Arte Cultura

#Intervista: AUSGANG24, un modo diverso di pensare la cultura

#Intervista: AUSGANG24, la provocazione culturale di Dario Pellegrino

Arte, musica e cultura sono stati il pane quotidiano per Dario Pellegrino fin da bambino.

Una vita spesa sotto il segno dello studio e della progettazione di contenuti culturali di alto profilo all’insegna della contaminazione e della promozione a 360 gradi.

Uno sforzo creativo e manageriale che oggi ha dato vita ad AUSGANG24, l’ultima creatura uscita dalla mente iperattiva di Dario che rappresenta un modo diverso e provocatorio di pensare, “progettando azioni sempre nuove e fuori dagli schemi comuni, spinto dalle possibilità creative del nostro tempo“.

Un Hub culturale di cui Dario mi ha raccontato la filosofia profonda, basata sull’esigenza di sostenere l’arte in ogni sua forma, creando al tempo stesso connessioni tra cultura e persone.

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Dario Pellegrino

Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Dario?

Sin da piccolo ho sempre mostrato interesse verso l’arte e la musica.

Ricordo ancora come mi divertivo con i vinili e il vecchio giradischi dei miei genitori giocando a fare il dj o nel laboratorio di serigrafia di mio padre quando passavo i pomeriggi tra barattoli di vernice, telai e stoffe.

Ho studiato da grafico e ho poi lavorato per quasi 20 anni nel settore cinematografico.

L’arte ha sempre fatto parte della mia vita e in questi ultimi anni mi sono ritrovato a fare anche il “curatore”, ma in questo campo particolare sono praticamente un autodidatta.

Parlami del tuo modo di proporre arte: cosa ti piace presentare, soprattutto?

Occuparsi di arte e cultura in genere, soprattutto in Italia, non è facile.

La mia visione di arte è legata al modo di come vedere le cose: studiarle, progettarle e, quasi come un film, sceneggiarle.

Mi piace seguire l’intero evolversi del progetto e secondo me quando si propone un contenuto artistico-culturale, il messaggio deve essere chiaro e deve rimanere impresso.

Amo spaziare dalla musica all’arte urbana, passando per l’arte contemporanea e la scultura.

ausgang24

C’è qualcosa che distingue il tuo modo di promuovere la cultura da quello di altri tuoi colleghi?

Ognuno ha il suo modus operandi.

Non mi occupo di “vendere” arte, il mio scopo è il progetto culturale nella sua totalità, in un connubio di parole, opere e missioni rivolte al fruitore che scopre il percorso espositivo e che valorizza in questo modo, anche l’artista, protagonista assoluto dell’evento.

Mi piace instaurare e curare il rapporto umano con il cliente, l’artista e qualsiasi altro personaggio che prenderà parte al progetto.

Credo che oggi più che mai ci sia il bisogno di creare forti legami interpersonali, umani.

Al momento di cosa ti stai occupando?

Dopo un’intensa e stimolante esperienza in collaborazione con una galleria d’arte nel centro storico di Roma, era giunto il momento di cambiare pagina.

A dicembre 2020 io e il mio collettivo siamo partiti con un progetto molto ambizioso e creativo: AUSGANG24.

Abbiamo aperto una CALL FOR ENTRY artistica e, molto presto, inizieremo la promozione dei primi artisti che hanno sposato il progetto attraverso l’organizzazione di manifestazioni culturali, contenuti digitali e percorsi espositivi che abbracceranno le discipline artistiche che alimentano AUSGANG24.

Raccontami di AUSGANG24. Come nasce e con quale scopo?

Il progetto culturale AUSGANG24 è un modo nuovo e provocatorio di pensare, in quanto il concept di base è l’uscita e non l’entrata.

USCITA come cambiamento. USCITA come opportunità. USCITA come innovazione.

Un HUB artistico nato con l’obbiettivo duplice di sostenere l’arte, nelle forme della pittura, scultura, fotografia, scrittura e street art e allo stesso tempo creare connessioni tra cultura, arte e persone.

Ciò che distingue questo progetto è il modo in cui opera nel mondo dell’arte, progettando azioni sempre nuove e fuori dagli schemi comuni, spinto dalle possibilità creative del nostro tempo.

Certi che l’arte sia un bene prezioso e fondamentale per il progresso, sviluppiamo un approccio nuovo e alternativo di promozione degli artisti, della loro visione e delle loro opere nelle varie discipline artistiche e sulla base delle diverse esigenze.

Chi sono i ragazzi con cui stai collaborando?

Mi piace pensare di fare parte di un HUB SPERIMENTALE DELLE ARTI nato nell’ambito dell’attività della mia associazione artistica, F. A. Arts&Entertainment.

Il team creativo di questo nuovo progetto AUSGANG24 è eterogeneo e proviene da diversi ambiti artistici.

Con me ci sono gli amici Adriano Segarelli, pittore e scultore romano con molte esposizioni all’attivo e scrittore di 3 romanzi di successo; Michela Bernardini, Independent art promoter, press office, organizzatrice e curatrice di eventi artistici e culturali; Giorgio Silvestrelli, esperto di street art, che ha avuto il piacere di collaborare e aiutare nella realizzazione di molte opere urbane artisti nazionali e internazionali. Freelance nel mondo della comunicazione, copywriter e giornalista.

Cosa avete in programma di portare avanti, per i prossimi mesi?

A breve usciremo con gli artisti aderenti al progetto attraverso la promozione sul portale, dirette Instagram con dei bellissimi format fuori dai soliti stereotipi, podcast, progetti espositivi.

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Da quanti anni fai questo lavoro? E da allora com’è cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche?

Sono diversi anni che organizzo eventi e, sicuramente, il carico esperienziale e il conoscere tantissime persone mi ha portato a crescere umanamente, rafforzando anche la mia creatività attraverso stimoli sempre nuovi.

Mi piace l’idea di un organizzatore, curatore, direttore creativo indipendente non troppo legato alle mode del momento o all’ossessione dei dettami del mercato.

Hai un pubblico-tipo?

Preferisco non includermi e non includere le persone in un genere specifico.

Le troppe definizioni mi vanno strette, preferisco invitare il pubblico a lasciare aperte le porte della curiosità, della scoperta, dell’inaspettato.

C’è una cosa che secondo te un artista non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Un artista deve sempre sentirsi libero di esprimere la propria idea e la propria arte.

Secondo la mia visione utopica l’artista non dovrebbe mai essere sottoposto a pregiudizio, dovrebbe essere scoperto, ascoltato, coinvolto e guidato se occorre.

Un artista non deve mai perdere la sua autenticità.

E un curatore?

Un bravo curatore o un bravo direttore artistico ha diversi compiti da svolgere nell’ambito dell’organizzazione di un evento.

Ci sono sempre parametri di budget, tempo e spazio da gestire e bisogna dimostrare competenze adeguate, senza mai perdere l’aspetto creativo!

L’emergenza Covid quanto ha inciso sul tuo lavoro?

L’emergenza sanitaria nazionale dovuta al Covid sicuramente ha frenato il lavoro di tutti e in particolar modo quello di determinati ambienti, quello artistico-culturale in primis.

Tuttavia questo tempo mi ha dato la possibilità di riflettere e di riorganizzare la nostra attività e dare vita a nuovi progetti.

Prova a dare un consiglio al nuovo Governo su come gestire il mondo della cultura. E alla nuova Assessora Fruci qui a Roma

La situazione economica non giova di certo al rilancio delle attività lavorative, in più nel mondo dell’arte la concorrenza è enorme.

Mi auguro che vengano dato più spazi fruibili per l’arte e la cultura in generale e magari nuovi fondi per una nuova rinascita culturale.

Dimmi un progetto artistico di cui vai particolarmente fiero

Ho nel cuore tutti i progetti passati, ma forse l’evento a cui sono più legato è quello svoltosi a Palazzo Cavallerini in cui la street art, in quel primo evento è stata la produzione di Omino71, e la musica analogica si collegavano, si scontravano tra un vinile e un’opera artistica.

Tra l’altro dopo ho avuto il piacere di co-curare anche un progetto espositivo con Krayon e Mr. Klevra in un bellissimo esempio di sodalizio tra architettura barocca e street art.

Mi descriveresti il lavoro di curatore e diffusore di cultura di Dario Pellegrino con un’immagine e con 3 parole?

L’immagine è quella di un laboratorio artistico traboccante di idee e progetti artistici che attraverso strumenti e tecniche del passato riescono a protendersi verso il futuro.

Le 3 parole: energia, emozione, spontaneità.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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