Musica

#Intervista: Tarsia, i primi “Passi” verso il nuovo album

Tatiana Tarsia cresce soprattutto con Pino Daniele nelle orecchie, ma la sua proposta artistica spazia dal blues al jazz, passando per sonorità funk, soul, pop. Oggi l'abbiamo incontrata su The Parallel Vision.

Intervista: Tarsia, i primi “Passi” verso il nuovo album

Una lucana purosangue che con l’uscita del nuovo singolo “Passi” (Maqueta Records/Artist First) dà appuntamento a tutti alla pubblicazione (prossima) del primo album di originali. Tatiana Tarsia cresce soprattutto con Pino Daniele nelle orecchie, ma la sua proposta artistica spazia dal blues al jazz, passando per sonorità funk, soul, pop.

Una bella centrifuga di musica che fino ad ora ha calcato tantissimi palchi in tutta Italia, attività che affianca all’esperienza di vocal coach in varie accademie nazionali.

Tarsia oggi mi ha parlato delle sue radici, dei progetti in cantiere e di come si senta “una linea decorativa“, i cui materiali su cui si applica sono i generi che ama ornare a suo piacimento.

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Tatiana Tarsia

Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Tarsia?

La mia storia artistica nasce come me in Basilicata, ho iniziato ad appassionarmi alla musica grazie ai dischi di mio padre.

Ero una bambina molto creativa, inventavo spettacoli per la mia famiglia e per il vicinato e tutti credevano che sarei diventata una cantante o che comunque avrei seguito un percorso artistico. 

Non ricordo la mia vita senza la musica.

Parlami della tua musica: cosa ti piace proporre, soprattutto?

Mi piace fondere le mie influenze, sono una lucana da generazioni, il folk ha sempre fatto parte della mia vita, le canzoni popolari cantate da mio nonno, la musica della mia terra che ho inconsciamente assorbito, le mie radici, talvolta si riversano nella mia musica. 

Anche se il mio primo amore è stato il soul. 

Pino Daniele credevo fosse uno di famiglia, da piccola, tanto forte era la sua presenza nei momenti più belli che ho vissuto.

Il funk, l’Rnb, tutto ciò mi ha reso ciò che sono oggi e tutta questa musica mi piace mescolarla, in ogni canzone.

Ogni mia “creatura” ha un suo mondo sonoro.

Cosa distingue il tuo linguaggio da quello di altri tuoi colleghi?

Faccio fatica, pur non essendo così “vecchia”, ad avere un linguaggio estremamente giovanile. Sono sempre un po’ eterea, però mi piace ricercare il suono nelle parole che scelgo.

Ognuno ha un suo mondo e modo descrittivo, la cosa più bella credo sia proprio essere diversi.

Il tuo ultimo singolo “Passi” è uscito da poco. Di che canzone parliamo? Come e perché nasce?

Passi” è un brano dalle atmosfere pop-folk, registrato in presa diretta con la mia band, come si faceva tanti anni fa.

Una canzone nata in un momento difficile della mia vita, una presa di coscienza della forza e del fuoco che dentro abbiamo che ci porta poi a riscoprire e ricercare bellezza.

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Da quanti anni fai questo lavoro? E da allora com’è cambiato il tuo modo di scrivere/comporre/riarrangiare musica?

Ho iniziato da piccolissima a fare live, avevo 12 anni la prima volta che sono salita su un palco vero.

La differenza sostanziale per me è stata rendermi conto che prima vivevo la musica come una passione, oggi è ancora il motore della mia vita, ma anche il mio lavoro.

Il mio modo compositivo invece è in continua evoluzione, mi piace mescolare generi, ricercare sound, passo dal vintage a suoni più moderni. 

Hai un pubblico-tipo?

Purtroppo non so ancora rispondere a questa domanda.

La mia musica è indirizzata a tutti, forse i miei brani in questo momento hanno bisogno di un’attenzione particolare.

Vi posso solo dire che sono felice quando sono davanti al mio pubblico di qualsiasi tipo esso sia.

C’è una cosa che una musicista non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Io penso solo che la cosa più importante sia restare sempre umili, riconoscenti con i componenti della propria band (staff ecc) e cercare sempre di evolversi, senza però perdere la propria personalità artistica.

L’emergenza Covid quanto ha inciso sul tuo lavoro? 

Dal punto di vista finanziario, le mie tasche e penso quelle di tanti miei colleghi purtroppo stanno soffrendo molto.

Io personalmente cerco di non abbattermi facilmente e di trovare sempre delle soluzioni, per quanto complicato sia.

Poi il tempo “libero” forzato del lockdown, mi ha dato comunque la possibilità di lavorare ai miei brani.

Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

Spero che si apra la stagione live, seppur in piccola parte, per poter portare in giro la mia musica e farla conoscere sempre a più gente.

Poi i prossimi obiettivi sono l’uscita del videoclip di “Passi” a breve e quella del secondo singolo. E infine l’album.

Non vedo l’ora di farvelo ascoltare.

Dimmi un tuo progetto artistico di cui vai particolarmente fiera

Vado fiera in realtà di tutto il mio percorso artistico, ogni progetto ha la sua storia, le sue caratteristiche.

Mi sono divertita molto in “Back to 60’s” a riarrangiare piano e voce quelle canzoni che da bambina i miei zii mi facevano ascoltare.

Reinterpretarle in nuova veste è stato stimolante.

In ogni caso il progetto di cui vado più fiera ancora deve uscire, quindi restate connessi e seguitemi sulle mie pagine social.

L’hashtag #iolavoroconlamusica è diventato virale negli ultimi giorni. Come vivi, da musicista, la “distrazione” del Governo nei confronti della cultura italiana?

Amo l’Italia, la mia patria, le mie radici, ma ciò che più mi fa star male è il pensiero di vivere nel “paese più bello del mondo” pieno di arte, di cultura, di meraviglia eppure appartenere a un settore troppo spesso dimenticato.

Mi sembra assurdo che non esistano sindacati che tutelino gli artisti, che i nostri cachet siano sempre più bassi, che il nostro lavoro venga ancora troppo spesso screditato. 

Spero davvero che possa cambiar qualcosa.

E sono stanca di sentir ancora la classica frase “Ah, suoni? E di lavoro che fai?

Mi descriveresti Tarsia con un’immagine e con 3 parole? 

Tarsia è una linea decorativa. I materiali su cui si applica questa tecnica per me sono i generi che amo decorare a mio piacimento.

Le 3 parole: autentica, creativa, outsider.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)
(Foto: © Beatrice Chima)

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