Cinema Cultura

Via la censura dal cinema, nasce commissione di 49 elementi

Via la censura dal cinema, nasce commissione di classificazione dei film

Abolita definitivamente la censura cinematografica.
Nasce la commissione di classificazione dei film, Pajno presidente

Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”.

Così il Ministro della Cultura Dario Franceschini che ha firmato il decreto che istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura, con il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori.

Superata la possibilità di censurare le opere

Un intervento ai sensi della Legge Cinema che introduce il sistema di classificazione e supera definitivamente la possibilità di censurare le opere cinematografiche: non è più previsto il divieto assoluto di uscita in sala né di uscita condizionata a tagli o modifiche.

Alessandro Pajno presidente

La Commissione è presieduta dal Presidente emerito del Consiglio di Stato Alessandro Pajno ed è composta da 49 componenti che sono stati scelti tra esperti di comprovata professionalità e competenza nel settore cinematografico e negli aspetti pedagogico-educativi connessi alla tutela dei minori o nella comunicazione sociale, nonché designati dalle associazioni dei genitori e dalle associazioni per la protezione degli animali.

La mostra permanente online

Su cinecensura.com la mostra permanente promossa dalla Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura realizzata dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e dalla Cineteca Nazionale che raccoglie i materiali relativi a 300 lungometraggi e a 80 cinegiornali, ma anche 100 tra pubblicità e cortometraggi, 28 manifesti censurati e filmati di tagli.

I temi della censura

Sesso

Gli interventi censori del dopoguerra, riferiti ai centimetri di pelle femminile troppo esposti nei film e nei manifesti, oggi appaiono provenire da un mondo che sembra lontanissimo.

Negli anni del miracolo economico, l’avanzata dei costumi si scontrerà in maniera più diretta con interventi del potere politico e giudiziario e a fare da apripista saranno vari film d’autore, da L’avventura a La dolce vita a Dolci inganni.

E negli anni ’70, prima dell’arrivo del cinema a luci rosse, la battaglia contro le immagini di sesso man mano dilaganti apparirà perduta in partenza.

Politica

Nel dopoguerra, i temi politici caldi che preoccupano i censori sono essenzialmente di 3 tipi.

Da un lato, la denuncia dei “panni sporchi”, l’attenzione ai temi sociali che pare a volte troppo politicamente caratterizzata.

Dall’altro lato, c’è lo spettro del fascismo, presente e scomodo, contro il quale urtano film come Anni difficili di Luigi ZampaTragica alba a Dongo di Vittorio Crucillà.

E c’è poi la preoccupazione per il buon nome delle forze dell’ordine, della politica e dei funzionari statali, che conduce a interventi su alcuni casi di satira troppo azzardata.

Religione

La censura italiana è sempre particolarmente attenta alle rappresentazioni della Chiesa cattolica e dei suoi esponenti.

Incapperanno in interventi film come Umberto D. e Alvaro piuttosto corsaro, fino alla sequenza-scandalo del finto miracolo della La dolce vita (che anche in questo segna un’epoca) e al processo a La ricotta di Pasolini.

In seguito gli interventi saranno sporadici ma non infrequenti, fino alla proibizione assoluta (poi rientrata) di Totò che visse due volte di Ciprì e Maresco, che affronterà anch’esso un processo per vilipendio della religione.

Violenza

Per lungo tempo, l’eccesso di violenza al cinema è quasi sempre sinonimo di eccesso di realismo.

È in questo senso che vengono tagliati film come I vinti di AntonioniSalvatore Giuliano di Rosi.

Solo in seguito, la violenza diventa elemento caratterizzante di alcuni generi fondamentali: il mondo movie, il western all’italiana, il thriller sul modello di Dario Argento, il poliziesco urbano degli anni ’70, l’horror.

Ed è sui film di genere che la censura appunterà, fino ai giorni nostri, il maggior numero di interventi riguardanti l’eccesso di violenza.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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