Arte

Matèria festeggia 5 anni con la mostra di Mario Cresci

Matèria festeggia 5 anni di vita con la mostra personale di Mario Cresci

In occasione dei 5 anni dall’apertura della galleria, Matèria è lieta di presentare per la prima volta nei suoi spazi la personale di Mario Cresci (Chiavari, 1942).

La mostra dal titolo “Combinazioni provvisorie” è accompagnata dal testo critico di Mauro Zanchi e presenta 2 lavori dell’autore: “Analogie e memoria” (1980) e l’installazione “Cronistorie” (1970). 

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“Analogie e memoria”

In “Analogie e memoria“, lavoro nato a Matera tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, Mario Cresci ingloba segni, immagini, scritte, disegni, appunti, frammenti di icone tenute negli archivi e nelle cassettiere insieme a progetti, collage, manifesti, estratti di testi e immagini stampate, fotografie di altri autori.

Un diario di un viaggio iconico, in cui tutti gli elementi sono composti tra loro come un menabò in doppie pagine di un grande libro.

Le fotocopie – 56 delle quali ospitate nella prima sala della galleria – qui sono “opere” nel senso di arte come idea, da intendere come proposizioni che assolvono a un assunto conoscitivo.

Cresci fa ricorso a mezzi di comunicazione più anonimi: sostituisce l’utilizzo della macchina fotografica con l’atto di porre sul piano di una fotocopiatrice tutto il suo mondo, tra realtà visibile e esplorazioni cognitive, per evitare tutti i possibili risvolti formalistici connessi all’idea di immagine fotografica realizzata secondo i canoni classici.

“Cronistorie”

In “Cronistorie” l’artista, con un girato in pellicola 16mm di circa 40 minuti e recentemente rimontato in un cortometraggio di 10’, realizza un racconto, un’indagine sulle culture popolari in Basilicata.

Le immagini si muovono in scenari densamente antropologici, dentro il mistero dei riti contadini, dei sacrifici animali, delle processioni religiose, dentro le zone d’ombra dell’inconscio collettivo rurale.

La narrazione attinge a una fonte inesauribile di immagini latenti del mondo e porta alla luce segni, tracciati, impronte, mappe oniriche, che si muovono a livello formale e percettivo.

L’autore

Mario Cresci è tra i primi autori italiani che, a partire dagli anni ’60, coniuga la cultura del progetto con la sperimentazione del linguaggio visivo attraverso un approccio “cross-disciplinare” che utilizza il disegno, la fotografia, il video, l’installazione, la performance, il site specific.

Tra le sue mostre più recenti nel 2017 c’è “La fotografia del ‘no’, 1964-2016” alla GAMeC di Bergamo, dove espone 50 anni di lavoro orientando il percorso della mostra sulla lettura di alcune delle principali tematiche che accomunano gran parte dei suoi progetti.

Le sue opere sono presenti nelle collezioni pubbliche di vari musei, istituti e centri di ricerca come:

  • MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XX secolo di Roma
  • GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
  • Civico Archivio Fotografico di Milano
  • Pinacoteca Nazionale di Bologna
  • ICG – Istituto Centrale per la Grafica di Roma
  • Museo d’Arte Medioevale e Moderna della Basilicata di Matera
  • MAGA – Museo d’Arte di Gallarate
  • GAM – Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Torino
  • MARCA – Museo delle Arti di Catanzaro
  • CRAF – Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo
  • CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma

INFO MOSTRA

– Titolo:
“Combinazioni provvisorie”

– Dove:
Galleria Matèria
Via Tiburtina 149

– Durata:
Dal 23 giugno al 31 ottobre

– Orario visita:
Dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

– Biglietti:
Ingresso libero

– Info:
contact@materiagallery.com

(© The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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