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#Intervista: Keynco, i cocktail artigianali di Valeria e Giada

Keynco è un progetto fresco, elegante e di altissima qualità che Valeria Sebastiani e Giada Panella portano avanti dal 2016, sotto il segno dell'etica e dell'eleganza.

Keynco, i cocktail artigianali in bottiglia tra classico e moderno

Keynco è un progetto fresco, elegante e di altissima qualità che Valeria Sebastiani e Giada Panella portano avanti dal 2016.

Al centro del business ci sono i cocktail, ma in questo caso le ricette dei loro drink artigianali in bottiglia sono mescolate a spezie ed erbe, come farebbero 2 moderne Herbarie. Un po’ “guaritrici” dell’anima, un po’ streghe ammalianti che con i loro spiriti pregiati accompagnano clienti privati e ristoratori di tutta Italia.

Sempre sotto il segno di un’etica legata a materiali riutilizzabili e a un packeging quindi sostenibile: l’obiettivo imprescindibile è infatti la cura del cliente e un impatto rispettoso e consapevole sul mondo.

Ho scambiato 2 chiacchiere con Valeria per farmi raccontare la storia di un’impresa d’eccellenza dal cuore italiano e dallo sguardo rivolto al mondo.


The Key, ovvero cocktail artigianali in bottiglia che mescolano ricette classiche con erbe e spezie del territorio. Mi racconti da dove nasce la vostra avventura?

Ci siamo conosciute, io e Giada, lavorando insieme in un locale capitolino. Lavoravamo a ritmi frenetici e con standard molto alti, è così che abbiamo fatto squadra da subito.

È stato qualche anno dopo che, contattate da una grande società, abbiamo cominciato a fare consulenze e pensato di metterci in proprio, per suggellare ancora di più quest’alleanza. 

Nasce così nel 2016 la Keynco, facevamo soprattutto eventi e consulenze, sempre con l’attenzione rivolta verso l’agricoltura biodinamica e sinergica.

È stato grazie agli eventi che, per standardizzare il livello di servizio e, banalmente, far sì che ogni cocktail uscito dal bancone fosse uguale che ci siamo avvicinate ai cocktail in bottiglia.

Abbiamo notato che venivano accolti molto bene dai clienti e inoltre velocizzavano enormemente il lavoro.

È così che abbiamo cominciato la fase di market test con ottimi risultati.

Dopo un anno di studio siamo uscite con il nostro menù di 7 cocktail, sì classici, ma rivisitati.

Abbiamo scelto di prendere una delle arti, quella della miscelazione, in cui gli italiani sono tra i più importanti esponenti al mondo e coniugarla con un’altra eccellenza italiana: l’arte del vino.

È così che i cocktail vengono affinati in tino, vetro o tonneaux di rovere francese.

Ogni miscela ha bisogno del proprio tempo di affinamento per trovare il giusto equilibrio, velluto ed eleganza. Qui a farla da padrone è il tempo.

Abbiamo scoperto che attraverso l’attesa (parte fondamentale del processo di vinificazione) gli ingredienti avevano il tempo d’interagire tra di loro creando sinergie delicate.

Anche i cocktail più complessi risultano quindi morbidi.  

Oltre al rispetto per gli ingredienti, abbiamo scelto un’altra specifica ricchezza del nostro Paese.

Siamo partite dalla terra per ricercare spezie ed erbe. Abbiamo scelto prodotti della nostra terra, spesso selvatici, e creato infusioni, sapori, odori.

Ci siamo rifatte all’antica conoscenza delle Herbarie, donne che praticavano l’arte della medicina attraverso infusi in alcol di erbe e spezie, ai loro scritti e ai loro studi.

Le stesse Herbarie che prima del 1300 erano dottoresse e dopo streghe.

Nei The Key ogni spezia ha i suoi tempi d’infusione, ogni cocktail il suo tempo di maturazione.

cocktail-bottiglie

La passione per gli spiriti da dove viene?

Quello degli spiriti è un mondo infinito di conoscenza e possibilità. Una volta entrati è difficile sfuggirne.

Ho cominciato a lavorare dietro a un bancone a vent’anni a Londra. Da quel momento non l’ho più lasciato.

Giada, che dire, da buona abruzzese è cresciuta con un calice di vino naturale in mano. 

Cosa distingue The Key Cocktail dagli altri produttori?

  • I The Key Cocktail non hanno diluizione
  • Affiniamo i cocktail dai 15 ai 90 giorni
  • Facciamo infusioni con erbe  e spezie
  • Controlliamo la produzione e la distribuzione in modo diretto
  • Ad oggi siamo il cocktail in bottiglia di fascia più alta in Italia

Al momento quanti cocktail producete e quali?

Mi°To

Vermouth blended, bitter, bacche di sichuan, albicocche disidratate e tea nero in foglie.

Classico aperitivo italiano, speziato al naso e dalla beva morbida. Affina 2 settimane in bottiglia.

Martinez

London dry gin, vermouth blended, marasche e corteccia di china

Padre del Gin Martini, è un cocktail da meditazione. Al naso avvolgente, ha un’alcolicità sostenuta ma morbida e raffinata. Matura un mese in tino.

Negroni

London dry gin, vermouth blended, bitter ed olii essenziali di bergamotto 

Il più classico dei cocktail made in Italy. L’affinamento di un mese in vetro gli conferisce velluto ed eleganza.

Manhattan

Rye whiskey, vermouth blended, Ratafìa

Dolce, accogliente e deciso. Riposa un mese in tino.

Old Fashioned

Rye whiskey, genziana blended

Tra i cocktail più antichi. L’attesa in tino di 3 mesi gli conferisce morbidezza e armonia.

Velvet

Tequila, vermouth blended, bitter, caramello disidratato e tea nero in foglie

Al naso avvolgente e dalla persistenza amara in bocca. Matura in rovere francese e conclude l’affinamento in tino.

Gin Martini

London dry gin, vermouth dry, olii essenziali di limone

Il cocktail signore tra i signori. Dall’alcolicità sostenuta e carattere elegante. Riposa 3 mesi in tino.

Il vostro brand punta molto anche sull’eleganza dei prodotti e della loro comunicazione

Con Giada abbiamo impiegato moltissimo tempo, riunioni infinite e anche accese discussioni prima di trovare un punto d’incontro sul packaging

Quello che ne è uscito è una bottiglia di cui ogni elemento è riciclabile: vetro, sughero, ceralacca. La totale assenza di materiali plastici, la bottiglia serigrafata e l’attenzione per l’ambiente.

La nostra comunicazione vuole raccontare un ritorno alla natura, a uno stile di vita più semplice, genuino, essenziale e la cui conseguenza non può che realizzarsi sotto forma di eleganza.

keynco-handcrafted-cocktail-and-spirits

Dal 2016 a oggi com’è cambiato il vostro progetto?

Dal 2016 il progetto è diventato sempre più fedele all’idea che avevamo. 

Abbiamo cominciato a piccoli passi, siamo riuscite a far diventare realtà tutte le idee che avevamo e ci troviamo a viaggiare sempre più velocemente verso nuovi obiettivi.

Non posso svelarteli adesso ma ci sarà da divertirsi…

Qual è il vostro cliente tipo?

Come ristoratori sono tutti coloro che fanno della cura dei clienti il primo e imprescindibile obiettivo. Coloro che hanno scelto di avere un impatto consapevole e rispettoso sul mondo.

Lavoriamo in un settore in cui il contatto con la terra è strettissimo e impossibile da ignorare, per questo è fondamentale un approccio consapevole. 

Quando parliamo invece di clienti finali, delle persone che, come me, tornano a casa stanche dal lavoro e si vogliono rilassare bevendo un bel cocktail nel relax della propria casa, beh allora parliamo di tutte e tutti coloro che amano il buon bere.

Che mentre sorseggiano hanno voglia di emozionarsi, che non sfuggono a un brindisi guardandoti negli occhi. Tutte quelle persone che vogliono godersi la vita! 

Negli ultimi anni il mondo dei bartender e dei cocktail bar si sta affiancando a quello degli chef e dei ristoranti in termini di visibilità e attenzione mediatica. Perché, secondo te?

L’attenzione e le competenze del cliente medio verso la miscelazione sono aumentate, negli ambienti di alto profilo c’è la richiesta crescente di bere un buon cocktail prima o dopo una gustosa cena, ancora in pochi durante.

È una tendenza che ci arriva dall’America e che sta prendendo sempre più piede.

Inoltre con lo svilupparsi delle competenze dei bartender e l’abbassamento delle barriere, per cui prima si miscelavano solo elementi che si trovavano liquidi, adesso il pensiero è: come faccio a far diventare liquido questo ingrediente solido mantenendone intatte le proprietà organolettiche e utilizzarlo nella miscelazione?

In questo la cucina sta molto più avanti rispetto al bar, hanno molte più conoscenze e macchine a supporto per le sperimentazioni. Anche solo per questo l’avvicinamento del bartending alla cucina era inevitabile.

C’è una cosa che non bisogna mai fare quando si prepara un cocktail e un’altra invece che va sempre fatta?

In generale no, per certo non bisogna mai perdere di vista il cliente, sia esso fisicamente davanti a te al bar o una proiezione immaginaria come per i nostri cocktail in bottiglia.

Il drink non può mai essere espressione sterile dell’ego del bartender ma andare sempre incontro ai gusti di coloro che sono più o meno esperti e traducendoli utilizzando competenza e professionalità.

I The Key, infatti, sono stati sviluppati come una carta cocktail, quando li ho creati mi sono immaginata 7 tipologie di clienti diversi. 7 gusti per 7 palati differenti. 

L’emergenza Covid quanto ha inciso sul vostro business?

Con i nostri cocktail abbiamo 2 fette di mercato alle quali ci rivolgiamo:

  • Privati
  • Ristoratori

Il primo è aumentato esponenzialmente e ci ha permesso di sopperire alla totale assenza del secondo.

Siamo infatti infinitamente grate a tutte quelle persone che in questo periodo così complicato hanno scelto di sorseggiare i nostri cocktail per allentare la tensione e concedersi un regalo e un momento di relax.

Se non ci fossero stati loro sarebbe stato davvero difficile.

Parlami delle strategie che avete in mente per affrontare i prossimi mesi. Ho visto che il delivery è attivo da un po’, ad esempio.

Continueremo a lavorare con il delivery, il nostro e-commerce e in sinergia con i nostri partner.

In questo periodo stiamo realizzando una serie di progetti da lanciare prossimamente.

Dimmi uno dei tuoi prodotti di cui vai particolarmente fiera.

Devo dire che mi piacciono tutti parecchio. Più che altro mi capita di avere un cocktail preferito a seconda del periodo.

Ad esempio adesso è il Mi°To, Milano Torino. un cocktail leggero che puoi bere a qualsiasi ora, ha delle sensazioni al naso avvolgenti date dalle bacche di Sichuan e dall’infusione di albicocche essiccate per rimanere poi leggermente amaro in bocca per le foglie di tea nero.

È un cocktail completo che coinvolge i sensi e in questo momento storico ci vuole.

Mi descriveresti The Key con un ingrediente e con 3 parole?

Spezie.

E poi cura, attenzione, rivoluzione.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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