Cultura Intervista

#Intervista: Paola Tartaglino, l’arte al servizio del design

Intervista: Paola Tartaglino, l’arte al servizio del design

Con una laurea in Storia dell’Arte Contemporanea in tasca, Paola Tartaglino è un’attenta e brillante blogger, project manager e consulente che ha scelto di mettere le sue skills creative e organizzative a disposizione di professionisti di vario genere, grandi aziende, start up o singoli imprenditori nel ramo del design e dell’artigianato.

Fino al recente approdo al Wave Market Fair in qualità di Customer Success Manager. “ho sempre avuto la fortuna di poter scegliere i miei clienti e di dedicarmi quindi a progetti che mi appassionavano” mi ha raccontato.

E Paola non si ferma certo qui: “Sto lavorando per mettere a disposizione dei miei clienti un’offerta consona alle loro esigenze“.

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Paola Tartaglino

Paola, sei in Wave Market Fair da poco ma il tuo viaggio nel mondo della comunicazione, dell’artigianato e del design parte da molto più lontano. Mi racconti da dove nasce la tua avventura?

Parte da molto lontano! L’interesse per il design e l’artigianato deriva dai miei studi: ho una laurea in Storia dell’Arte Contemporanea, ma all’università mi sono occupata poco di arte nel senso stretto del termine e ho sempre preferito il design.

Ho scritto una tesi sugli interni che Carlo Mollino progettò negli anni ’30 e da quel momento ho scoperto tutto il mondo che girava intorno alle riviste specializzate (Domus, Casabella, ecc) ed è stato amore a prima vista.

L’incontro con l’artigianato contemporaneo è stato poi frutto di amicizie e frequentazioni nate soprattutto online: grazie al blog ho scoperto tante realtà interessanti e ho tessuto relazioni con tantissime persone.

Diciamo che da lì in poi ho cercato di capire come rendermi utile a questo tipo di realtà, perché lavorare con loro mi dava una grande soddisfazione.

Parlami della tua professione di blogger, project manager e consulente: quali sono le tue attività principali?

Come dicevo, in questi anni ho tessuto tante relazioni, che sono una diversa dall’altra, in qualche modo.

Così, ciascuno mi conosce per un aspetto diverso e mi commissiona attività differenti. 

Devo dire che do il meglio di me proprio nel gestire situazioni sempre dissimili.

Faccio consulenza e curo progetti più o meno complessi per clienti di diverso genere, grandi aziende, start up o singoli imprenditori.

Per ciascuno trovo una soluzione ad hoc e, se necessario, coinvolgo altri professionisti. 

Come blogger, mi dedico in modo indipendente alla ricerca di news e prodotti interessanti, storie che possono ispirare e che penso debbano essere raccontate.

Il blog è stato il primo trampolino per la mia attività e credo abbia un’importanza cruciale, anche se in questo periodo lo sto un po’ trascurando.

Cosa distingue secondo te il tuo stile dagli altri colleghi professionisti? 

Credo sinceramente che sia impossibile fare paragoni, ciascuno porta avanti il proprio lavoro sulla base delle esperienze pregresse, del proprio carattere e delle proprie convinzioni, anche politiche.

Forse una cosa che mi distingue da alcuni è il fatto di essere molto selettiva nella scelta dei progetti a cui dedicarmi.

Al momento di cosa ti stai occupando?

Oltre al lavoro che porto avanti per Wave Market Fair / Realthings, dal punto di vista commerciale e della comunicazione, sto seguendo il rilancio dell’attività di una textile designer che si è messa in proprio.

Come copywriter lavoro da qualche tempo per Archiproducts e scrivo di tanto in tanto per CasaFacile (faccio parte del team blogger della rivista da oltre 5 anni).

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Qual è il tuo pubblico-tipo? Quali tipologie di clienti ti capitano?

Come accennavo prima, ho sempre avuto la fortuna di poter scegliere i miei clienti e di dedicarmi quindi a progetti che mi appassionavano.

I clienti sono di tanti tipi: c’è l’artigiano che ha bisogno di preparare una cartella stampa e imparare a mandarla alle persone giuste, il freelancer o la piccola impresa già avviata che, per fare il salto di qualità, hanno bisogno di avere intorno a sé un team di collaboratori fissi, affidabili e professionali, l’azienda che ha bisogno di contenuti originali, l’illustratore che ha voglia di mettersi in gioco, investire un po’ e creare una propria linea di prodotti, la grande impresa che mi conosce da tempo e continua a chiamarmi periodicamente per curare progetti di comunicazione o collaborare in qualche brainstorming.

C’è una cosa che non bisogna mai fare per comunicare in maniera positiva e un’altra invece che va sempre fatta?

A mio parere, non bisogna mai lamentarsi dei propri clienti in pubblico, perché se ci stanno facendo impazzire molto probabilmente una parte di colpa è proprio nostra. 

Bisogna invece essere generosi nel condividere contatti e conoscenze, soprattutto all’interno della propria rete, perché fa benissimo al proprio karma.

L’emergenza Covid quanto ha inciso sul tuo business?

Ho iniziato il 2020 mettendomi ufficialmente in proprio (prima avevo anche un lavoro part time nello studio di un artista torinese) e trasferendomi in una città nuova in un Paese nuovo, proprio poco prima del lockdown.

Ho passato i primi mesi a sistemare la nuova casa, studiare UX e rifare il mio sito.

Dopodiché devo sinceramente ammettere che i clienti sono arrivati da soli, quindi ti saprò rispondere più avanti, se la situazione globale non andrà migliorando. 

Parlami delle strategie che hai in mente per affrontare i prossimi mesi

Anche se finora si può dire che mi sia andata bene, sto studiando diversi piani per i prossimi mesi.

Nel 2021 mi piacerebbe dedicarmi di più alla formazione, perché ho avuto un paio di occasioni di insegnamento quest’anno (per es. all’interno di un corso per digital curators promosso dal MEET Center di Milano) e sto quindi lavorando per mettere a disposizione dei miei clienti un’offerta consona alle loro esigenze.

Mi descriveresti Paola Tartaglino con un’immagine e con 3 parole?

Mi descrivo attraverso 3 passioni: libri illustrati, viaggi zaino in spalla, vermut y tapas!

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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