Fotografia

Welcome to Silent Hill, le foto d’autore di Alexandra Benton

“Welcome to Silent Hill”, il progetto fotografico di Alexandra Benton

Alessandra Sestili racconta oggi su Parallel del suo interessante progetto fotografico “Welcome to Silent Hill“, di cui vi proponiamo una serie di scatti presi dal corpus ben più ampio dell’opera.

Welcome to Silent Hill“, come dice il titolo, trae ispirazione dal famosissimo videogioco omonimo e dal film che ne è stato tratto nel 2006 da Christophe Gans.

Il progetto “Welcome to Silent Hill”

Mi appassionai prima del gioco, macabro carico di tensione, oscuro, misterioso e pieno di luoghi abbandonati, poi del film che fu fantasticamente riprodotto” racconta Alessandra.

Il mio progetto visivo inizia nel 2018 con la voglia di riprodurre quei posti, apparentemente desolati ma che sono carichi di energia di un passato vissuto“.

Già da ragazzina amavo scoprire luoghi e oggetti abbandonati, li fissavo e si accendeva la mia immaginazione, non avevo la macchina fotografica, ma la mia testa elaborava immagini, e le porto ancora con me“.

Welcome to Silent Hill‘ non è mai definitivamente chiuso, sono un po’ come Phillip Winter in ‘Lisbon Story‘ di Wim Wenders, perché ogni volta che esco ho la macchina fotografica e se ‘trovo’, scatto… Il mondo è pieno di non-luoghi“.

Le foto di ‘Welcome to Silent Hill‘ sono per ora scattate solo a Roma, ma adesso che si potrà ricominciare a viaggiare, sicuro ne arriveranno delle altre“. 

L’autrice

Alessandra Sestili nasce e cresce a Roma.

Le sue 2 preziose fonti di ispirazione artistica furono suo padre pittore e sua madre, che le aprì le porte al regno di David Bowie

Questi 2 fondamentali elementi, la pittura e la musica (soprattutto del Duca Bianco) la spinsero sin dall’età di 11 anni a dipingere il suo inconscio e tradurre i testi delle canzoni di Bowie.

Il mix tra le “forze superiori” della pittura e della musica la avvicineranno alla cultura dark nei primi anni ’90.

Visivamente, esteticamente e stilisticamente, Bowie ha da sempre influenzato la fotografa plasmandola e rendendola visionaria.

Come i suoi quadri, bambini emaciati in case che sembrano abbandonate, tinte forti e scure. Con quel velo di malinconia che non è assolutamente negativa, bensì è arte, non ha confini, è sensibilità d’animo.

Più tardi Alessandra si diploma in Produzione Cinematografica presso l’Istituto professionale di Cinematografia e Televisione Roberto Rossellini. A fine anni ’90 inizia a lavorare per il cinema, poi la svolta artistica la porta ad esporre in diverse collettive d’arte.

È invece degli anni 2000 il trasferimento di un anno a Londra, che le consentirà di completare la sua figura poliedrica e darle il nome d’arte di Alexandra Sestili Benton.

Inizia infine la stesura di un romanzo e scopre la fotografia come passione personale: “La foto deve comunicare con te come un dipinto o un brano di musica, ti deve far venire la pelle d’oca, portarti negli spazi più nascosti della tua anima, non deve essere perfetta, ma deve ‘parlare’ con il tuo io può profondo” racconta Alessandra

Alexandra è ora impegnata nella figura di direttore di scena per il teatro, ma porta sempre con sé la sua amata Nikon.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)
(Foto: © Alessandra Sestili)

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