalle donne sulle donne stesse.

Gli obblighi morali a cui una donna è chiamata sembrano non poter coincidere con i suoi desideri, in ogni caso. Anzi, se Ro si sente in colpa per il suo desiderio di essere madre, Susan si rammarica di non avere il tempo per interessarsi alle vicende politiche e sociali. 

Soltanto unendo le forze le protagoniste potranno riuscire ad affrontare i propri problemi. Un inno che l’autrice fa al vero femminismo: quello secondo cui ogni donna supporta l’altra, indipendentemente dalle scelte che fa.

Lo stile

Leni Zumas usa uno stile crudo e spoglio, regalando spesso al lettore una verosimiglianza brutale.

Una scrittura quasi nevrotica, somigliante a uno stream of consciousness in molti passaggi. 

Il ritmo di “Orologi rossi” è incalzante, ma la lettura non è scorrevole: richiede la stessa attenzione che l’autrice ha messo nella scelta dei termini.

L’autrice

Leni Zumas, nata nel 1972, è una scrittrice statunitense originaria di Washington D. C. che attualmente vive in Oregon.

Dopo una laurea in Scrittura Creativa, ha insegnato in diverse università statunitensi. 

Orologi rossi” ha vinto l’Oregon Book Award ed è stato un bestseller nazionale. Questo è il suo primo libro pubblicato in Italia, da Bompiani.

Scheda del libro

  • Titolo: “Orologi rossi”
  • Autori: Leni Zumas
  • Edizioni: Bompiani
  • Pagine: 400
  • Euro: 18,00
  • Codice EAN: 978-88-4529-316-0

The Parallel Vision ⚭ _ Ilaria Alleva)

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