Cultura libri

Alcott: lasciamo la donna libera di scoprire i propri limiti

“Lasciamo la donna libera di scoprire i propri limiti”: le lettere di Louisa May Alcott

Indipendenza, libertà dagli schemi della società, femminismo, scrittura e famiglia sono le caratteristiche di “Le nostre teste audaci – Lettere dalla creatrice delle sorelle March“, il volumetto dedicato a Louisa May Alcott pubblicato da L’Orma editore (pagine 64, euro 7) e a cura di Elena Vozzi.

L’importanza di leggere i classici l’ha spiegata meglio di chiunque altro il nostro Italo Calvino che scriveva: “Il ‘tuo’ classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto e magari in contrasto con lui“.

viso-ragazza-alcott

Louisa, Jo e “Piccole donne”

Come non pensare alle innumerevoli persone che per intere generazioni si sono identificate e, per fortuna, continuano a identificarsi in Jo March?

Sicuramente una delle personalità femminili più popolari nella storia della letteratura, la piccola e poi adulta Jo si contraddistingue per il suo spirito libero e indipendente che esce totalmente fuori dagli schemi del mondo ottocentesco.

E ancora oggi, soprattutto nell’ultimo adattamento cinematografico ad opera di Greta Gerwig, risulta un personaggio rivoluzionario. 

Tutti conoscono la storia del romanzo di formazione “Piccole donne” che ha incantato intere generazioni e ancora oggi fa la storia. Non tutti però sanno chi c’è alle spalle.

Dietro questo capolavoro c’è la grande scrittrice americana Louisa May Alcott che ha creato il personaggio di Jo a sua immagine e somiglianza.

Si parla sempre troppo poco di chi le storie le inventa, ma per fortuna c’è ancora chi ama indagare e divulgare le storie vere, quelle che vivono dietro ai classici.

È quello che ha fatto la casa editrice L’Orma con la pubblicazione di questa splendida raccolta di lettere, “Le nostre teste audaci“, di Louisa May Alcott.

Questo libretto entra a far parte della collana “I pacchetti” che presenta epistolari, racconti o semplicemente discorsi di grandi scrittori in un formato particolare: un pacchetto pronto per essere spedito.

Se non conoscessimo l’autrice, leggendo queste lettere avremmo l’impressione di avere a che fare proprio con la tanto amata Jo March. Tutto il desiderio di indipendenza e tutte le sue idee rivoluzionarie, legate soprattutto alla militanza femminista, sono caratteristiche proprie di Louisa May Alcott.

La curatrice Elena Vozzi attraverso una breve introduzione percorre la vita della scrittrice, l’epoca e la società in cui ha vissuto, la famiglia cui apparteneva e i suoi modi di vivere all’avanguardia nel mondo di una cittadina di fine ‘800.

Una scrittrice determinata e rivoluzionaria

È una raccolta interessante che offre innumerevoli spunti fin troppo attuali.

Elena Vozzi è stata meticolosa nell’introdurre i periodi di riferimento delle lettere o i personaggi che si scrivono, senza mai lasciare nulla al caso. Questo è un libro che merita di essere letto perché per una sessantina di pagine il lettore riesce ad entrare a far parte di quella vita e si ha la netta sensazione che era davvero nel suo destino diventare una grande scrittrice.

Molte delle lettere sono legate alla sua scrittura, all’editoria del tempo, ai consigli che dava ai giovani esordienti e mettono in luce tutta la determinazione della Alcott

Si ha la possibilità di familiarizzare con la famiglia Alcott, con la loro povertà, la stessa che contraddistingueva la famiglia March e che le ha permesso di diventare ciò che è stata.

“Mi piace aiutare le donne ad aiutare sé stesse”

L’ispirazione dovuta alla necessità di guadagnare è tutto ciò che ho, ed è un aiutante più fidato di qualsiasi altro“. A renderla una persona fuori dall’ordinario è stata anche la sua stupefacente voglia di vivere aiutando l’altro, soprattutto le donne:

“Mi piace aiutare le donne ad aiutare sé stesse, perché questo è – a parer mio – il miglior modo di risolvere la questione femminile”

Queste lettere dimostrano pienamente lo spirito femminista dell’autrice, figlia della suffragetta Abigail May, di un’intera famiglia che ha aiutato gli schiavi a fuggire all’estero e che si è sempre messa in gioco per la parità di genere.

Leggere oggi queste lettere ci spinge a riflettere ulteriormente. La Alcott nel 1874 scriveva: 

“sono convinta che per la stessa quantità di lavoro, svolta altrettanto bene, sia doveroso un uguale salario. […] lasciamo la donna libera di scoprire i propri limiti. Se davvero – come sembrano convinti questi signori – la Natura ha concepito per lei una sfera specifica, vorrà dire che finirà per adattarvisi spontaneamente. Ma per la miseria, diamole una possibilità! Non precludiamole nessuna professione, facciamola accedere all’educazione universitaria per una cinquantina d’anni: soltanto allora sapremo davvero di che stiamo parlando”

Oggi sappiamo bene di chi stiamo parlando, ma qualcuno, quasi 200 anni fa, già riusciva a immaginarlo.

Già ci credeva. 

The Parallel Vision ⚭ ­_ Giusy Esposito)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: