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#QuadroDelMese: Mary Cassatt, “Il tè delle cinque” (1888)

“Il tè delle cinque” (1888) di Mary Cassatt è il Quadro del Mese di The Parallel Vision

#QuadroDelMese: Mary Cassatt, “Il tè delle cinque” (1888)

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L’autrice

Mary Cassatt (1844 – 1926) è stata una pittrice americana, tra i membri più conosciuti della corrente impressionista.

Dedicò la sua arte ai rapporti sociali e, nello specifico, a quelli intensi che legano madri e figli.

Nata a Allegheny City, ora Pittsburgh, ebbe la fortuna di essere cresciuta in una famiglia benestante. Sin da piccola viaggiò molto e fuori dal continente americano, innamorandosi irrimediabilmente dell’arte europea.

Quando chiederà però alla famiglia di cominciare a studiare arte troverà una forte opposizione. Cominciò comunque, a soli 15 anni, dei corsi all’Academy of Fine Arts di Filadefia. Finché l’ambiente accademico, che discriminava deliberatamente le donne, non le venne a noia portandola a trasferirsi a Parigi.

Qui trascorse lunghe giornate a riprodurre le opere del Louvre e a seguire le lezioni private del maestro Jean-Leon Gerome, accademico convinto.

Una soddisfazione arrivò nel 1868, quando il suo “Suonatore di mandolino” venne accettato per il Salon di Parigi. Tra il ’70 e il ’71 fu costretta a far ritorno in America a causa della guerra franco-prussiana rischiando di abbandonare per sempre i pennelli.

Tornò in Europa con una commissione affidatale dall’arcivescovo di Pittsburgh e qui incontro finalmente l’impressionismo.

Di giudizi molto aspri nei confronti degli artisti del tempo e dei critici parigini, Cassatt riuscì con difficoltà a piazzare i suoi dipinti ai Salon.

Le donne, secondo lei, erano sempre ignorate a meno che non avessero un protettore importante, cui spesso c’era bisogno di offrire più della propria stima.

In questo contesto di insoddisfazione il suo animo combattivo incontrò Edgar Degas, che la invitò a lavorare con gli impressionisti indipendenti.

Il movimento del “colore pazzo” la conquistò subito. La rapirono le libertà artistiche dei colleghi, privi di pregiudizi e il valore che davano alle opere delle donne.

Strinse una bella amicizia con Berthe Morisot, pittrice di rara bravura. Il suo rapporto con Degas divenne presto intenso e arricchente. Il maestro le insegnò a usare i pastelli, a dare più corpo ai suoi scenari e l’accompagnò nel primo avvicinamento alle acqueforti.

La morte della sorella Lydia e il ritorno alla carica del padre contro la sua carriera, costrinsero Mary a impegnarsi ancor più duramente per conquistare delle commissioni.

Nel 1879 si distinse al Salon. Continuò a definirsi impressionista fino al 1886, contribuendo anche alle prime mostre in territorio americano.

I suoi temi preferiti rimasero la quotidianità casalinga, i passatempi femminili e gli affetti, riprodotti con estrema delicatezza.

Quelli successivi saranno i suoi decenni più produttivi. Nel 1888 dipinse la sua prima opera a tema madre/figlio, che la rese poi famosa, una puntasecca intitolata “Gardner tenuto da sua madre”.

Una mistione con l’arte giapponese le ispirò le opere successive, tra cui “Donna che fa il bagno. Nonostante l’abbandono dell’impressionismo e un disegno decisamente più preciso, Cassatt non dimenticò mai che il nero era un colore proibito e mantenne certe influenze.

Morì nel 1926 a Chateu de Beaufresne, ammalata ma non priva di passione per il suo lavoro.

Era per allora diventata una vera autorità artistica, in America e fuori, e tanti giovani artisti chiedono i suoi consigli. Se ne andrà critica come era stata in gioventù verso l’arte moderna, circondata da rispetto e gratitudine. 

Il quadro

Il tè delle cinque” (1880) è un olio su tela che Mary Cassatt realizzò durante il suo secondo periodo parigino.

Messa a punto nel momento più florido del rapporto con Degas, ne mostra alcune sottili ispirazioni nella forma dei volti e nelle espressioni delle due donne sedute in chiacchiera.

L’equilibrio cromatico è perfettamente curato, a partire dalla carta da parati fino ai grigi del servizio da tè.

L’atmosfera conviviale rende il quadro caldo e rilassante per lo spettatore, che percepisce la familiarità dei due soggetti.

Distratte entrambe forse da un terzo parlante, la prospettiva del dipinto fa sentire anche lo spettatore un partecipante al tavolo del tè, assiso su una poltrona damascata come il divanetto delle 2 amiche.

Ogni nota sottolinea la piacevolezza del ritrovarsi.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Gloria Frezza)

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