Cultura Intervista

#Intervista: Casetta Rossa, spazio a un altro mondo possibile

Intervista: Casetta Rossa, dal 2001 lo spazio per un altro mondo possibile

Presentazioni di libri, scuola d’italiano per stranieri, corsi di fotografia, sceneggiatura e fumetto.

E ancora bookcrossing, un forno popolare, un bar e un ristorante, un giorno dedicato al language exchange.

Casetta Rossa Spa è questo e tanto altro e dal 2001 porta avanti progetti e iniziative culturali per il territorio di Garbatella con passione, perseveranza, enormi sforzi e una prospettiva di comunità e unione di grande importanza per il tessuto sociale di Roma.

Oggi ho parlato con Luciano Ummarino, coordinatore delle attività di Casetta, che mi ha raccontato dell’anomalia rappresentata dallo spazio del Municipio VIII, di pc rigenerati per la didattica a distanza, di spesa sospesa, rapporto con le istituzioni, solidarietà e progetti futuri.

Sì perché anche se sembra assurdo, Casetta potrebbe chiudere e tuttavia nessuno della squadra di Luciano ha la minima intenzione di arrendersi a questa prospettiva.

viso-uomo-con-barba
Luciano Ummarino, coordinatore delle attività di Casetta Rossa

Casetta Rossa è uno spazio sociale autogestito dal 2001 che porta avanti da sempre iniziative culturali e non solo per il quartiere e per il municipio. In tempi normali, cosa offre il locale di Garbatella ai suoi visitatori?

Casetta Rossa è un hub di comunità. Uno spazio difficilmente definibile. Non è una associazione, non è un centro sociale. Non è un ristorante. Non è un parco curato e riqualificato.

È uno spazio pubblico dove avvengono molte cose. Tutte queste cose e molte altre.

In tempi normali La Casetta vive dalla mattina alla notte con l’apertura di bar e ristorante. Ogni giorno ci sono presentazione di libri, iniziative su temi di attualità, dibattiti.

Ogni giorno c’è la scuola d’italiano per stranieri gratuita. Corsi di fotografia, sceneggiatura, panificazione e fumetto.

Un gruppo di lettura e una giornata dedicata al language exchange.

Inoltre è presente un gruppo di acquisto solidale, un forno a legna comunitario e un progetto di pasto sospeso.

Dall’inizio della pandemia avete cominciato a consegnare pacchi alimentari alle famiglie più in difficoltà attraverso una raccolta fondi, spese sospese ecc. Mi spieghi come funziona e chi vi affianca in questa iniziativa? 

Da inizio pandemia a oggi abbiamo fornito più di 6000 pacchi alimentari a circa 140 nuclei.

Il tutto è stato possibile attraverso una grande solidarietà e molte donazioni.

E soprattutto per l’attivazione di più di 100 volontarie e volontari.

La nostra iniziativa si inserisce in coordinamento con una rete di circa 30 tra associazioni, organizzazioni e l’istituzione Municipio VIII. Rete denominata Municipio Solidale.

ragazze-con-spesa-carrelli-supermercato

C’è anche un’attività di raccolta e rigenerazione di pc e tablet da fornire ai ragazzi che non ne hanno per seguire la didattica a distanza 

Durante il primo lockdown abbiamo pagato 50 abbonamenti internet a ragazzi senza possibilità di connessione.

Ora, insieme ad altre realtà di Municipio Solidale, si stanno raccogliendo vecchi pc da rigenerare e da fornire a chi ne è sprovvisto per la DAD.

Cos’altro fornisce Casetta Rossa al suo pubblico?

Un punto di bookcrossing.

Un forno popolare a disposizione del quartiere.

È presente a Casetta un gruppo denominato Casetta Verde che promuove iniziative e azioni all’insegna dell’ecologia e della sostenibilità ambientale.

In che rapporto siete con le istituzioni del territorio? C’è collaborazione o fate tutto da soli?

2 attiviste e attivisti della Casetta Rossa sono stati eletti alle elezioni del Municipio.

In generale crediamo che ogni spazio, anche quello istituzionale, vada attraversato e quindi abbiamo un buon rapporto con le forze che governano il Municipio.

Molto meno con la burocrazia che non riesce a codificare l’anomalia che Casetta Rossa rappresenta.

A questo proposito, mi spieghi perché Casetta Rossa rischia di chiudere?

Casetta Rossa per sua natura è una specie di Ufo. Un oggetto sociale non identificato.

L’amministrazione, la parte amministrativa, non riesce a far corrispondere ai propri codici e codicilli questa esperienza di autogoverno e impresa sociale.  

Casetta Rossa per gestire dalla A alla Z un parco con più di 300 alberi spende circa 100.000 euro all’anno. Il ristorante sociale è l’unico modo con cui Casetta riesce ad attrarre economie per fare questo.

Non prende un euro di finanziamento pubblico.

Quindi non autorizzare la somministrazione vuol dire, di fatto, impedire a Casetta di vivere.

E questo, da anni, questa parte amministrativa sta facendo.

Non riesce per la forte solidarietà che Casetta Rossa ha attorno a sé.

Domanda retorica: l’emergenza Covid quanto ha inciso sui vostri progetti sociali e culturali? 

Molto ma non ha fermato le attività. Anzi.

L’anima solidale ha saputo moltiplicare le energie e le iniziative.

Parlami delle strategie che avete in mente per affrontare i prossimi mesi

Ci piacerebbe rafforzare la parte delle iniziative di solidarietà costruendo i presupposti per un passaggio dalle mere iniziative di assistenza a un’azione caratterizzata dalla costruzione comunitaria e mutualistica.

Inoltre vorremmo dare vita al progetto di ideazione partecipata di un parco inclusivo adatto a ogni persona.

ragazzi-con-mascherina

Dall’inizio della vostra avventura a oggi com’è cambiato il vostro progetto?

Camminiamo domandando.

Costruiamo il progetto insieme alla nostra comunità.

Non per caso ci chiamiamo “spazio pubblico per l’autogoverno”.

Qual è il vostro pubblico tipo?

Quello che da pubblico diventa parte attiva del progetto.

Dimmi un progetto artistico che avere organizzato o creato di cui andate particolarmente fieri

TRIBUTO A Fabrizio de André“, evento ricorrente che ha coinvolto centinaia di artisti e migliaia di spettatori.

Poi l’iniziativa “Letterature partigiane” con gli scrittori Paco Ignacio Taibo II, Erri De Luca, Pino Cacucci, Gianni Minà, Elena Ritondale e Federico Mastrogiovanni.

Mi descriveresti Casetta Rossa con un’immagine e con 3 parole?

Il concetto del viaggio, del partire, della navigazione.

Oggetto sociale non identificabile.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: