Arte Intervista

#Intervista: Marco Amoroso, art hunter tra Italia e Francia

Marco Amoroso ama definirsi un "cercatore d'arte", più che un curatore. Da anni avanti e indietro tra Roma e Bordeaux, Marco ci ha raccontato un po' della sua storia professionale e dei progetti che ha attualmente in cantiere.

Intervista: Marco Amoroso, un cercatore d’arte tra Italia e Francia

Marco Amoroso ama definirsi un “cercatore d’arte”, più che un curatore. Da anni avanti e indietro tra Roma e Bordeaux, Marco ha iniziato facendo mercati e vendendo oggetti d’antiquariato e stampe vintage.

In questo modo ha potuto affinare la sua capacità di osservazione e di riconoscimento.

Da 4 anni, inoltre, porta avanti il progetto Fax Factory al Pigneto assieme ai suoi collaboratori, creando un luogo di aggregazione e organizzando esposizioni e rassegne.

Marco mi ha raccontato qualche dettaglio in più sulle sue tante attività culturali che si sviluppano tra Italia e Francia, tenendo sempre presente l’insegnamento di Hans Ulrich Obrist, suo grande punto di riferimento umano e professionale, secondo il quale “il trucco è dormire il meno possibile“.

boy-with-sunglasses-black-and-white
Marco Amoroso

Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Marco?

Non è una vera e propria storia, piuttosto è un mucchio di coincidenze e attese.

Nasco nei mercati di antiquariato, quelli della domenica, quelli pieni di gente. Ma devo tanto al mio maestro Cesare Agostinelli, una persona illuminata che continua a insegnarmi molto.

Da quasi 5 anni divido la mia vita professionale e privata tra l’Italia e la Francia. Passo gran parte dell’anno nel sud ovest francese, dove con altre organizzazioni lavoro come curatore o venditore di opere.

Questo mi permette di incontrare artisti e di proporli nel mio spazio espositivo romano, la Fax Factory, dove da 4 anni insieme a Edoardo Berardino e Diego Magrini portiamo avanti rassegne e mostre d’arte.

Parlami del tuo modo di proporre arte: cosa ti piace presentare,
soprattutto?

Tutto ciò che è bello. Porto avanti da sempre una politica estetica molto grande e forse per alcuni pesante.

Non bado a tecniche o curriculum, mi piace il bello in tutto e per tutto.

Amo l’antico ma anche il contemporaneo, spesso le mie mostre sono un invito a prendere sul serio l’arte contemporanea ma a ricordare sempre da dove veniamo.

C’è qualcosa che distingue il tuo modo di promuovere la cultura
da quello di altri tuoi colleghi?

Diciamo che per quanto egocentrico, non sono esibizionista, anzi mi piace pensarmi come una “spia” dell’arte, spesso quando organizzo mostre o in Italia o in Francia non vado mai alle inaugurazioni.

Semplicemente perché magari sono già impegnato in altre cose o perché non servo.

Molti miei colleghi amano trovarsi lì a parlare con gente del lavoro dell’artista in questione, io preferisco far parlare l’artista.

boy-with-sunglasses-black-and-white

Al momento di cosa ti stai occupando?

Ho passato i mesi di confinamento a Bordeaux, dove vivo gran parte dell’anno. E ho avuto tutto il tempo per riflettere.

Ora nella Fax Factory stiamo portando avanti varie iniziative che vedranno settembre un mese pieno di sorprese, posso dirti che inizieremo una parentesi di scultura.

Da quanti anni fai questo lavoro? E da allora com’è cambiato il
tuo modo di intraprendere iniziative artistiche?

Sono quasi 10 anni. Tante cose sono cambiate, ma io non molto anche se ero veramente un ragazzino, troppo spavaldo.

Diciamo che ora ho un modo più aperto di vedere le cose, di intendere la mia carriera e il mio rapporto con l’artista.

Amo spaziare. Cosa che prima facevo un pò contro voglia. Una volta Matteo Boetti, figlio di Alighiero Boetti, mi disse: “Fai qualcosa che non fa nessuno, qualcosa di diverso“.

Hai un pubblico-tipo?

Assolutamente no. Ragazzi giovani, persone più anziane, reperti d’arte, antiquari “agitati”, c’è un po di tutto nel mio mondo.

La cosa bella della Fax Factory è che essendo anche una caffetteria molto famosa nel mondo dello specialty, grazie ai miei 2 soci professionisti Luca Palazzi e Gaia Olmedo, il nostro pubblico è un mix di tante passioni e tanti interessi.

C’è una cosa che secondo te un artista non deve mai fare e
un’altra invece che va sempre fatta?

Non deve mai prendersi troppo sul serio. Ma comunque deve prendersi sul serio.

E un curatore/cercatore d’arte come te?

Una volta a Parigi ascoltai Hans Obrist, per me da sempre un punto di riferimento professionale e umano.

E diceva che l’unico vero trucco per questo mondo è “dormire poco“. Essere sempre alla ricerca. Anche senza traguardo.

L’emergenza Covid quanto ha inciso sul tuo lavoro?

A livello economico molto. Ma quando fai questo lavoro, e questa vita, l’economia diventa solo una parola.

A livello umano ho capito che tutto può rinascere ogni volta che vogliamo. Quindi ora sento molte energie dentro di me.

Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

Andrò in Francia per lavorare con delle iniziative editoriali.

A settembre con la Factory inizieremo un percorso dedicato all’artigianato e alla scultura.

In seguito appena avrò tempo a disposizione, vorrei fare dei sopralluoghi in Marocco per alcune idee che mi frullano nella testa.

Dimmi un progetto artistico di cui vai particolarmente fiero

Sai, vado fiero di molte cose che da solo o insieme ai miei colleghi abbiamo creato. Dalla mostra più piccola alla più grande.

Ma il progetto artistico del quale andare veramente fiero spero di doverlo ancora creare.

Mi descriveresti il lavoro di curatore di Marco Amoroso con un’immagine e con 3 parole?

Diciamo che l’immagine alla quale lego il mio  lavoro ha sempre un qualcosa a che fare con il movimento.

Sono io che cammino tra le piccole gallerie, io che cerco di farmi raccontare la vita da tutti gli artisti che conosco, le botteghe di Vallauris e io da piccolo a Via Margutta con mio nonno che teneva con una mano me e con l’altra una sigaretta.

Le 3 parole: Terremoto. Arte. Rinascita.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: