Invito a Teatro: aspettando il Teatro Palladium
L’Invito a Teatro per questo nuovo appuntamento firmato The Parallel Vision è un momento prezioso come lo è il Teatro Palladium.
Un luogo universitario che mette in relazione la cultura, l’arte e l’istruzione.
Una struttura imponente nel cuore del quartiere Garbatella con una programmazione sempre attenta a stimolante.
Ha risposto al nostro invito Alessandra De Luca dello staff del Teatro Palladium, in attesa che gli spettacoli in programmazione tornino ad arricchire la rubrica del #Club29.
C’era una volta il Teatro Palladium: se dovessi compilare la sua carta d’identità, cosa scriveresti?
Nome: Teatro Palladium dell’Università Roma Tre
Luogo di nascita: Piazza Bartolomeo Romano, 8 – Garbatella, Roma, Italia
Data di nascita: 1926-1927
Gestione attuale: Fondazione Roma Tre Teatro Palladium
Cosa facciamo: mettiamo in relazione le persone attraverso l’arte, lo spettacolo dal vivo, la musica, il cinema, la danza, i festival, le mostre, i progetti socio-culturali, i laboratori.
Promuoviamo la ricerca e la formazione dei giovani nel campo delle discipline dello spettacolo, d’intesa con i dipartimenti dell’Università Roma Tre e in particolare con il corso di laurea in DAMS.
Collaboriamo con importanti enti e istituzioni (tra cui il Teatro dell’Opera di Roma, il Festival del Cinema di Roma, il Mibact e il MIUR, la Regione Lazio e il Municipio Roma VIII).
Ospitiamo artisti e professionalità di rilievo nazionale e internazionale, con l’obiettivo di rendere il nostro spazio un luogo fertile per la nascita di idee per la rigenerazione urbana, culturale, artistica e sociale.
Identità: Amiamo definirci come un Teatro al futuro, era questa la frase identificativa della stagione 2019/2020 del Palladium, proprio per l’attenzione rivolta alle nuove generazioni.
Ma siamo anche un presidio culturale a vocazione plurale, viste le molteplici e diversificate attività che svolgiamo all’interno del teatro.
Formazione dei giovani, multidisciplinarietà, relazione tra tradizione, ricerca e sperimentazione artistica sono le parole d’ordine del nostro agire quotidiano, nella consapevolezza di quanto ogni innovazione debba alla conoscenza delle proprie radici.

Ma oggi c’è ancora! Sogni, speranze e progetti per il post quarantena
In realtà, dopo una prima fase di smarrimento che ci ha colto non appena è stata dichiarata l’emergenza sanitaria e l’obbligo di chiudere i teatri, non ci siamo mai fermati.
Il nostro teatro, come già accennato, è vivificato dalla partecipazione dei giovani studenti universitari che svolgono presso il Palladium le loro attività previste dal tirocinio formativo.
Quello che abbiamo fatto è stato chiedere a loro delle idee per continuare a tenere aperto e attivo il teatro almeno nel suo spirito, se non lo si poteva fare nelle sue strutture e attività dal vivo.
Proprio grazie al loro coinvolgimento sono nate diverse iniziative online, tra le quali la rubrica “Assolo collettivo – Navigare nella cultura in trasformazione” per la quale sono stati incontrati e intervistati gli artisti che avrebbero dovuto essere in scena al Palladium se non ci fosse stato il lockdown.
E la rubrica “Ricordi per il futuro”, che consiste invece nel far rivivere attraverso la digitalizzazione delle immagini e del materiale d’archivio del teatro dei momenti delle passate stagioni e di quella che era in corso.
Queste sono solo 2 delle molteplici attività e iniziative che continuano a svolgersi nonostante la chiusura forzata.
Stiamo poi approfittando di questo tempo di sospensione per ripensare con più calma a una nuova immagine con cui il teatro si presenterà al pubblico non appena si potrà.
Quindi i nostri sogni, progetti e speranze non riguardano solo il post quarantena, ma hanno riguardato e continuano a riguardare anche il durante quarantena: non abbiamo mai smesso di immaginare, pensare, inventare utopie, tentare di tenere lo sguardo il più possibile aperto e fuori dalle 4 mura di casa nonostante la reclusione e l’isolamento fisico a cui l’emergenza sanitaria ci sta costringendo.
D’altronde un teatro è uno spazio di creatività per antonomasia e proprio quest’ultima nei momenti di crisi, come più che mai lo è quello attuale, può risultare uno strumento utile e dalle incredibili potenzialità per la risoluzione di problemi che possono sembrare insormontabili.
La creatività come opportunità di riscatto per il presente: è questa la speranza più grande che vogliamo alimentare, non per tornare al tutto come prima, ma per inventare qualcosa di nuovo e più sostenibile da dove ri-cominciare, senza snaturare la vocazione primaria del teatro che è quella di stare insieme dal vivo, “superare le frontiere tra me e te, incontrarti per non perderti più tra la folla […] essere quello che sono. Almeno qualche minuto, un’ora […] trovare un luogo dove un tale essere in comune sia ancora possibile” (J. Grotowski).
(© The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)
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