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#Intervista: Alessandra Izzo, “l’integrità tornerà di moda”

Intervista: Alessandra Izzo, “fierezza e integrità torneranno di moda”

Alessandra Izzo nasce artisticamente parlando nei primi anni ‘80 come attrice, conduttrice e autrice.

Ha scritto per varie testate musicali tra le quali Rolling Stone, Duellanti e Rockstar e ha portato in Italia la musa rock/groupie legend Pamela Des Barres per il lancio di suoi libri culto quali “I’m With the band – Sto con la Band” e “Let’s spend the nite together” (Castelvecchi).

Ho chiacchierato un po’ con Alessandra di “She Rocks!”, la sua terza fatica letteraria dopo “Frank e il resto del mondo” (Curcio Edizioni) dedicato a Frank Zappa e “Italian Night Clubbing – Deliri, follie e rock and roll negli storici club del Belpaese” (Arcana Edizioni). 

Non solo musica e rock, però. Con questa spumeggiante autrice campana si è discusso di integrità, fierezza, beneficenza, moda e di una questione di genere fortemente radicata nella musica, non solo in quella italiana.

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Alessandra Izzo

Mi racconti da dove nasce la storia letteraria e giornalistica di Alessandra Izzo?

Domandona 🙂

La mia storia letteraria nasce con il primo libro dedicato al mio mentore, Frank Zappa. Quella giornalistica dai primi anni ’90. 

In realtà ho sempre amato scrivere, di musica in particolar modo.

Il cinema, la musica e il teatro sono da sempre, oltre che la mia passione, anche il mio lavoro.

Parlami dei tuoi libri: cosa ti piace proporre, soprattutto?

Tutti i miei libri (3 fino ad ora, di cui uno con il collega Tiziano Tarli) parlano di musica.

Quindi diciamo che amo proporre la musica, anche se ultimamente vedo che un po’ tutti si stanno orientando su questa immensa arte. 

Comunque, prima o poi scriverò anche di cinema.

Ma, sopra ogni cosa, ho voglia di un romanzo, il mio primo romanzo, una favola dark alla “Lullaby” dei Cure. Sto lavorando a questo progetto.

“She Rocks!” è il tuo ultimo lavoro. Di cosa si tratta e come hai lavorato sulla stesura del testo?

Si tratta di un lavoro tutto al femminile.

Ho voluto scrivere di grandi professioniste che parlano e si occupano di musica da decenni, ma spesso vengono oscurate dalla figura del critico e giornalista uomo.

Noi donne amiamo e sappiamo di musica veramente tanto. Era ora di ribadirlo una volta per tutte. Ecco come nasce questa idea.

Ovviamente io, che non sono una vera “addetta” ai lavori, mi ritengo da sempre una narratrice della musica, avendola vissuta molto da vicino da sempre. Comunque, leggendo il libro si scoprono chicche molto interessanti.

Come hai scelto le giornaliste da coinvolgere? Ci sono stati anche rifiuti più o meno “eccellenti”?

Le ho scelte a “naso”, ma soprattutto ho cercato di dividerle un po’ per età, provando a coprire quindi più decenni della musica.

No, nessun rifiuto. Anzi l’idea è piaciuta a tutte.

Secondo te c’è davvero un problema di genere all’interno della musica italiana?

Ma non solo in Italia! Ovunque.

In America ancor di più si pensa che la musica, ma sopratutto il rock, sia una roba solo da maschietti. Un po’ folle no?

Pensa che lì una donna che ama la musica è soprattutto una groupie. Termine molto divertente ma non esattamente appropriato a una donna che scrive e si occupa di musica.

Qual è stata l’opinione più diffusa tra le giornaliste che hanno partecipato al progetto riguardo il loro ruolo nel contesto culturale del nostro Paese?

Appunto la mancanza di riconoscimento o forse di apprezzamento.

Comunque tutte brave a farsi largo in un mondo molto maschilista, che però in qualche modo sta cambiando.

Oggi meglio degli anni ’80.

Da quanti anni ti occupi di musica? E da allora com’è cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche?

Dai primi anni ’80. Non fare i conti sulla mia età ora (ahaha) …

Sì, sono un’attrice che ha sempre amato cantare e scrivere di musica.

Molte cose sono cambiate dagli anni in cui ho iniziato, ma alcune cose basiche sono sempre le stesse. I corsi e ricorsi della storia…

Diciamo che quando diventi più grande hai la fortuna di sentirti più libera di non dover dimostrare sempre e a tutti i costi il tuo valore, artistico e personale.

Direi che questa oggi per me è una grande gioia.

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Quale è secondo te il pubblico-tipo di Alessandra Izzo?

Misto. Una bella fetta di uomini che vogliono sapere della mia storia con il Vate della musica moderna (Zappa) e quelle/quelli che invece mi seguono da anni e sanno del mio folle amore per la musica e lo fanno con una devozione e un rispetto che mi emoziona. Grata!

C’è una cosa che una scrittrice non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Non saprei… Forse la cosa più importante è cercare di non ripetersi e io spero di non averlo fatto. 

E poi la cosa che sicuramente va fatta è cercare dentro di sé una vera e profonda motivazione.

Senza una motivazione non riusciamo ad accendere neanche il computer. 

L’emergenza Covid quanto ha inciso sul tuo lavoro?

Molto, moltissimo.

Proprio a fine novembre dovevo portare in scena con dei colleghi la mia opera teatrale “Zappa è vivo“. Ahimè, tutto rimandato in data da destinarsi.

Per il mio libro “She Rocks!” un pò la stessa cosa. Penalizzato in parte per via delle mancate presentazioni in tante altre città.

Ad ogni modo non mi lamento: il libro sta avendo tante buone recensioni, ho fatto 3 belle presentazioni, sta vendendo e il resto… just watching!  

Ho finito di girare a settembre un progetto a cui tengo molto, sulle donne. Il docufilm è “Non seguirmi” prodotto da una nuova stella del cinema in campo cinematografico, Ermelinda Maturo.

Sentiremo molto parlare di questa produttrice cinematografica nei prossimi mesi. Lei è davvero una donna che ama il lavoro di team.

Che sogno lavorare ancora con gente così appassionata e preparata! 

Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

Cinema, teatro, nuovo libro e tanta voglia di fare beneficenza. Ora se ne ha un gran bisogno.

Quando questo triste momento sarà passato, ci sarà anche chi ci ha rimesso le penne e non solo fisicamente.

C’è molto da fare là fuori e poi… abbiamo anche una nuova America che ci attende. Evviva! 

Dimmi un progetto artistico di cui vai particolarmente fiera 

Sono fiera delle cose che faccio perché ci metto tanta passione. Anche per quelle che rimangono nel pc… Fa nulla, ma io ne vado fiera.

Credo che la fierezza e l’integrità siano 2 valori che vanno rivalutati. Torneranno di moda…

Sai che amo la moda da matti? Amo soprattutto la mia moda, tutta personale (anche se alle volte le parigine mi colpiscono al cuore per il loro modo di essere sempre così “cool“!). 

Mi descriveresti il lavoro artistico di Alessandra Izzo con un’immagine e con 3 parole?

Parole: … curiosa, complessa, entusiasta. 

Immagine: …IL MARE! Il senso di gioia e calma che mi trasmette il mare è impagabile. Forse perché sono nata a Napoli? Non credo, lo avrei amato comunque.

Senza il mare non ci posso stare. È linfa vitale, è anima. Si muove, tanto. 

Ecco il mio lavoro artistico: mosso, pieno di onde, mai annoiato, sempre curioso, entusiasta e complesso.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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